martedì 18 giugno 2013

La piccola cruna di un ago.

Ritto in piedi su un masso, in equilibrio su un'unica gamba, quella buona e l’altra piegata, con il piede all'altezza del ginocchio. Il Guerriero aspettava l’Holster . La spada sollevata in alto e in line con il suo corpo. Presto il mostro dell’inconscio sarebbe arrivato. In alto, Le Win, la civetta delle nevi, volava attenta. Il grande e acuto rapace era pronto a lanciargli il grido. Quello sarebbe stato il segnale che gli avrebbe indicato da dove arrivava l’Holster, con la sua sciabola sguaina. Niniane era avvinta al suo Mago e guardava il Cavaliere della Slitta riflesso nel grande cristallo di ghiaccio. Merlino le disse “mio caro amore non temere. Il Guerriero saprà cosa fare e si muoverà con attenzione, d’altra parte tutti gli Holster nascono dall'anima dei cavalieri della Taiga e tu sai quante volte li devono affrontare. Questi esseri magici e terribili, temprano l’anima dei combattenti e indicano loro la strada, quando questa sembra persa. Questo è l'inevitabile”.

La civetta lanciò il suo grido. "Da sinistra, arriva da sinistra". Il Guerriero ruotò su se stesso e vide l’Holster arrivare di corsa. Il mantello rosso volava nell'aria ghiacciata. L'essere, teneva la sciabola sopra la testa, inclinata sul lato destro. Il suo glabro volto bianco e i suoi occhi gialli brillavano. Le due lame s’incrociarono, il Guerriero saltò di lato, l’avversario continuò a correre come se non l’avesse nemmeno visto, poi improvvisamente si fermò e lentamente si girò. Fermo. Silenzio. L’aria divenne più gelida. Un brivido percorse tutto il corpo del Cavaliere. Le Win gridò ancora, "non porgere il lato destro". Il Guerriero cambiò posizione, si tolse il pesante mantello e aspettò. L’Holster partì come un cavallo al galoppo, il ghiaccio si sollevava dietro il suo sottile corpo. A due metri dal Guerriero fece un salto incredibile, piroettò e scese come un lampo. La sciabola colpì il Guerriero sulla parte destra della fronte. Tra l’arco sopraciliare e la tempia. Il sangue incominciò a uscire copioso. Il Cavaliere si asciugò con il guanto sinistro e rincorse l’Holster. I due correvano. Il sangue scendeva lungo il corpo del combattente e segnava il ghiaccio eterno della Taiga.  Le Win seguiva i duellanti. L’Holster si fermò e si girò. Quello era il momento giusto. Il Guerriero lanciò il suo urlo e aumento la velocità della corsa. Giunto a pochi passi si fermò, lanciò in alto la spada, la riprese con la mano sinistra. L'Holster la guardò, alzo la sciabola. Troppo tardi la spada del Cavaliere, cambiò direzione. Ora era nella mano destra e colpì di taglio lo stomaco dell’avversario. Gli occhi gialli guardarono il Guerriero stupiti. Non c'era più tempo, l'Holster si sciolse nel nulla, perché questo era. Niniane sorrise, appoggiò il suo capo sulla spalla di Merlino e lui gli cantò la canzone della Regina delle Amazzoni. Il Guerriero tornò verso la slitta, dove i suoi cani lo aspettavano. Il sangue continuava a scendere copioso, Angelo prese, in bocca, la spada che il Cavaliere gli tendeva. Lui si avvicinò al grande sacco blu appoggiato sulla sua slitta e cercò la scatola del pronto soccorso. La sentì sotto le sue dita, la prese. Aprì il coperchio di metallo e scelse un sottile ago ricurvo. Il filo era già infilato nella piccola cruna, si sedette sulla slitta. Angelo di fronte a lui fece in modo che Exalibur fungesse da specchio e così guardandosi in quella sottile striscia di metallo brillante, il Guerriero suturò la ferita. Le Win, in alto, cantò le gesta del Guerriero, il suo grido di vittoria, si udì in tutta la Taiga e i cavalieri dispersi sulla sua superficie gioirono, sollevando le loro spade.

martedì 11 giugno 2013

"Un Padre da Film" di Antonio Skármenta

Splendido romanzo in settanta pagine. Antonio Skármenta è l'autore del "Postino di Neruda". 
Un padre francese è fuggito a Parigi, lasciando moglie e figlio in uno sperduto paesino cileno, una storia da film, appunto!