martedì 27 marzo 2012

Un anziano, la valigetta e la Svizzera. Guardatevi le mani!


Un anziano con una valigetta piena di soldi è andato in una banca svizzera. Forse nello stesso momento, tra le lacrime, un signore mi raccontava le sue difficoltà, era stato licenziato. Così, nello stesso istante in cui tutto questo accadeva, ho pensato «sono quelli con le mani pulite, che pagano sempre». Ho guardato le mie mani e sono restato in silenzio.

Particolare, tratto da una foto per una campagna pubblicitaria dell’Agenzia di Pubblicità Realität (1978).

giovedì 22 marzo 2012

Milano, le "locandine a lutto" dei negozianti dell’Area C!


Cari amici negozianti dell’Area C, invece di continuare a esporre le spoglie e tristi locandine in formato A4, in cui evidenziate la vostra triste situazione! Mettete in moto la vostra creatività. Infatti, se effettivamente state soffrendo un calo del 30% delle vendite, cercate di dare vita ai vostri quartieri, inventatevi qualche cosa di nuovo. Tutti insieme potreste cercare di rallegrare l’ambiente, invece di deprimerlo!
Sta arrivando la primavera, la gente avrà più voglia di muoversi, animate i quartieri con dei saltimbanchi, dei funamboli. Chiamate dei musicisti che suonino agli angoli delle strade: musica classica, rock, blues, jazz. Dalle 18.00 alle 21.00 animate la città, richiamate gente dalla provincia. Fate dei volantini colorati da distribuire in provincia, per raccontare quello che state facendo. Suggerite dei percorsi da fare a piedi, dove lasciare l’auto. Coinvolgete l’amministrazione pubblica con proposte e non con lamentele. Fate uscire la gente da casa, insomma inventatevi qualche cosa, sono convinto che tutto sia possibile per battere la “depressione”.
Parlare solo di soldi, di finanze, di tasse, di percentuali e calo degli affari irrita il consumatore, che è nella vostra stessa situazione, perché guadagna meno di prima e sente il soffio negativo della situazione! Uscite da dietro il bancone, sorridete e fate dei corsi di “sorriso” ai vostri dipendenti. Offrite dei calici di spumante a chi passeggia per strada e festeggiate con loro, meglio un sorriso che una locandina "a lutto" in bianco e nero!

sabato 10 marzo 2012

Cirque Eloize, che spettacolo!


Avrei voluto mettermi a saltare anch’io. Quello dei ragazzi del Cirque Eloize, ma che dico sono artisti, dei giganti, di più sono energia pura, senti il sangue che gira più veloce, dimentichi tutti i pesi della vita e non hai più paura di nulla. L’uomo è una creatura meravigliosa perché conosce il piacere dello spettacolo, quello di farlo e quello di guardarlo. Si vola ragazzi, si vola in lato e quando esci dal teatro sei felice!
Quando tornerà il Cirque Eloize, riempite i teatri perché è uno spettacolo bellissimo. Grazie Eloize!

giovedì 8 marzo 2012

Lucio al Bar di Marta.


Clarence Clemons disse «Keith, dobbiamo andare. E’ arrivato voce d’angelo» «Andiamo allora, che aspettiamo?! Mi ricordo ancora quando arrivai» disse Keith «ero confuso e per niente tranquillo, mica mi aspettavo di trovarmi seduto a un tavolo di un bar! Il Paradiso me l’avevano descritto in un altro modo. Anzi a ripensarci non me l’avevano mai descritto e poi non ci credevo, intendo al Paradiso. Infatti, dopo tutto questo non mi sembra un Paradiso. Tu che ne pensi?» domandò girandosi verso di me, tentai di dare una risposta, «ci sono delle orchestre eccezionali, puoi suonare con chi vuoi, insomma c’è molta musica. Tanti strumenti» «ma per chi suoni amico mio?! Suoniamo per noi stessi, non c’è nemmeno mia madre a protestare per il rumore. No, no, questo assomiglia a un limbo ma cos’è poi un limbo! Amico mio, semplicemente “non siamo”. Bando alle chiacchiere andiamo a prelevare il nuovo venuto».
Keith Moon aveva ragione. Seguii malinconicamente i due musicisti lungo il viale che portava al Bar di Marta. Ci accompagnava una melodia suonata da un sax, era un lamento, una preghiera, il desiderio di tornare, la voglia impossibile di abbracciare chi ami, il desiderio di guardare i tuoi figli negli occhi e dirgli sono qui. La pace di quando stringi al petto la persona che ami, il desiderio di sentire il suo calore penetrarti nelle ossa, ma le tue ossa non ci sono più, sei poco più di un velo, il dolore. Un dolore immenso, impossibile si ghiaccia e sbriciola in una sola nota che vola via nello spazio per raggiungere il cuore del Creatore.
Aprimmo la porta del bar. Lucio Dalla era seduto al solito tavolino tondo, nell’angolo, un sax appoggiato sulle ginocchia, il cappellino colorato sul ripiano del tavolo, alzò il suo volto e ci guardò con i suoi occhi di bambino sorpreso e sorrise gentilmente.
Clarence si avvicinò, prese la sua mano, lui si alzò, mentre io sollevavo il sax dalle sue ginocchia. Keith guardò verso il bancone, come sempre Marta non c’era. Uscimmo.


