venerdì 28 settembre 2012

La situazione delle carceri italiane. Pubblicato su Facebook da Roberto Saviano.


A luglio 2011 il Presidente della Repubblica definì la condizione delle carceri italiane “Una questione di prepotente urgenza sul piano costituzionale e civile. Una realtà che ci umilia in Europa”. Parole rimaste lettera morta, un appello che la politica – sempre attenta ad assecondare umori e a corteggiare l’elettorato – ha lasciato cadere nel vuoto. Ieri Napolitano, dopo aver ricevuto al Quirina
le una delegazione di accademici e giuristi, sottoscrittori della lettera aperta sul tema dell'efficienza della giustizia, invia un nuovo messaggio alla politica, la invita a occuparsi una volta per tutte dell’emergenza carceraria – che poi è emergenza giustizia – perché si trovi un accordo sulle misure di clemenza, perché si rimuovano gli ostacoli esistenti a concederle. Indulto e amnistia sono provvedimenti necessari per sanare, se seguiti da un’adeguata e tempestiva riforma della giustizia, questa “prepotente urgenza che ci umilia in Europa e ferisce la credibilità del Paese”.
Un po’ di dati significativi:
- nelle nostre carceri i detenuti sono 66.271 (molti in attesa di giudizio) a fronte di una capienza di 45.568.
- la recidiva tra i beneficiari dell’indulto del 2006 è, in percentuale, meno della metà della recidiva ordinaria, registrata tra chi sconta interamente la pena in carcere: 33,92% a fronte del 68,45% (dati DAP). Recidiva che scende vertiginosamente al 19% per i detenuti impegnati in attività lavorative all’interno delle carceri. 
- i suicidi tra carcerati e personale carcerario in Italia sono 9 volte più frequenti che in Europa.
Tutto questo ci parla di una prepotente urgenza e non come diranno alcuni di una vacanza in alberghi a 5 stelle.

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