venerdì 26 ottobre 2012

Guitars and Beyond.

Ieri, sono andato con Vico Mysterious a visitare la manifestazione fieristica "Guitars and Beyond". In realtà siamo andati a trovare il nostro liutaio, che per la prima volta è uscito allo scoperto con i suoi "SimpleBass" e devo dire che i suoi prodotti erano, a livello di innovazione e qualità, i migliori.
Non lo dico perché Vico ed io possediamo un SimpleBass, ma perché è questa la prima impressione che abbiamo avuto girando la mostra, anche la seconda e l'ultima. Sinceramente a Milano si potrebbe far di meglio e di più. 

sabato 20 ottobre 2012

Bigino storico "trent'anni in 12 righe"

Le nostre debolezze sono le sue! Ha rovinato il mondo pubblicitario, giocando sulle debolezze delle agenzie, delle mazzette che giravano velocemente in questo mondo "incantato", i pubblicitari non sono riusciti a fermarlo perché erano più importanti le loro tasche, si sono fatti fregare, le loro commissioni dorate sono scese dal 15 al 3%, quanda andava bene. Si sono fatti portare via, pezzo a pezzo, il loro potere, che
 era nei media e sono rimasti solo con la superbia della loro creatività. Finito il lavoro qui e con il rischio di finire in braghe di tela, i suoi "uomini" gli hanno fatto un partito con un nome così stupido, ma così stupido, che da solo avrebbe dovuto mettere in allarme un popolo intelligente. Questo popolo non esiste e tutto ha funzionato a meraviglia e in vent'anni ha dato agli italiani quello che volevano: la disonestà, la cupidigia, la volgarità, l'ignoranza, tante, tante meretrici, protettori e ha riempito parlamento, giornali e TV con questi personaggi. Ora i ladri vengono a galla, eppure il popolo non è cambiato e non cambierà. Questo lui lo sa, anzi lo sente. Questa è un bigino di storia, la nostra storia, signori!

giovedì 18 ottobre 2012

Biografia di un musicista "underground/underground"


