giovedì 12 dicembre 2013

La follia del giorno delle "scuole aperte"

Vi sembra normale che in un paese che dovrebbe essere evoluto, i genitori dei bambini che sono in procinto di finire le scuole elementari debbano diventare matti per scegliere la scuola media. Così è anche per quelli che devono passare alla scuola superiore. Ogni passaggio è un dramma ed è comunque legato a una considerevole dose di fortuna.
Giriamo come pazzi, cercando di trovare il tempo e alcuni rischiando di essere licenziati, in giro da una scuola a un'altra. Sentendo presentazioni inutili per arrivare a una valutazione serena. Alcuni, genitori impegnati, quasi tutti quelli della mia città, trascinano i pargoli in giro con loro. Perché anche loro devono decidere. Loro sgranano gli occhi e ci guardano spaventati. Perché?
La scuola dovrebbe essere il luogo più sereno del mondo. Il luogo del sapere, del dialogo e della condivisione, come può esserlo così?
Personalmente penso che ogni scuola dovrebbe essere il massimo e nessuno dovrebbe preoccuparsi se una è meglio di un’altra.  Dovrebbe, tutto al più, rimanere una scelta tra una scuola a indirizzo internazionale, di musica, eccetera.
Un Paese si vede da come funziona proprio dalla sua scuola. Le nostre alcune funzionano, ma solo grazie ai presidi e agli insegnanti. Presidi e insegnanti che dovrebbero avere una considerazione ben più alta di quella che è loro riconosciuta.
Come padre sono indignato e mortificato da questo trascinarmi attraverso aule e presentazioni.
Vorrei avere una scuola diversa, sana, democratica, civile e soprattutto dove si insegni a condividere il futuro.

Conclusione senza inizio.

Mi siedo sul letto, mi spiace sciupare quella coperta imbottita e improvvisamente tutto in me cambia. Tutto diventa vuoto e incolore. Tutto inutile. È solo una scenografia di cartone. Le lenti disegnate sin dall'infanzia davanti ai miei occhi si sciolgono e vedo la realtà dei valori e dei sentimenti. Cosa siamo, Stefano ed io, se non due interpreti di una commedia che non regge più. Mi alzo e vado a guardare la cupola della basilica illuminata. Quante bugie architettoniche e tutte racchiudono  grandi menzogne. Improvvisamente i miei occhi svuotano tutte le immagini, le rendono ossature, prive di sostanza. Anche la luce mente, i colori non esistono. Tutto quello che vediamo non ha colore. Tutto è altra cosa. Mi hanno imbrogliata, Stefano è un imbroglio che non sa di essere stato imbrogliato. Quando la musica finisce il Tango non è mai esistito. La donna e l'uomo non ci sono mai stati, è solo una grande finzione, una tragicommedia per far divertire chissà chi.
Raccolgo le mie cose, apro lentamente la porta della stanza. Tolgo le scarpe per non fare rumore. Forse qualcuno sarà deluso per questo finale. È solo un colpo di scena. Socchiudo la porta d'ingresso, anche lei è una finzione. Non esiste. L'immateriale si chiude alle mie spalle. Il buoi mi aspetta, solo il buio più scuro, anche lui è irreale. È il buio dopo il sipario.

RIPARTE IL FUTURO - io ho firmato.

Ho firmato già da molto tempo. Ho aderito a questa iniziativa perché ritengo che sia una via corretta. Più siamo e meglio sarà. Leggete e firmate se siete convinti. E' con il dialogo che si cambiano le cose e non con la violenza che in questi giorni sembra voler mostrare il suo volto. La disonestà si batta con l'onestà. Una onestà che dovremmo cercare ogni giorno, difficile, faticosa, a volte quasi impossibile. Ognuno di noi è importante. Val la pena di tentare e ogni iniziativa che sa di buono va accolta. Questa lo è.

LEGGETE CLICCANDO Riparte il Futuro qui sotto. Grazie

Riparte il Futuro

martedì 10 dicembre 2013

Un guerriero.

Il guerriero era stanco. Quella mattina sentiva una strana confusione nella testa. Entrò nella chiesa tenendo stretta la custodia della sua spada. I suoi speroni d'argento battevano sul pavimento di pietra. Si fermò di fronte all'altare e guardò il Crocifisso, rappresentazione intarsiata della Coerenza. "Sono stanco Signore, sono invecchiato, zoppico. La schiena la mattina è dolorante. Faccio fatica a sostenere questa spada. Che devo fare Signore". Silenzio. Quella era l'unica risposta. IL Silenzio. Si girò lentamente e si diresse verso l'uscita. Fuori avrebbe ritrovato il rumore terrificante della vita. Spinse il portone, la luce lo accecò e ritornò faticosamente a combattere.

venerdì 6 dicembre 2013

NO. NON VOTATE.

