giovedì 12 dicembre 2013

Conclusione senza inizio.

Mi siedo sul letto, mi spiace sciupare quella coperta imbottita e improvvisamente tutto in me cambia. Tutto diventa vuoto e incolore. Tutto inutile. È solo una scenografia di cartone. Le lenti disegnate sin dall'infanzia davanti ai miei occhi si sciolgono e vedo la realtà dei valori e dei sentimenti. Cosa siamo, Stefano ed io, se non due interpreti di una commedia che non regge più. Mi alzo e vado a guardare la cupola della basilica illuminata. Quante bugie architettoniche e tutte racchiudono  grandi menzogne. Improvvisamente i miei occhi svuotano tutte le immagini, le rendono ossature, prive di sostanza. Anche la luce mente, i colori non esistono. Tutto quello che vediamo non ha colore. Tutto è altra cosa. Mi hanno imbrogliata, Stefano è un imbroglio che non sa di essere stato imbrogliato. Quando la musica finisce il Tango non è mai esistito. La donna e l'uomo non ci sono mai stati, è solo una grande finzione, una tragicommedia per far divertire chissà chi.
Raccolgo le mie cose, apro lentamente la porta della stanza. Tolgo le scarpe per non fare rumore. Forse qualcuno sarà deluso per questo finale. È solo un colpo di scena. Socchiudo la porta d'ingresso, anche lei è una finzione. Non esiste. L'immateriale si chiude alle mie spalle. Il buoi mi aspetta, solo il buio più scuro, anche lui è irreale. È il buio dopo il sipario.

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