domenica 5 gennaio 2014

Il premio.

“La slitta, Angelo! La slitta sta scivolando nel crepaccio. I tuoi cani non riescono a trattenerla. Corri Angelo, corri. Non riesco ad aiutarti la ferita sanguina e mi rallenta. Corri Amico mio, corri”. Il Cavaliere della Slitta urlava tenendo la mano premuta al fianco e il suo husky correva veloce come un fulmine. Il ghiaccio era gelido e le sue zampe facevano poca presa, ma correva. Lui sapeva che sarebbe riuscito a fermare la slitta. Solo lui lo poteva fare. Corri, corri. Superò tutti i suoi amici. Non ostante le loro zampe puntate, stavano scivolando verso il baratro dietro la slitta. Vide i loro sguardi disperati. Continuò a correre.  Arrivò di fianco alla slitta, a sinistra. Diede un colpo con il suo corpo, di fianco, bastò quello. La slitta si mise di traverso e si fermò. Crollò a terra stremato. Il fianco doleva. Sapeva di essersi rotto qualche costola, ma non mandò nemmeno un guaito. Rimase immobile. Il ghiaccio era gelido, chiuse gli occhi quando la mano del Guerriero lo accarezzò sul capo. Questo gli bastò come premio. 

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