No, votare significa riconfermare. Ho votato questo partito da sempre, perché molte cose di questo Paese non mi piacevano. Il nostro Paese non era  libero, se fosse rimasto com'era, sarebbe orribile e non avrei mai fatto nascere i miei figli. Oggi una parvenza di libertà c'è, poca ma apparentemente siamo più liberi di allora. Le  famiglie erano oppressive, perbeniste, le donne non erano affatto libere, il sesso era solo un enorme errore, un peccato mortale, la chiesa era presente ovunque. Soffocante, l'atmosfera era soffocante. Abbiamo contestato tutto, madre, padre e parenti per primi, poi siamo passati al resto. Abbiamo scardinato, perché solo così si poteva creare. Poi qualche cosa è andata storta o si è, più probabilmente, strategicamente voluto fare andare tutto sulla strada del sangue. Sono iniziate le stragi di stato, sono arrivate le brigate e  abbiamo perso. Ci siamo allontanati, ci siamo compromessi accettando i valori del vendersi e comprare. Abbiamo perso, con il passare del tempo i politici migliori. Ci sono rimasti i peggiori, che badate bene rispetto a quelli che abbiamo, erano geniali, nel bene e nel male. Poi anche questi sono spariti e sono stati sostituiti da una banda di manigoldi. Oggi, chi sognava un mondo diverso e parlava di una rivoluzione impossibile nelle birrerie, non c'è più. Non ci sono sogni, ma non ci sono nemmeno obiettivi. Questo Paese ha bisogno, lo chiede, lo grida, supplica una visione innovativa, non solo della politica, ma del sistema di vita. Quando questi politici, che noi continuiamo imperterriti a votare parlano di ripresa economica, parlano del nulla. E' proprio il sistema economico e il modo di concepire la vita insieme che deve assolutamente cambiare. E' indispensabile che noi si torni a sognare. Il Paese deve cambiare e non cambierà domani, dobbiamo progettare un futuro per chi è piccolo e ha Speranza. Votare significa confermare uno stato di cose che non è più accettabile, indipendentemente dalle idee che ognuno di noi ha. Siamo in guerra signori è tempo di svegliarsi e rimboccare le maniche!

giovedì 5 dicembre 2013

Gad Lerner "gridare al voto, al voto è solo una confessione della propria nullità" Ho dei dubbi Gad!


Non condivido la strategia di Grillo, non mi piace. Lo trovo pericoloso, come tutti gli esaltati, ma ho anche il dubbio che nei confronti di questi parlamentari, sia stata fatta da voi giornalisti schierati un'opera di oscuramento, che in democrazia non è ammissibile. Mi spiace tirar dentro anche lei in questa mia ipotesi, perché la stimo. Comunque, il parlamento è illegittimo, non per le decisioni della Consulta, ma perché non rappresenta le fatiche dei suoi cittadini e non è in grado di risolvere o fermare il degrado costante del Paese Se questo fosse un Paese capace di sollevare la testa, oggi sarebbe in atto una rivoluzione per decapitare questo potere che è stantio da troppi anni.
http://www.gadlerner.it/2013/12/05/gridare-al-voto-al-voto-e-solo-una-confessione-della-propria-inutilita

Il maleducato.

Ho un ripensamento. Ho pensato alle parole della mia coautrice e forse non è come molti e io stesso pensiamo. Il silenzio non è la strada corretta. Berlusconi va combattutto con  tutti i mezzi possibili, certo non ponendolo al centro della cronaca, cosa che continuano a fare i nostri giornalisti, ma imparando a collocarlo dove lui è. Utilizzare le parole come un fioretto e fare piccole, costanti ferite a chi continua a persistere nella difesa di questo personaggio. Un esercizio alla Cyrano, la poesia per mettere nella giusto posto la "maleducazione" di Berlusconi. Perché non è altro che un maleducato.

mercoledì 4 dicembre 2013

Alla mia lettrice. Aurora

Sapete qual è la cosa più bella per uno scrittore. Sapere di avere una lettrice o un lettore. Uno solo è sufficiente. Su questa certezza lo scrittore può scrivere intere epopee, comporre sonetti, prose, giochetti di fantasia, favole, blues e anche commedie. A quest'ultima forma letteraria non avevo mai pensato. Bella idea, non trovi Aurora? Sono uno scrittore fortunato perché la mia lettrice, ha un nome molto bello. E così nominandola vedo il Sole che sorge e la mia giornata si riempie del colore dell'orizzonte sul mare, sento i miei piedi calpestare la sabbia appena tiepida, sento l'acqua salata, che mi penetra nelle narici, vedo l'argento di una piccola increspatura di mare e mi viene voglia di avere una paletta e un secchiello.

Putin, Berlusconi e un cane. Questa foto è una bella allegoria del loro pensiero. C'è però una differenza il comportamento del cane è normale, quello dei sudditi no!