mercoledì 19 settembre 2012

Il giorno delle elezioni andiamo davanti alle urne

Il giorno delle elezioni andiamo davanti alle urne e non entriamo, senza strepitio o commenti, in silenzio guardiamo le porte delle scuole. In silenzio, restiamo così per dieci minuti, poi voltiamo le spalle e torniamo a casa.

A cosa serve oggi un voto? A chi lo dai? Chi ci rappresenta? Ogni voto dato è un voto buttato via, ogni voto non dato ha un significato "basta non vi vogliamo più così come siete, cambiate e ne riparleremo". Loro per ora non cambiano e spetta a noi dare un segnale forte, altrimenti che democrazia e mai questa? Dovrebbero rifondarsi e non lo fanno, ognuno di loro dice e fa cose già dette e fatte, ci prendono in giro. Personalmente mi sono stufato e farò quello che ho detto, perché non serve fare delle trincee per chi non sa entrarci, bisogna fare delle trincee per non far entrare più nessuno. Ho paura dei nostri politici, paura per il futuro dei miei, dei nostri figli. Per cambiare bisogna cambiare schemi, essere creativi e smetterla di fare le pecore o i topi incantati da pifferai magici!



2 commenti:

Jeanluc ha detto...

Caro amico, sarebbe davvero una bella protesta, legittima (per la scarsezza dei nostri politici), non violenta e civile, segno di un popolo capace di uscire dagli schemi mostrando una grande maturità.
Per troppo tempo abbiamo sovvenzionato persone che hanno fatto solo i loro interessi e non ti nego che mi risulta difficile scrivere senza insultare nessuno,ma non ho nessuna voglia di pormi al livello di bassezza dei nostri onorevoli!
Ciao e spero che molti seguano il consiglio...

Lodovico Valentini Perugia ha detto...

Sarebbe bello che molti si ritrovassero fuori dalle scuole il giorno delle votazioni, ma dovrebbe essere la maggioranza. Fantapolitica!
Sto pensando di aprire un blog che sostenga questa ipotesi. Cosa ne pensi? Ciao.