mercoledì 7 maggio 2014

In fondo era solo un caffè.

Guardai il fondo della tazzina. Quel caffè era stato troppo corto, il suo aroma troppo breve per ricordare il profumo dei suoi capelli neri. Era stato troppo rapido per cogliere tutto il sapore delle sue labbra rosse e morbide. Di lui, scuro come la sua pelle, ora era rimasto solo il fondo color di canna. Quel caffè mi era sfuggito tra le labbra come la sua lingua incandescente. Rimasi così a fissare quel che restava e scivolava lungo i bordi di ceramica. Presi il cucchiaino con intenzione, ma lo lasciai cadere, lentamente, nella tazzina. Guardai il cameriere, indicandogli la tazzina, e gli dissi «la sciacqui per cortesia». Lui mi guardò stranito ed io ripetei «la sciacqui per cortesia. Voglio guardare il suo ricordo scivolare via». Riluttante lo fece. Lo ringraziai, mi girai e mi allontanai, ma il suo ricordo non mi abbandonò mai.

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