martedì 27 novembre 2012

Il Verso del Falco Bianco (terza parte)


Il Cavaliere sentì un leggero fremito e capì che l’Orso stava per svegliarsi, si scostò dal suo amico lentamente e si alzò. L’Orso stava ancora dormendo ma presto si sarebbe alzato. Il vento fischiava più forte e la barba lunga dell’uomo era diventata di ghiaccio. Era passato molto tempo, giorni sulla Terra, e lui era rimasto immobile disteso vicino al suo amico, aveva passato il tempo ricordando il suo passato e pensando al futuro. Aveva composto una canzone fischiettando il motivo, piano, piano per non disturbare.
Diceva la canzone:

L’acqua ti confonde
penetra nella mente
L’acqua ti sostiene
ma solo per un istante
L’acqua è il mare
ma non puoi più galleggiare
Eih! I Love You
Eih! I love You, grida il cuore
L’onda ti risponde
Che scherzo la tua mente!
L’onda ti sommerge
ma lei non ti sente
Guardi un istante
L’attimo è fuggente
Eih! I Love You
Eih! I love You, grida il cuore

L’Orso Bianco della Taiga si sollevò e scosse la neve dalla sua pelliccia, guardò il Guerriero, gli occhi brillarono e l’uomo si sentì riscaldare il cuore. Il vento fischiava, il gelo entrava nelle ossa, molto tempo era passato. L’Orso fece un passo traballando, un secondo, poi un terzo, poi sia allontanò sicuro verso la vallata.
Angelo si appoggiò alla gamba sinistra del Cavaliere e così, uno accanto all’altro rimasero a guardare l’Orso fin quando non diventò un puntino all’orizzonte.