mercoledì 12 febbraio 2014

Quello che ho pensato, seduto su una panca, pochi minuti, guardando l'affresco.


Sono arrivato nella zona selvaggia. Nel luogo dove si tirano le somme. Dove si decide se quello che hai detto e fatto, ha avuto un senso. Se è stato compreso. E’ un luogo scuro, amaro. Ho una grande pena dentro di me. Questi uomini non hanno capito nulla. Si aspettano da me il contrario di quello che ho spiegato. Ho parlato di condivisione, di rinuncia, di amore. Ho chiesto loro di slacciare i loro sandali, di metterli sulle spalle e camminare con i poveri nella polvere. Ho fatto vedere loro che il poco può diventare tanto, se si divide. Ho fatto vedere loro che le malattie sono un lato della vita e che si possono sconfiggere con la compassione e l’amore. Ho fatto quello che è giusto e continuerò sino alla fine, anche se tutti questi non ne hanno capito il senso. Mangiano il pane e bevono il vino insieme senza comprendere il gesto, senza essere con me. Pensano ai loro nemici, al denaro e alle armi. Hanno paura della morte e vogliono uccidere i loro invasori, che temono la morte come loro. Mi hanno tradito tutti, si divideranno, ognuno andrà per la sua strada. Chi avrà più forza schiaccerà gli altri. Così ognuno di loro mi ha tradito perché non ha capito. Le mie gesta, le mie parole, il mio cammino, saranno travisati. Guarda come si agitano domandandosi chi è il traditore. Tutti amici miei, siete quel traditore. Prendete il pane, bevete il vino che sono tutto quello che abbiamo condiviso. Vi amerò fino alla fine, ma non capirete il perché.



Milano, 1 febbraio 2014

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