giovedì 18 ottobre 2012

Biografia di un musicista "underground/underground"


Ho scritto alcuni articoli e ho fatto delle interviste a Carlo Angelo Tosi, uno dei più famosi musicisti underground della scena milanese. L’altro giorno mi sono accorto che non esiste una biografia di questo personaggio, nemmeno su Wikipedia, ma prima di pubblicare qualche cosa sulla stessa, preferisco iniziare dal mio blog.
Carlo Angelo Tosi (Milano, data di nascita non pervenuta). Bassista, tastierista, cantante e compositore.
La sua crescita musicale ha inizio con l’ascolto della musica popolare, cultore e appassionato di questo genere. I suoi dischi preferiti erano quelli pubblicati dall’etichetta “Dischi del Sole”. Dall’ascolto in giovanissima età di questo genere musicale,  con un amico iniziò a suonare con chitarre Eko -due legni più che strumenti - alcuni brani popolari, come: “C’era una volta un tarlo”, “Stronzio 90”, “Comandante Che Guevara”, e alcune canzoni garibaldine. In seguito passarono a brani più “raffinati”, dedicando le loro attenzioni a De André e Jannacci.
Un disco dei Beatles, con quattro traccie, proveniente dall'Inghilterra, scatenò in lui il sogno, che non è mai tramontato, di diventare un musicista rock. Nacque così la prima band, quattro amici si ritrovarono intorno a un bidone di Dixan, che faceva da batteria. Uno dei tre chitarristi però doveva passare al basso e Carlo Angelo fece questa scelta. La formazione era composta da: Alberto Signorini (voce e chitarra), Daniele Ausonio Ravenna (chitarra solista), Carlo Angelo Tosi (basso e voce) e Gigi Zazzeri (batteria e sigaro). Inizialmente il gruppo prese il nome di Koala, che fu presto abbandonato perché troppo banale, per il più innovativo “Noi”, senza articolo.
I “Noi” diventarono presto famosi, vincendo molti concorsi per band emergenti al Piper di Milano. Il gruppo con l’abbandono di Alberto Signorini, che non fu mai sostituito, proseguì la sua avventura in formazione ridotta. La band aveva uno stile particolare, la chitarra non era mai distorta, gli assolo erano alla “Ry Cooder”, ma i brani erano sicuramente rock. I “Noi” con questa formazione, erano veramente avanti, e s’imposero sulla scena della musica underground milanese, ma fu impossibile andare oltre.  Infatti, dopo alterne vicende, la band si sciolse definitivamente, verso la fine degli anni settanta. Di questa band, sia nella formazione originale sia in quella “hendrixiana”, sono rimaste delle incisioni dal vivo, delle quali siamo alla ricerca.
Molta musica underground di quegli anni è andata persa e così anche molti validi musicisti. Il mercato italiano era piuttosto “ottuso”, le case di produzione musicale favorivano i cantanti solisti. La musica rock, blues, pop era molto lontana dalla cultura italiana, personalmente ho il dubbio che lo sia anche oggi.  Inoltre, la tecnologia non era quella attuale e le incisioni erano fatte con dei magnetofoni non adatti e così molto materiale è andato perso. Come ho già scritto, il mercato assorbiva molto poco, le band avevano poche possibilità di sostegno e successo. L’unica fortuna è l’inesistenza di programmi come “XFactor” o simili, ma ritorniamo al nostro musicista.
Carlo Angelo Tosi entrò per un breve periodo nella formazione dei “The Waves di Via Capecelatro”, band che si esibì in molti teatri parrocchiali milanesi ed ebbe il suo apice con un mega concerto al Palalido.
Presto però Carlo Angelo abbandonò questo gruppo e si ritirò dalle scene.  Ricomparve poco dopo come cantante dei “The Blind Coulors”, la band dei famosissimi fratelli Sacco. La band proponeva un genere veramente unico in quegli anni in Italia, musica colta che si rifaceva ai Blood Sweet and Tears e Chicago. Fu un periodo felice per il nostro, anche se aveva dovuto rinunciare al suo strumento per due motivi: il primo perché la formazione aveva già un bassista e la seconda perché era molto impegnativo cantare e suonare questo particolare genere. Talvolta, quando il polistrumentista Dadà Sacco passava al Sax, Carlo Angelo suonava le tastiere. La band arrivò vicino alla porta del successo, infatti, la partecipazione al “Cantagiro” fu a portata di mano, ma il maestro Bonocore disse “bravi, coraggiosi, ma troppo avanti”.  Questo giudizio fu dirompente, una porta chiusa, anche se premiante e la band si sciolse.
Carlo Angelo passò alla musica “undergroundunderunderground”, fondò insieme con alcuni amici, la band di musica gestuale “The Carpinchos”, gruppo pare citato in un libro di Mario Maffi.  I componenti di questa storica, più unica che rara band, non hanno mai annunciato il loro scioglimento.  Le feste “udergroundunderunderground” dei “Carpinchos”, trasmesse anche in diretta da Radio Popolare, sono rimaste indimenticabili.
A metà degli anni ottanta, nacque, dalle ceneri dei “Noi”, una delle band più longeve nell’esperienza del nostro musicista, “The Swimming Dragon Blues Band” o come preferisce chiamarla lui “SD(B)B”, con la prima B tra parentesi, perché lo disturba la definizione blues, da lui ritenuta ridondante.
La storia degli “SD(B)B” è stata abbastanza travagliata, la band ha avuto diverse formazioni, il cuore però era solido, basato su due elementi dei “Noi” e Marco Venanzi, in pratica il quinto membro non pubblico, della indimenticabile band, per capirci, un personaggio simile a un George Martin per i Beatles o un Brian Eno per i Talking Head.
La formazione che raggiunse un certo successo di pubblico, era formata da Carlo Angelo Tosi al basso, Marco Venanzi e Daniele Ravenna alla chitarra, Ann Berret alla voce, Giannella alle tastiere e il batterista scozzese Colin Jamieson.
Colin Jamieson fu per la band un grande manager, fattivo ed entusiasta, il successo di questa formazione si deve tutto a lui. 
Quando Daniele Ausonio  Ravenna (Noi), con il suono indimenticabile della sua chitarra lasciò la band per imbarcarsi su un veliero, fu sostituito da un inglese Rob Anderson. La band però entrò in una profonda crisi, il sound si confuse e con l’abbandono delle scene della cantante Ann Barret, le incomprensioni divennero profonde e Carlo Angelo lasciò gli “SD(B)B”, che si sciolsero definitivamente. Di questa band esistono alcuni videoclip facilmente reperibili su YouTube.
Il sound della musica dei “Noi” è la matrice di questo musicista tormentato e sognatore, il suo tocco personalissimo sulle corde del basso e i suoi arrangiamenti sono inconfondibili. Gli appassionati di musica nascosta della Milano underground, sono abituati a vederlo sparire e ricomparire.
Recentemente, però, questo musicista pareva sparito definitivamente. Non è così! Infatti, con mia grande sorpresa ho scoperto che è uno dei componenti dei “Mysterious”, il mitico Vico. Infatti, come David Bowie, questo musicista ha l’abilità di trasformarsi, sparire e ricomparire. Chissà quante altre novità e sorprese possiamo aspettarci da lui, il leggendario "uomo dal basso d'oro".

1 commento:

Anonimo ha detto...

Carlo Angelo Tosi è un Mito!