lunedì 24 febbraio 2014

In viaggio

"Quando il mago si sdraiò, al suo gatto s’illuminarono gli occhi. Non è un buon segno quando questo accade". Il Guerriero si ricordò quel momento mentre metteva i finimenti ai suoi dodici aski. Il vento sollevava lo strato più volatile e in superficie del ghiaccio della Taiga. Quello che punge e ferisce la pelle. Quello che acceca. Era tempo di rimettersi in cammino. L’Ombra, in quei giorni, aveva camminato vicino. Il Guerriero aveva sentito i suoi passi e il suo silenzio ghiacciato. Quel silenzio che faceva scricchiolare le pareti dei pendii e ululare i lupi. Angelo guardò il suo amico. Aveva gli stessi occhi azzurri del gatto del mago, ma loro non avevano tempo per sdraiarsi. Il nemico li stava cercando. “Andiamo” disse il Cavaliere al cane che diede un colpo alla slitta seguito dagli altri undici. La slitta passò di fianco al guerriero, che girò su se stesso e inizio a spingerla. Un piede sul pattino e l’altro nel ghiaccio eterno. Quello era il ghiaccio del male umano e cresceva, aumentava con il passare dei giorni, delle stagioni, degli anni, dei secoli. Il Cavaliere si voltò a guardare la striscia lasciata dai pattini con malinconia. Tutto era gelido davanti e dietro. Tutto era fiato ghiacciato e parole congelate. Niniane intanto volava leggera come una nube rosa e sorrideva. Allungava la sua mano e accarezzava la testa del capo branco. Angelo la sentiva e sapeva dove andare. Il Cavaliere della Slitta alzò lo sguardo e quando gli sembrò di vederla, la Fata delle Fate era già sparita. Il gufo delle nevi, Le Win lanciò il richiamo, il Falco Bianco volò in alto e l’Orso Bianco comparve e iniziò a correre di fianco alla Pattuglia dei ghiacci. Così erano invincibili.

1 commento:

aurora ha detto...

Eccomi, puntuale come sempre a ringraziarti di aver ripreso a scrivere del Cavaliere, personaggio che adoro e che riesce sempre ad emozionarmi.....in attesa di leggere il tuo libro con la stessa curiosita' che mi ha fatto scoprire il Cavaliere un abbraccio.