Ho scritto alcuni articoli e ho fatto delle interviste a Carlo Angelo Tosi, uno dei più famosi musicisti underground della scena milanese. L’altro giorno mi sono accorto che non esiste una biografia di questo personaggio, nemmeno su Wikipedia, ma prima di pubblicare qualche cosa sulla stessa, preferisco iniziare dal mio blog.
Carlo Angelo Tosi (Milano, data di nascita non pervenuta). Bassista, tastierista, cantante e compositore.
La sua crescita musicale ha inizio con l’ascolto della musica popolare, cultore e appassionato di questo genere. I suoi dischi preferiti erano quelli pubblicati dall’etichetta “Dischi del Sole”. Dall’ascolto in giovanissima età di questo genere musicale,  con un amico iniziò a suonare con chitarre Eko -due legni più che strumenti - alcuni brani popolari, come: “C’era una volta un tarlo”, “Stronzio 90”, “Comandante Che Guevara”, e alcune canzoni garibaldine. In seguito passarono a brani più “raffinati”, dedicando le loro attenzioni a De André e Jannacci.
Un disco dei Beatles, con quattro traccie, proveniente dall'Inghilterra, scatenò in lui il sogno, che non è mai tramontato, di diventare un musicista rock. Nacque così la prima band, quattro amici si ritrovarono intorno a un bidone di Dixan, che faceva da batteria. Uno dei tre chitarristi però doveva passare al basso e Carlo Angelo fece questa scelta. La formazione era composta da: Alberto Signorini (voce e chitarra), Daniele Ausonio Ravenna (chitarra solista), Carlo Angelo Tosi (basso e voce) e Gigi Zazzeri (batteria e sigaro). Inizialmente il gruppo prese il nome di Koala, che fu presto abbandonato perché troppo banale, per il più innovativo “Noi”, senza articolo.
I “Noi” diventarono presto famosi, vincendo molti concorsi per band emergenti al Piper di Milano. Il gruppo con l’abbandono di Alberto Signorini, che non fu mai sostituito, proseguì la sua avventura in formazione ridotta. La band aveva uno stile particolare, la chitarra non era mai distorta, gli assolo erano alla “Ry Cooder”, ma i brani erano sicuramente rock. I “Noi” con questa formazione, erano veramente avanti, e s’imposero sulla scena della musica underground milanese, ma fu impossibile andare oltre.  Infatti, dopo alterne vicende, la band si sciolse definitivamente, verso la fine degli anni settanta. Di questa band, sia nella formazione originale sia in quella “hendrixiana”, sono rimaste delle incisioni dal vivo, delle quali siamo alla ricerca.
Molta musica underground di quegli anni è andata persa e così anche molti validi musicisti. Il mercato italiano era piuttosto “ottuso”, le case di produzione musicale favorivano i cantanti solisti. La musica rock, blues, pop era molto lontana dalla cultura italiana, personalmente ho il dubbio che lo sia anche oggi.  Inoltre, la tecnologia non era quella attuale e le incisioni erano fatte con dei magnetofoni non adatti e così molto materiale è andato perso. Come ho già scritto, il mercato assorbiva molto poco, le band avevano poche possibilità di sostegno e successo. L’unica fortuna è l’inesistenza di programmi come “XFactor” o simili, ma ritorniamo al nostro musicista.
Carlo Angelo Tosi entrò per un breve periodo nella formazione dei “The Waves di Via Capecelatro”, band che si esibì in molti teatri parrocchiali milanesi ed ebbe il suo apice con un mega concerto al Palalido.
Presto però Carlo Angelo abbandonò questo gruppo e si ritirò dalle scene.  Ricomparve poco dopo come cantante dei “The Blind Coulors”, la band dei famosissimi fratelli Sacco. La band proponeva un genere veramente unico in quegli anni in Italia, musica colta che si rifaceva ai Blood Sweet and Tears e Chicago. Fu un periodo felice per il nostro, anche se aveva dovuto rinunciare al suo strumento per due motivi: il primo perché la formazione aveva già un bassista e la seconda perché era molto impegnativo cantare e suonare questo particolare genere. Talvolta, quando il polistrumentista Dadà Sacco passava al Sax, Carlo Angelo suonava le tastiere. La band arrivò vicino alla porta del successo, infatti, la partecipazione al “Cantagiro” fu a portata di mano, ma il maestro Bonocore disse “bravi, coraggiosi, ma troppo avanti”.  Questo giudizio fu dirompente, una porta chiusa, anche se premiante e la band si sciolse.
Carlo Angelo passò alla musica “undergroundunderunderground”, fondò insieme con alcuni amici, la band di musica gestuale “The Carpinchos”, gruppo pare citato in un libro di Mario Maffi.  I componenti di questa storica, più unica che rara band, non hanno mai annunciato il loro scioglimento.  Le feste “udergroundunderunderground” dei “Carpinchos”, trasmesse anche in diretta da Radio Popolare, sono rimaste indimenticabili.
A metà degli anni ottanta, nacque, dalle ceneri dei “Noi”, una delle band più longeve nell’esperienza del nostro musicista, “The Swimming Dragon Blues Band” o come preferisce chiamarla lui “SD(B)B”, con la prima B tra parentesi, perché lo disturba la definizione blues, da lui ritenuta ridondante.
La storia degli “SD(B)B” è stata abbastanza travagliata, la band ha avuto diverse formazioni, il cuore però era solido, basato su due elementi dei “Noi” e Marco Venanzi, in pratica il quinto membro non pubblico, della indimenticabile band, per capirci, un personaggio simile a un George Martin per i Beatles o un Brian Eno per i Talking Head.
La formazione che raggiunse un certo successo di pubblico, era formata da Carlo Angelo Tosi al basso, Marco Venanzi e Daniele Ravenna alla chitarra, Ann Berret alla voce, Giannella alle tastiere e il batterista scozzese Colin Jamieson.
Colin Jamieson fu per la band un grande manager, fattivo ed entusiasta, il successo di questa formazione si deve tutto a lui. 
Quando Daniele Ausonio  Ravenna (Noi), con il suono indimenticabile della sua chitarra lasciò la band per imbarcarsi su un veliero, fu sostituito da un inglese Rob Anderson. La band però entrò in una profonda crisi, il sound si confuse e con l’abbandono delle scene della cantante Ann Barret, le incomprensioni divennero profonde e Carlo Angelo lasciò gli “SD(B)B”, che si sciolsero definitivamente. Di questa band esistono alcuni videoclip facilmente reperibili su YouTube.
Il sound della musica dei “Noi” è la matrice di questo musicista tormentato e sognatore, il suo tocco personalissimo sulle corde del basso e i suoi arrangiamenti sono inconfondibili. Gli appassionati di musica nascosta della Milano underground, sono abituati a vederlo sparire e ricomparire.
Recentemente, però, questo musicista pareva sparito definitivamente. Non è così! Infatti, con mia grande sorpresa ho scoperto che è uno dei componenti dei “Mysterious”, il mitico Vico. Infatti, come David Bowie, questo musicista ha l’abilità di trasformarsi, sparire e ricomparire. Chissà quante altre novità e sorprese possiamo aspettarci da lui, il leggendario "uomo dal basso d'oro".

