domenica 12 febbraio 2012

Realität. Nessun passato va dimenticato. (1° puntata)

Bisogna ricordare il passato, quello più bello, sognato e voluto. Così una volta, tanti anni fa, un gruppo di giovani pubblicitari si trovò intorno a un tavolo di una bottiglieria di Milano. Quel locale si chiamava “Provera”.
Il progetto era realizzare un nuovo modo di vivere. Al centro avrebbe dovuto esserci la possibilità di esprimere la propria creatività, magari lontano dalla città, ma vivendo nella realtà economica e sociale del loro mondo, criticandolo però, con la volontà di ricostruirlo attraverso il lavoro che sapevano fare: i pubblicitari. Un’utopia, un sogno giovanile, che intorno a quel tavolo di legno scuro, bevendo dell’ottimo vino, divenne in breve tempo realtà.
Daniele C. era un visionario, la grafica dei numeri, il segno, l’equilibrio e la perfezione erano parte del suo gusto per la vita. Daniele R. sapeva raccontare con poche parole messe nel giusto posto, proprio come numeri, i suoi sogni, le sue avventure, ma anche il mondo più arido dei prodotti e delle strategie. Carlo A. T. aveva un grande sogno realizzare una “comunità” di amici, numeri oltre l'uno, che insieme costruissero un nuovo modo di vivere e lavorare. Peter Z.L. era il più spumeggiante, un “levantino”, forse potremmo definirlo un “avventuriero”, sapeva leggere due righe di un libro e trasformarle in una strategia di comunicazione di quaranta pagine, ancora numeri. Nadir B. era uno “zingaro”, così amava definirsi e in un certo senso lo era, era innamorato con “violenza” della sua vita e dei suoi amici, come il suono di un violino zigano, numeri. A loro si unirono, in un secondo momento, Paolo DB. di cui poco posso raccontare, perché non l'ho conosciuto, il fotografo Adriano M. e la fantomatica Vera T.
Intorno a quel tavolo, quella piccola comunità di pensiero fondò Realität Marketing e Pubblicità.

Ho in mano la brochure di presentazione e sembra che dal millenovecentosettantotto a oggi, nulla sia cambiato. Infatti, il sistema economico basato sul consumismo è formato da una serie di curve ascendenti e discendenti, che con movimento regolare si ripetono nel tempo. Non c'è nulla di sorprendente in una crisi. Devo notare che rispetto allora c'è qualche cosa di differente, ai giovani era possibile sognare. La borghesia aveva ancora la capacità di trascinare il paese, senza timore di perdere il proprio benessere. Almeno fin quando il sogno rimaneva l'essenziale della vita e l'aspetto economico restava in secondo piano.
Il denaro nel progetto Realität era funzionale agli obiettivi.

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