Nota:
Clarence Clemons - sax della "E Street Band"
Keith Moon - batterista de "The Who"

Un nuovo iPad senza “speranza”


MAGNIFICO! MA SE TUTTA QUESTA CAPACITA’ CREATIVA E TECNOLOGICA DI APPLE FOSSE INDIRIZZATA VERSO IL BENE DI TUTTA L’UMANITA’, COSA RIUSCIREBBERO A FARE? COSA RIUSCIREBBE A FARE L’UMANITA’ SE SCAMBIASSE “CONOSCENZA” CON “INNOCENZA”?
PENSO: “QUESTO NUOVO iPAD E' GIA' VECCHIO, NEL MOMENTO STESSO IN CUI VIENE ASSEMBLATO”.
IL MIO ENTUSIASMO CALA E ANCORA PENSO: "E' MEGLIO UNA FARFALLA LIBERA NEL CIELO, CHE UNA FARFALLA CHE VOLA IN UN VETRO GIA' VECCHIO E SENZA SPERANZA".  
LA LOGICA DELLA CONCORRENZA E DEL CONSUMISMO AVVITA L'UOMO SU SE STESSO. COSI' L'UOMO SI ALLONTANA DAL PROGRESSO CHE HA IMMAGINATO.
L’UMANITA’ MERITA PIU’ RISPETTO.  LA NOSTRA CREATIVITA’ MERITA DI PIU’ PERCHE’ E’ COME UNA FARFALLA. SA VOLARE MOLTO IN ALTO, LIBERA E FELICE, FOSSE ANCHE PER UN SOL GIORNO!


martedì 6 marzo 2012

Creativi! Basta con le tablet ovunque!

Basta con le "tablet" negli spot, in particolare quelle piazzate lì senza motivo, che sono la totalità. "Immagina, puoi!".... farne a meno.

venerdì 2 marzo 2012

Lucio Dalla è al Bar di Marta

Il mio amico Jeanluc ha ricordato Lucio Dalla. Ecco il Link

http://nonsolorock.blogspot.com/2012/03/addio-lucio-dalla.html

Quando sentirò l'ispirazione racconterò qualche cosa sotto la mia "etichetta" Al di là del Bar di Marta 

Realität. Nessun passato va dimenticato. NOTA DELL'AUTORE


Penso che questo racconto, che ho iniziato da blogger possa diventare qualche cosa di più importante. Per questo ho bisogno di tempo e ho deciso di interrompere, momentaneamente, la pubblicazione dei post. Agli amici che mi hanno seguito sino a questo punto e vogliono, per curiosità, o desiderano darmi dei suggerimenti, che sarebbero per me di grande aiuto, posso inviare le puntate al loro indirizzo e mail.
Vi lascio la mia mail che è: lodovico.valentiniperugia@gmail.com, a questo indirizzo potete mandarmi le vostre mail. Ringrazio tutti, in particolare la mia lettrice più fedele, Aurora. Questo blog vive anche grazie alla sua curiosità e al suo entusiasmo. C’è un detto che ho letto da qualche parte: “Uno scrittore continuerà a scrivere per il suo unico lettore”.
Ovviamente le altre favole, racconti, scherzi, critiche, continueranno. Grazie ancora!

giovedì 1 marzo 2012

Realität. Nessun passato va dimenticato. (11° puntata)


