mercoledì 26 febbraio 2014

Il ladro di note

Cari lettori questo è un libro che vi consiglio calorosamente. Il titolo dice tutto. Ho poco da aggiungere se non che è scritto da due miei grandi amici, Tiziana Pedone e Carlo Angelo Tosi. Clccate sul titolo qui sotto, entrerete nel sito dell'editore, dove potrete acquistare il libro. Buona lettura.

Il ladro di note

lunedì 24 febbraio 2014

In viaggio

"Quando il mago si sdraiò, al suo gatto s’illuminarono gli occhi. Non è un buon segno quando questo accade". Il Guerriero si ricordò quel momento mentre metteva i finimenti ai suoi dodici aski. Il vento sollevava lo strato più volatile e in superficie del ghiaccio della Taiga. Quello che punge e ferisce la pelle. Quello che acceca. Era tempo di rimettersi in cammino. L’Ombra, in quei giorni, aveva camminato vicino. Il Guerriero aveva sentito i suoi passi e il suo silenzio ghiacciato. Quel silenzio che faceva scricchiolare le pareti dei pendii e ululare i lupi. Angelo guardò il suo amico. Aveva gli stessi occhi azzurri del gatto del mago, ma loro non avevano tempo per sdraiarsi. Il nemico li stava cercando. “Andiamo” disse il Cavaliere al cane che diede un colpo alla slitta seguito dagli altri undici. La slitta passò di fianco al guerriero, che girò su se stesso e inizio a spingerla. Un piede sul pattino e l’altro nel ghiaccio eterno. Quello era il ghiaccio del male umano e cresceva, aumentava con il passare dei giorni, delle stagioni, degli anni, dei secoli. Il Cavaliere si voltò a guardare la striscia lasciata dai pattini con malinconia. Tutto era gelido davanti e dietro. Tutto era fiato ghiacciato e parole congelate. Niniane intanto volava leggera come una nube rosa e sorrideva. Allungava la sua mano e accarezzava la testa del capo branco. Angelo la sentiva e sapeva dove andare. Il Cavaliere della Slitta alzò lo sguardo e quando gli sembrò di vederla, la Fata delle Fate era già sparita. Il gufo delle nevi, Le Win lanciò il richiamo, il Falco Bianco volò in alto e l’Orso Bianco comparve e iniziò a correre di fianco alla Pattuglia dei ghiacci. Così erano invincibili.

sabato 22 febbraio 2014

Sanremo protettore degli anziani

Ho la sensazione che questo Sanremo sia il festival degli anziani. Begli anziani, come la Cardinale e Tito Stagno, ma sempre anziani. Mi spiace per Renzi, ma questo significa qualche cosa! Forse, che dopo c'è un grande vuoto, questo in senso positivo e negativo. Infatti, molti anziani sono molto brutti e non sono a Sanremo. Fate voi un elenco di questi nelle vostre teste.

Il Basso d'Oro

mercoledì 12 febbraio 2014

Quello che ho pensato, seduto su una panca, pochi minuti, guardando l'affresco.


Sono arrivato nella zona selvaggia. Nel luogo dove si tirano le somme. Dove si decide se quello che hai detto e fatto, ha avuto un senso. Se è stato compreso. E’ un luogo scuro, amaro. Ho una grande pena dentro di me. Questi uomini non hanno capito nulla. Si aspettano da me il contrario di quello che ho spiegato. Ho parlato di condivisione, di rinuncia, di amore. Ho chiesto loro di slacciare i loro sandali, di metterli sulle spalle e camminare con i poveri nella polvere. Ho fatto vedere loro che il poco può diventare tanto, se si divide. Ho fatto vedere loro che le malattie sono un lato della vita e che si possono sconfiggere con la compassione e l’amore. Ho fatto quello che è giusto e continuerò sino alla fine, anche se tutti questi non ne hanno capito il senso. Mangiano il pane e bevono il vino insieme senza comprendere il gesto, senza essere con me. Pensano ai loro nemici, al denaro e alle armi. Hanno paura della morte e vogliono uccidere i loro invasori, che temono la morte come loro. Mi hanno tradito tutti, si divideranno, ognuno andrà per la sua strada. Chi avrà più forza schiaccerà gli altri. Così ognuno di loro mi ha tradito perché non ha capito. Le mie gesta, le mie parole, il mio cammino, saranno travisati. Guarda come si agitano domandandosi chi è il traditore. Tutti amici miei, siete quel traditore. Prendete il pane, bevete il vino che sono tutto quello che abbiamo condiviso. Vi amerò fino alla fine, ma non capirete il perché.



Milano, 1 febbraio 2014

mercoledì 5 febbraio 2014

Prosa Liberatoria

Ci mettemmo a correre come dei disperati, ma l'onda era dietro di noi. Era la nostra fine. Solo il Comandante Hornblower avrebbe potuto salvarci. Solo lui il temerario, il Capitano che aveva sfidato i francesi, avrebbe potuto indicarci la via di fuga, ma intanto l'onda stava diventando sempre più alta. Londra sarebbe stata sommersa e distrutta per sempre. Vedemmo donne con i loro bambini abbarbicati al collo, fuggire disperate, con i capelli al vento, neri, biondi, rossi. Colori scomposti dalla ferocia del vento. Vedemmo i vagoni della sotterranea schizzare fuori dalle strade incatramate e precipitare in uno stridore di ferraglia e ruggine. Vedemmo la gente fuggire e rimanere inevitabilmente schiacciata da quelle masse enormi e contorte......Quella fu l'Ultima Onda, quella che distrusse il genere umano e finalmente la Terra ritornò libera!

Ora mi sento meglio. Piove, ma è una buona giornata.