lunedì 27 febbraio 2012

Il Flauto Magico di Erland Josephson


Il guerriero stava aspettando, con i piedi piantati in cumulo di neve, la spada conficcata nel terreno. Di fianco, Angelo guardava insieme a lui l’orizzonte. Sarebbe arrivato da est, lo sapevano entrambi, volevano salutarlo. L’avrebbero visto sfrecciare nell’aria e illuminare la notte. Aspettavano incuranti del vento gelido. Guardavano il cielo come a cercare la cometa, quella cometa! Niniane sollevò il velo, lasciò risplendere i suoi occhi di fata, erano così belli, era per quelli che Merlino si era perso, ma sbaglia chi pensa che ne rimanesse imprigionato, sbaglia chi pensa di trovarlo chiuso in una grotta. Merlino è sempre il Mago che era e dal suo cespuglio guarda il mondo e protegge i Cavalieri che cercano il Sacro Graal. Il Guerriero della Slitta sentì il fruscio del velo, sentì lo sguardo intenso della Fata delle Fate, un fremito lo scosse, Angelo si appoggiò alla sua gamba sinistra e lo guardò con i suoi profondi occhi azzurri. Quella era una notte particolare, era dedicata a un attore. Lui sarebbe passato di lì, per volare oltre i confini, oltre il ghiaccio eterno, oltre le sette lune. Erland Josephson sarebbe passato sopra di loro. Il suono di un flauto ruppe il silenzio dei ghiacci, fu un attimo e tutto era passato.

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