Ricavi! Questa parola è magica da un lato e dall’altro bieca. Magica perché solo con lei si possono raggiungere alcuni obiettivi. E’ bieca perché priva di profondità. Nulla è più superficiale della parola “ricavi”. Pensateci! Qualsiasi sogno, obiettivo, studio, esperimento, o più semplicemente il piacere di vivere, rischia di sbriciolarsi contro questa parola.
Bando alla filosofia spiccia e torniamo alla nostra storia.
I ricavi incominciarono ad arrivare anche per Realität, esigui, ma d’altra parte erano passati solo tre mesi! Si dice che per raggiungere il break-even[1], occorrono circa tre anni di attività, e quindi era troppo presto per dire qualsiasi cosa.
Comunque, oltre a “Souleiado”, era stato acquisito un budget piuttosto consistente, grazie al fascino di Daniele C., almeno questo è quello che ha sempre sostenuto Carlo. Ebbene questo era solo un modo per prendersi in giro, anche se qualche cosa di vero poteva esserci. Si trattava di un budget below the line[2] , l’House Organ quadrimestrale, per la forza vendita e i punti vendita della “Blue Bell Italiana”, importante azienda produttrice dei jeans “Wrangler”, che in quegli anni, era la concorrente più forte della “Levi’s Strauss & Co”.
La responsabile pubblicità dell’azienda ammirava molto Daniele C., sicuramente per le idee e volle provare le qualità creative dell’agenzia.
Il budget d’advertising per i prodotti a marchio Wrangler era impossibile d’acquisire, infatti, era affidato a un’agenzia internazionale, così Realität dovette accontentarsi dell’House Organ.
L’idea della responsabile pubblicità, fu quella di realizzare una testata, che potesse trasmettere, anche del materiale punto vendita. La volle fortemente, imponendola all’interno della sua azienda e fu senza dubbio un’idea vincente, che diede ottimi risultati. Infatti, generalmente gli house organ erano utilizzati per prodotti tecnici e servizi, e ancora più spesso come mezzo interno alle aziende per comunicare con i dipendenti, quindi l’idea fu senza dubbio innovativa e colpì positivamente i responsabili dei negozi.
Il budget stanziato permetteva all’agenzia di realizzare delle pagine qualitativamente eccellenti. Ricordo di aver visto il numero uno del “Wrangler Express”, così fu chiamato la testata e rimasi sorpreso, non solo per l’art direction, ma anche per i redazionali che erano curati e le immagini di ottima qualità.
La testata era in formato tabloid (420 mm x 297 mm), composto di due quartini, cioè otto pagine. La pagina centrale, per dimensione, poteva essere utilizzata come un piccolo manifesto e così fu utilizzata nei punti vendita.
Sfogliando “Wrangler Express” e il materiale punto vendita che Realität realizzò, mi sembra di intuire che i creativi si divertirono molto a studiarlo e realizzarlo.
Quando incontrai Peter a Guadalajara, mi raccontò che quei lavori furono come manna caduta dal cielo, i soldi delle liquidazioni stavano per finire, eppure quegli incoscienti erano entusiasti. - Non avevo più una lira in tasca e dovevo assolutamente andare dal dentista. Per fortuna che era un mio amico, dovevo solo metterci un po’ di coraggi, era alle prime armi e aveva delle mani enormi! Mi disse Peter, facendo una grande risata e poi continuò  - Valerio, credo che mi stia ancora cercando! Però l’otturazione regge ancora, credo che tutto sommato siamo pari. Gli ho fatto da cavia!

Qui sotto, una doppia pagina centrale del “Wrangler Express”, in questo caso fu utilizzata per presentare ai negozianti la nuova collezione di camicie e giubbotti. La forza vendita utilizzava il giornale per introdurre le ultime novità, prima di mostrare il campionario. In questo modo l’House Organ diventava anche, lo strumento che forniva motivazioni di vendita.

L’head-line [3]“Chi semina in tempo, fa buon raccolto” dice tutto!







[1] Break even point ovvero “punto di pareggio”, cioè, nel caso di Realität, il fatturato necessario per coprire i costi sostenuti, e quindi chiudere il periodo di riferimento senza profitti né perdite, da questo punto avrebbe dovuto generarsi il profitto. N.d.A.
[2] Below the line. Si scrive che derivi dal gergo finanziario e che definisca la linea che separa gli investimenti destinati alla comunicazione sui media (stampa, affissioni, radio, televisione, cinema, internet, ecc), da quelli tattici. Questi investimenti, azioni di comunicazioni mirate, si possono pianificare all’inizio dell’anno, ma essere anche decisi a secondo il momento e le necessità. Rientrano in queste attività: le promozioni, il direct-marketing, le pubbliche relazioni, ecc. A volte, questa definizione, forse troppo spesso, è interpretato dagli addetti ai lavori in modo improprio, infatti, questa “linea” ideale determina la prospettiva con cui, chi realizza la strategia di comunicazione, dovrebbe esaminare le diverse problematiche di marketing e comunicazione, quindi sono assolutamente da escludere giudizi d’importanza qualitativa e quantitativa. N.d.A.
[3] Headline In un annuncio stampa o in un manifesto, è il titolo principale. Vd. E.LEHMANN, Le professioni della Pubblicità, Cit, p. 118.
La combinazione, il “gioco” e l’equilibrio tra headline e immagine sono fondamentali per colpire l’attenzione di chi legge o vede un manifesto. Questo qui sopra è un esempio, molto semplice, che fa “scuola”. Infatti, le comunicazioni migliori sono quelle più semplici e che utilizzano espressioni già conosciute. Avremo modo di ritornare sull’argomento proseguendo.  N.d.A.