venerdì 24 febbraio 2012

Realität. Nessun passato va dimenticato. (8° puntata)


“Troppo rossi” lo erano veramente, ma in modo costruttivo, la rivoluzione era da loro concepita come cambiamento, un'evoluzione verso qualche cosa di migliore, sia a livello esistenziale, che culturale. Erano tutti, chi più, chi meno, figli della borghesia e del benessere, ma anche di una società rinata sulle fondamenta della dittatura fascista. Non c’è niente di più naturale e comprensibile in tutto questo. Anni dopo incontrai in Messico, a Guadalajara, Peter Z.L., che si era trasferito da qualche tempo in quel paese e lì aveva aperto insieme a sua moglie un centro benessere. Lui in particolare si occupava della produzione e della commercializzazione di prodotti di bellezza. Peter si era occupato con Carlo A. T. del new business e della gestione dei clienti in Realität. Peter, come ho già scritto, era un “inglese levantino”, un connubio esplosivo, aveva una carica di simpatia notevole, la sua risata apriva un mondo di aspettative in chi lo conosceva. L’ho sempre immaginato a bordo di un vascello corsaro, magari con Sir. Francis Drake. Qualche cosa d’ingenuo, però c’era in lui e questo credo gli abbia impedito di trovare l’Isola del Tesoro, ma questa è un’altra storia. Ero a Guadalajara per caso, anzi per fuga, avevo terminato da poco una campagna pubblicitaria, che aveva consumato tutte le mie risorse creative. Avevo preso il primo aereo che passava ed ero atterrato lì.  Dal suo ex socio e mio grande amico Carlo A., sapevo che Peter abitava da quelle parti. Cercai su una guida il suo numero e lo trovai! Così lo raggiunsi a casa sua. Era una bella abitazione con un delizioso giardino, con due magnifici artocarpos (alberi del pane) e una piccola piscina. Restai ospite da lui per tre giorni e fu un soggiorno che non dimenticherò. Peter mi raccontò la sua vita, e tra i diversi aneddoti, mi raccontò della prima e unica riunione tra cooperative di comunicazione della Lega, cui lui e Carlo parteciparono. Partirono da Milano con la sua Fiat 126 e raggiunsero Ferrara. Infatti, la riunione si tenne da quelle parti. Peter non ricordava esattamente il luogo. Ogni responsabile doveva descrivere com’era composta la società e il metodo di lavoro.  Realität era l'unica vera agenzia di pubblicità in quel consesso, non solo, era anche l'unica che aveva una struttura e un pensiero profondamente "socialisti".  I cooperatori ascoltarono la relazione dei due giovani a bocca aperta e alla fine esplosero, tutti rossi, ma solo in volto, gridando - voi siete dei " cinesi'!  Peter guardò Carlo, che assentì con la testa e disse con il suo accento inglese - E allora!? Noi abbiamo degli obiettivi realmente condivisi, i nostri pensieri e il nostro modo di lavorare appartengono solo a noi. Non abbiamo bisogno di essere benedetti da nessuna chiesa. Questo è il nostro sistema di lavoro e di vita, il nostro pensiero non appartiene a nessuno, nemmeno a quella corrente che voi definente "cinese".  Così Realität non fu benedetta dalla Lega, ma con il tempo acquisì i migliori clienti associati a essa. Quella sera Peter e Carlo festeggiarono, bevendo del Lambrusco, a casa del loro ospite. Un cugino di Peter abitava in quella città e fu una fortuna per le loro tasche, non avrebbero potuto permettersi nemmeno una locanda decadente. Peter era felice di ricordare quei tempi, dopo tutto quelli erano stati anni molto belli e difficili. Un velo di rimpianto si dissolse nella sua fragorosa risata.

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