domenica 5 febbraio 2012

Il paese di Arlechin batocho e il Sindaco Alemanno.

A casa di mio suocero Sior Todaro brontolon, i cavi dell’energia elettrica e quelli del telefono passano attraverso un bosco e sono fissati casualmente a vecchi tronchi d’albero, che restano dritti per pura casualità.
Se guardi in alto, vedi i cavi penzolare con strane curvature tendenti verso il basso, sfiorando le cime delle piante. Quando c’è il vento, li vedi muoversi in armonia con quelle. La speranza è che tutto resti così, che il mal tempo non provochi danni. Insomma, chi vive sperando muore cantando. La cosa buffa è che periodicamente Sior Todaro brontolon e il suo aiutante Brighella, vanno a controllare questi cavi sospesi e a volte chiamano le società responsabili per chiedere un miglioramento della situazione. Quelli rispondono «fin quando non succede niente noi, non usciamo». Ovviamente in questi giorni alla casa di Sior Todaro brontolon non arriva la corrente!
Caro Signor Sindaco Alemanno questa, in piccolo, è la realtà del nostro paese cui Lei si adegua perfettamente, quasi fosse un Arlechin batocho che vuol menare con il baston gli altri, prima di pensar di darselo in testa!


ARLECHIN BATOCHO


Come che cambia i tempi! me sovien
Co gera servitor, sguatero, cogo.
Co tremava dal fredo o ardeva al fogo,
Co me tocava mandar zo velen.

A poco a poco, no vivo d’entrada,
Ma ò slargà i corni e me son fato strada

Ah, de trovate no so sta mai stitico!
Go in dosso la livrea d’omo politico.

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