lunedì 22 giugno 2015

Il Ladro di note, la recensione di Pietro Hasenmajer


Eun romanzo scritto a quattro mani da Tiziana Pedone e Carlo Angelo Tosi, ambientato in una città italiana vicino al mare e nel mondo della musica; infatti buona parte dei personaggi gravitano intorno a questo affascinante universo di note, armonie e melodie.
Ma cosa accomuna la protagonista Irene, ragazza beneed escort per libera scelta, e la sua amica del cuore Marta, pasticciera di fama e rampantenel competitivo mondo dellalta cucina, a questo mondo? Semplicemente il posto di lavoro della prima ed una tormentata relazione della seconda con Luca, un compositore altrettanto tormentato, e per buoni motivi.
Il romanzo costruisce così poco a poco una trama noirimperniata su questi personaggi principali e su una miriade di comprimari, tra cui spiccano il vulcanico agente di Luca, un inglese innamorato dellItalia, ed il pianista frustrato Aldo, sempre in bilico tra la trasgressività del suo ambiente ed i rassicuranti affetti familiari.
Vorrei spendere due parole sulla magistrale tecnica narrativa di questi autori. Siamo ormai abituati alle narrazioni da diversi punti di vista POV, points of view, secondo la definizione tecnica di diversi personaggi che narrano in prima persona. Ma se il POV cambia ogni due pagine senza premettere un seppur vago indizio di chi stia parlando in questo momento, ma lasciandolo allintuizione del lettore, ecco che la trama si fa più complessa in sé e per sé”, e si adatta perfettamente al genere; per di più è ricca di colpi di scena, al punto da ipotizzare un intervento soprannaturale da parte di un misterioso personaggio.
Il tutto immerso nella profonda conoscenza della musica e lo dico da musicista da parte di almeno uno degli autori: le digressioni tecniche, mai avulse dalla storia e sempre puntuali ed appropriate, mostrano come il mondo delle note sia talmente parte dellanimo dello scrittore da risultare naturali come la descrizione di un pasto o di un sonno. Naturalmente lo dice il titolo stesso la musica è fulcro e base dellintera storia, movente e catarsi di ciò che accade, colonna sonora sempre presente e mai invasiva durante lintero svolgimento della trama.

Insomma, questo Ladro di note” è a parer mio un romanzo riuscitissimo, degno di essere affiancato ai più rinomati gialliitaliani.

martedì 16 giugno 2015

FAN CULO!

Il mio professore di storia contemporanea, il Professor Giorgio Rumi, definì l'Europa, nel corso di una lezione: popoli guerrieri. Una definizione che non dimentico e cui penso spesso, ma cui oggi aggiungerei: codardi. Popoli guerrieri, simili a feroci assassini. Codardi fino al midollo delle ossa. Popoli codardi e assassini, incapaci di assumere le proprie responsabilità, di guardare in faccia le scelte fatte nei secoli. Popoli con le mani grondanti di sangue. L'Inghilterra la definì: l'orologiaio d'Europa. Un pessimo orologiaio che ha sempre pensato solo a cambiare il suo grembiule, capace solo di rompere gli ingranaggi per il proprio tornaconto, anche quelli da lui realizzati. Popolo di codardi dall'altro lato di un mare gelido. Questo siamo, feroci assassini che per il proprio tornaconto sono stati in grado di distruggere interi popoli. Popoli ebraico-cristiani sempre in cammino, che seguono la strada indicata dal loro dio denaro, distruttori d’interi popoli. Questo siamo e null'altro. Bandiere insanguinate, politici corrotti, votanti incapaci di non farsi turlupinare. Religioni compromesse, con il potere e il denaro. Economie basata sul nulla della finanza e delle sue menzogne. Con loro si accompagna lo stato a loro immagine gli Stati Uniti, che è la sintesi di tutto il loro peggio.

Siamo invasi signori, non serve a niente boicottare, siamo attaccati da disperati inermi che abbiamo sfruttato per secoli. Non esiste una soluzione se non armarsi di buona volontà e spirito costruttivo. Deporre le armi e piegare le nostre economie a esigenze più ampie del nostro misero egoismo altrimenti perderemo tutto. Bisogna cambiare modo di pensare, di vedere. Bisogna scardinare un sistema che ha già perso e finirla una buona volta di pensare di essere i migliori, finirla una buona volta di pensare che il Paradiso ci sia regalato. Lo dobbiamo costruire noi, con le nostre mani, sacrificando il troppo che abbiamo. E fan culo tutte le demenzialità che in questi giorni sento e leggo. Fan culo!