giovedì 5 aprile 2012

Dario Fo è di più! Franco Cerri, Enrico Intra, Enzo Jannacci e Adrriano Celentano.


Sono ancora così emozionato e pieno di entusiasmo, che dovrei far decantare come un buon vino, l'evento di questa mattina. Infatti, oggi si sono incontrati al Palazzo Reale di Milano sei personaggi che sprigionano vita ed energia. Ecco che entra, tra le sue esplosive opere d’arte Dario Fo, ci saluta, noi fortunati che alle dieci e mezzo del mattino siamo fuggiti dalle nostre attività. Alza la mano, ci guarda e apre il suo ampio sorriso, i suoi occhi, la sua presenza è già una recita, tutta la commedia dell’arte passa dentro di lui, salta sui dipinti e ci sommerge. Poi calmo con la sua chitarra, la sua fedele Gibson, l’ho sempre visto suonare con quella, arriva Franco Cerri, una nota fatta persona, ma che dico la longilinea figura della musica jazz. Insieme con lui, al suo fianco, a completare l’immagine dell’origine della musica jazz italiana, c'è Enrico Intra. Mi giro e tra il pubblico, in un lato della sala, seduto c’è Enzo Jannacci. I tre personaggi si avvicinano a lui e l’energia in quella sala incomincia a salire. Dario Fo dice «….e lui è Enzo Jannacci!». "Tutta Milano esplode di gioia". Intra si mette al piano, Cerri si siede, appoggia la chitarra alla sua gamba, i loro sorrisi s’incrociano, una nota è nel mezzo e i due musicisti iniziano a suonare un blues, le armonie s’incrociano e ti penetrano infondo all'anima. Poi i tre studenti dei Civici Corsi di Jazz, uno per volta iniziano ad accompagnarli. Noi seduti per terra, siamo estasiati. Quando poi Dario Fo ci dice che Enzo Jannaci canterà “El portava i scarp de tennis” esplodiamo in gridi di felicità. Fisso il mio sguardo su di lui, guardo le sue mani, il suo volto, i suoi occhi eternamente perplessi, che raccontano la canzone. Spostando lo sguardo su Dario Fo, che seguiva Jannacci con bramosia e osservando Intra che dirigeva e suonava, Cerri che arpeggiava, io mi sono perso. Per tutti è stata un’emozione, alcuni avevano le lacrime agli occhi. Quando è arrivato Adriano Celentano con Claudia Mori, i fotografi si sono precipitati e raccolti intorno a loro e non andavano più via. Era impossibile vederli, Non riuscivamo più a scorgere nessuno. Pazienti abbiamo aspettato, ma poi abbiamo urlato «bastaa, via…basta… sedetevi», così è stato e allora abbiamo potuto ascoltare le battute di Adriano Celentano. I Cinque hanno ricordato il loro passato fatto di note, strumenti, batteristi, e sassofonisti. Jannacci accompagnava i dialoghi al piano, grande pianista! Vorrei scrivere di più ma questi momenti hanno bisogno di essere vissuti, nessuna foto, video o racconto potranno mai descriverne l’intensità.
Grazie Dario Fo, ci ha mostrato, di nuovo, il significato di arte e spettacolo.
Ed io, ancora una volta posso scrivere, Milano c’è, a voi cercarla!

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