martedì 16 ottobre 2012

Non votare è un diritto, ma va espresso e con molta energia!

Un mio caro amico mi ha mandato questo pesiero di Einstein per e.mail

"Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.
La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall'angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E' nella crisi che sorge l'inventiva, le scoperte e le grandi strategi
e. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere 'superato'.

Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell'incompetenza. L' inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c'è merito. E' nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l'unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla."
Albert Einstein

Questo è il mio commento.

BENE! Allora è proprio il tempo di fare qualche cosa di veramente rivoluzionario. Adesso, qui nel nostro paese. Un Paese che ha vissuto solo una grande rivoluzione, purtroppo combattuta da “quattro gatti”. Il Risorgimento è stata la nostra rivoluzione, realizzata da un pugno di uomini della borghesia, seguiti da alcuni del popolo, ma non dal popolo e ancora oggi si vede! Il Risorgimento è la nostra rivoluzione, il fiore all’occhiello di questo bellissimo Paese.
Quando il primo parlamento iniziò a funzionare era abbastanza pulito, ma poco tempo dopo iniziarono le “infiltrazioni negative” delle lobbie, delle pressioni della Chiesa, del malaffare, della mafia. Passando gli anni tutto peggiorò. Nulla è cambiato da quei tempi, questo “sistema” è entrato nell’uso.
Così il nostro Paese si è degradato, ma sono i suoi cittadini che hanno gravi responsabilità, infatti, non hanno imparato il significato profondo di essere liberi in uno stato libero. La maggioranza del popolo ha fatto e fa solo i propri interessi, quelli privati e quelli delle lobbie/gruppi sociali a cui appartiene o peggio ancora della mafia.
Personalmente penso che un vero cittadino debba essere pronto a sacrificare i propri interessi per il bene comune, specialmente se questi interessi ledono la libertà altrui e la salute economica della nazione. Rubare al proprio stato significa pugnalarlo alle spalle, non pagare le tasse significa assassinarlo. Sono peccati gravi, che non meritano nessun perdono e dovrebbero essere puniti con la perdita della cittadinanza, altro che andare in TV a far spettacolo!
Questo è quello che penso e sono molto rattristato da queste mie considerazioni, ma non serve a nulla mentirsi.
La prima cosa su cui medito da tempo, è il senso della parola “elezioni”. Sicuramente non tutti i nostri rappresentanti (parlamentari) sono ladri, ma se non lo sono, sono conniventi con un sistema degradato e ormai insostenibile per il Paese.
Penso che andare a votare, come ho fatto e come è stato fatto da tutti sino ad ora, sia inutile e dannoso, perché riconfermerebbe la fiducia a persone (partiti) che non meritano nemmeno un grammo di questa fiducia. Questo non significa non votare, ma votare in modo diverso, direi dirompente e sconvolgente, senza per questo “prendere i forconi”, come alcuni dicono, per giunta poco seriamente!
Aggiungerei, umilmente, alla frase di Albert Einstein, che a non voler trovare una soluzione si corre il rischio che i “pensieri e le azioni malvagie” prendano il sopravvento, così come spesso e molto dolorosamente è accaduto nella storia. La vita del prossimo va sempre rispettata e sia, ma chi mi ha rappresentato sino ad oggi non merita il mio rispetto!





Personalmente mi sento prigioniero di questo Stato e solo qualche cosa di veramente rivoluzionario potrà liberarmi da questa prigione angosciante.