giovedì 26 aprile 2012

Il "fotovoltaico" è dio, ho la sensazione che il diavolo ci abbia messo il computerino!


È evidente la “poca profondità” che esprime questo soggetto di una campagna affissioni apparsa addirittura su cartelli luminosi. Non posso però, esimermi da tentare di ricostruire la copy strategy .
In realtà ho il sospetto, che una vera e propria strategia di comunicazione non sia mai passata per la testa di chi ha voluto e realizzato questa campagna, ma siccome continuo imperterrito a credere nell’intelligenza umana devo cercare di capire da dove possa essere nata questa particolare “scintilla”.



Promessa
Il “fotovoltaico” è come Dio, ovviamente il Dio di tutte le religioni, qualsiasi altro riferimento è puramente casuale!
Il problema è che a crederci è uno solo. Infatti, lo conferma anche l’head line.  Questo personaggio è così convinto che si veste di bianco, si mette una cuffietta in testa e si china coprendosi il volto.
Reason why
Infatti, la luce prodotta dal fotovoltaico è così accecante, che questo signore è costretto a proteggere i suoi occhi e coprirsi la testa indossando una strana cuffietta.
Supporting Evidence
Non c’è, non la trovo, dopo tutto a cosa diavolo può servire, il messaggio è così chiaro!
Pay off
Non lo vedo, non ricordo di averlo letto, e per verificarne la presenza, dovrei tornare dove ho visto il manifesto, ma detto fra noi, è veramente necessario?

Conclusione
Per ora, il fotovoltaico della “Helios” consuma solo energia, quella del cartello luminoso!

domenica 15 aprile 2012

Per la mia generazione "sparata"

La sentenza pronunciata due giorni fa, sulla strage di Brescia è una sentenza contro tutti noi e in particolare contro la mia generazione, che in realtà è stata una generazione "sparata". Una generazione che ha visto morire tante persone, colpite dalla mano invisibile del loro stato. La mia generazione ha liberato questo paese da una cultura antica e polverosa. Oggi questo paese per marcio che sia è cambiato, ma vive la sua realtà su macerie invisibili, che pesano sul cuore di chi ha visto morire i suoi compagni di università, i suoi avversari politici, poliziotti e tante persone, troppe persone che stavano compiendo il loro dovere o stavano vivendo giustamente la loro vita. L’indignazione non basta a calmare la mia sensibilità e non mi basta nemmeno scriverlo, ma è giusto comunicarlo e condividerlo.

venerdì 13 aprile 2012

Fuori dai piedi i morti che camminano!

Ancora furti e riciclaggi, ora tocca alla Fondazione Maugeri! Ma che razza di paese è questo? In vent'anni tutto è stato permesso, questa è la realtà e sappiamo bene di chi è la responsabilità, di una serie di ladri patentati, che non solo hanno messo in ginocchio il paese, ma l'hanno trasformato a loro immagine e somiglianza. Pagheremo tutto questo per anni.


E' bene ricordare che "Non rubare" è uno dei dieci comandamenti e chi ruba compie peccato mortale, che significa  morto in Terra. 


Fuori dai piedi i ladri. Basta!

Lega, troppo facile!

Troppo facile risolvere con le ramazze, troppo facile fare una "pulizia" comunque non democratica e che ricorda qualche cosa del passato. La reltà è che i "duri e puri" hanno finito per rendere eclatante una realtà che esiste da sempre, e generale, ma ora spetta a noi prendere la ramazza, meglio un'aspirapolvere, più moderna e veloce per fare pulizia. Ora bisogna domandarci come? Questa volta senza lasciarci sfuggire l'opportunità! La democrazia non contempla la disonesta.

venerdì 6 aprile 2012

Un Palazzo Reale Surreale

      In pochi metri di un Palazzo Reale mai stato così surreale.       Il largo sorriso solare di Dario Fo che accoglie a braccia aperte il gruppo di amici invitati alla sua mostra.   La parte più viva e intelligente, anche la più divertente, della musica cantata e suonata, quella che Milano ha ancora profondamente nell’anima, ma che sente suonare raramente.   Franco Cerri curvo sulla sua  Gibson e già decollano le prime nitide note di jazz. A fianco, Enrico Intra al piano e i ragazzi della sua scuola, fiati e contrabbasso, una promessa  per il futuro in attimo irripetibile come questo. Poesia pura: automa ermetico ecco l’amico Enzo Jannacci. Silenzioso. La bocca da bambino che ride con gli oeucc de bùn. L’aura estraniata da alieno che non sembra nessuno torna da lontano e ci commuove. Canta e si guarda la punta delle scarpe e alza gli occhi al cielo, le braccia appena allargate e le mani quasi chiuse, a delicato pugno.   Solleva il dito, ora lo muove ora lo tiene fermo sospeso nell’aria, cantando la storia del barbùn che conosciamo. Tutti ci uniamo a lui in coro: El purtava i scarp del tennis, ma ci dimentichiamo dell’ultima strofa. La più tragica e provocatoria, lui ci ricorda, e riattacca. Maestro anche alla tastiera, accompagna in sottofondo con intima naturalezza la breve apparizione mediatica di Celentano, sotto un bombardamento di flash. Quando l’improvvisazione si trasforma in realtà magica non è degli sprovveduti.  

giovedì 5 aprile 2012

Dario Fo è di più! Franco Cerri, Enrico Intra, Enzo Jannacci e Adrriano Celentano.


