mercoledì 29 gennaio 2014

Non c’è più

Amico
Sei il mio amico
Non importa cosa sono
Quello che conta sei tu
Amico
Ho una ferita profonda
Chi è stato
Mi sono ferito con le mie scelte
Che importa
Vorrei camminare, attraversare la città con te
Parlando e parlando, senza smettere
Uno di fianco all’altro senza nessun’altro
Camminare senza meta
Tra un vicolo e l’altro della città
Passare di fianco alla Fiera. Non c’è più
E poi tornare indietro
Non importa se fa freddo
Non importa se fa caldo
Voglio solo camminare con te
Far finta di essere due detective
Pedinare il primo passante, così per gioco
Per camminare e parlare
Dimenticare
Amico
Ho una ferita nel cuore e nessuno la può curare
Sono io, mi sono tagliato
Vedrai con il tempo guarirà
Vorrei poterti dire “guarirà”
Non importa
Camminiamo lungo i vicoli nascosti della città
Nascondiamoci nel buio
Entriamo nel primo portone, senza che il custode ci veda
Lungo il muro, sotto la guardiola, acquattati.
Come due detective solo per sentire il fremito lungo la schiena.
Via di corsa su per le scale
Non  importa perché
Forse per non sentire il dolore
Fuggiamo di corsa, giù nella metropolitana
Su di corsa per le scale mobili
Via di corsa come due fuggiaschi nella notte
Due ribelli, due sognatori.
Due ragazzi.
Amico
La ferita è aperta, mi sento morire
Accompagnami a casa Amico.
Non c’è più.



Milano, 27 gennaio 2014

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