giovedì 16 maggio 2013

La scacchiera


La polvere di ghiaccio, sollevata dalla valanga, raggiunse la pattuglia dei ghiacci. Il cavaliere si sedette sulla slitta ed estrasse la scacchiera. Sapeva che l’Ombra aveva sentito il suo canto di dolore. Quelli erano i momenti più pericolosi. Infatti, l’Ombra si muove agilmente nel dolore.Sa che proprio in quegli istanti il corpo è più debole e l’anima disponibile. Il guerriero posò la scacchiera nel ghiaccio e iniziò a disporre ordinatamente i pezzi. Esattamente nella posizione in cui erano l’ultima volta. Ogni figura rappresentava i momenti più intensi del suo passato. Nell'angolo a destra c’era la prima torre. Rappresentava la sicurezza della famiglia, ma aveva parte dei merli distrutti e una fessura si staccava da questi e arrivava fino alla base. L’altra torre era stata mossa, si trovava a metà scacchiera. Sul lato sinistro. Era solo un cumulo di macerie con i merli intatti, rappresentava il lavoro. I merli erano l’esperienza. Le macerie l’inutilità. I cavalli rappresentavano il padre e la madre. Il cavallo del padre era perso da tempo. L’Ombra l’aveva imbrogliato. In ogni caso, i genitori dovrebbero insegnare ai figli come affrontare e saltare gli ostacoli. Pochi sono capaci di farlo, per questo si perdono le partite, specialmente con se stessi. I pedoni erano gli ideali, i sogni, i progetti, i desideri. Ne erano rimasti tre.
Dei due fanti, uno era in d5 e l’altro in h6. Uno era la forza del fisico e l’altro la lucidità della testa.  La regina era in e4 e rappresentava l’Io, l’Anima, l’Essenza.
Il Cavaliere alzò gli occhi e vide che la nuvola di polvere di ghiaccio era arrivata sin lì. In mezzo a quel bianco brillante avanzava l’Ombra. I dodici cani si posero a semicerchio davanti a lui. L’Ombra ebbe un attimo d’indecisione. Fu proprio in quel momento che l’Orso sbucò dal nulla. Correva come un fulmine, colpì con violenza l’Essere Immondo, che cadde. La crosta di ghiaccio si ruppe e lo inghiotti. L’Orso della taiga continuò la sua corsa e sparì verso nord. Il Cavaliere si alzò stancamente e si diresse verso il punto, dove l’Ombra era sparita, ma l’Essere era alle sue spalle "Salve Cavaliere, ho perso l’attimo. Il tuo amico mi ha tolto del tempo" disse. Il Cavaliere si girò, l'Ombra proseguì "sarà per la prossima volta. Ricorda che dovrò muovere per primo. A presto Cavaliere". Mentre stava ancora parlando, l'Essere Eterno gli passò di fianco. Il Cavaliere percepì il freddo marmoreo che tutto addormenta. Quel gelo lo privò, per un attimo, della circolazione del sangue. Il Guerriero rimase immobile a guardare l’Ombra sparire nella polvere di ghiaccio. I cani gli corsero incontro e lo costrinsero a giocare, solo Angelo si tenne in disparte a osservare la scena.

2 commenti:

aurora ha detto...

ciao scrittore preferito per ringraziarti voglio dedicarti un pensiero di Pam Brown che mi fa pensare a te. Nella solitudine, nella malattia, nella confusione la semplice conoscenza dell'amicizia rende possibile resistere, anche se l'amico non ha il potere di aiutarci.

Lodovico Valentini Perugia ha detto...

Proprio così e gli amici sono così rari. A volte lo sono, ma non riescono a esserlo per i loro problemi. A volte però basta pensarli. Il gatto, il cane, ma anche il cavallo e penso tutti gli animali, anche i più feroci,spesso riescono a esserlo di più degli umani. Per questo nelle mie storie loro sono così presenti e salvatori.

A parte questo, quando e se hai bisogno, sono pronto a ascoltare. Per ora ti abbraccio forte e ti mando il mio pensiero più caro. Ciao principessa Aurora.