Sono ancora così emozionato e pieno di entusiasmo, che dovrei far decantare come un buon vino, l'evento di questa mattina. Infatti, oggi si sono incontrati al Palazzo Reale di Milano sei personaggi che sprigionano vita ed energia. Ecco che entra, tra le sue esplosive opere d’arte Dario Fo, ci saluta, noi fortunati che alle dieci e mezzo del mattino siamo fuggiti dalle nostre attività. Alza la mano, ci guarda e apre il suo ampio sorriso, i suoi occhi, la sua presenza è già una recita, tutta la commedia dell’arte passa dentro di lui, salta sui dipinti e ci sommerge. Poi calmo con la sua chitarra, la sua fedele Gibson, l’ho sempre visto suonare con quella, arriva Franco Cerri, una nota fatta persona, ma che dico la longilinea figura della musica jazz. Insieme con lui, al suo fianco, a completare l’immagine dell’origine della musica jazz italiana, c'è Enrico Intra. Mi giro e tra il pubblico, in un lato della sala, seduto c’è Enzo Jannacci. I tre personaggi si avvicinano a lui e l’energia in quella sala incomincia a salire. Dario Fo dice «….e lui è Enzo Jannacci!». "Tutta Milano esplode di gioia". Intra si mette al piano, Cerri si siede, appoggia la chitarra alla sua gamba, i loro sorrisi s’incrociano, una nota è nel mezzo e i due musicisti iniziano a suonare un blues, le armonie s’incrociano e ti penetrano infondo all'anima. Poi i tre studenti dei Civici Corsi di Jazz, uno per volta iniziano ad accompagnarli. Noi seduti per terra, siamo estasiati. Quando poi Dario Fo ci dice che Enzo Jannaci canterà “El portava i scarp de tennis” esplodiamo in gridi di felicità. Fisso il mio sguardo su di lui, guardo le sue mani, il suo volto, i suoi occhi eternamente perplessi, che raccontano la canzone. Spostando lo sguardo su Dario Fo, che seguiva Jannacci con bramosia e osservando Intra che dirigeva e suonava, Cerri che arpeggiava, io mi sono perso. Per tutti è stata un’emozione, alcuni avevano le lacrime agli occhi. Quando è arrivato Adriano Celentano con Claudia Mori, i fotografi si sono precipitati e raccolti intorno a loro e non andavano più via. Era impossibile vederli, Non riuscivamo più a scorgere nessuno. Pazienti abbiamo aspettato, ma poi abbiamo urlato «bastaa, via…basta… sedetevi», così è stato e allora abbiamo potuto ascoltare le battute di Adriano Celentano. I Cinque hanno ricordato il loro passato fatto di note, strumenti, batteristi, e sassofonisti. Jannacci accompagnava i dialoghi al piano, grande pianista! Vorrei scrivere di più ma questi momenti hanno bisogno di essere vissuti, nessuna foto, video o racconto potranno mai descriverne l’intensità.
Grazie Dario Fo, ci ha mostrato, di nuovo, il significato di arte e spettacolo.
Ed io, ancora una volta posso scrivere, Milano c’è, a voi cercarla!

mercoledì 4 aprile 2012

Il calcio è una truffa esattamente come i partiti politici

Continuo a protestare! Il calcio è una truffa esattamente come i partiti politici. Guardate meno partite e più pattinaggio sul ghiaccio, palla canestro, rugby, scherma, atletica e tutti gli sport che più vi piacciono. Dimenticavo, prepariamoci a non andare a votare, se le cose non cambiano considerevolmente. Smettiamola di farci prendere per il naso. Buona Pasqua!

martedì 3 aprile 2012

Il calcio è una truffa! Giornalisti potreste parlare di altri sport.

Il calcio è una truffa! Ci sono tanti sport più belli che meritano di più e che i giornalisti e i giornali sportivi trascurano. Per esempio quanto poco si è parlato dell'oro ai mondiali di Carolina Kostner. I giornali avrebbero dovuto mettere in prima pagina questa notizia, l'Italia non ha mai vinto un mondiale di pattinaggio artistico; giornalistacci!