mercoledì 1 febbraio 2012

I petali “fantasmi” della Margherita valgono 34 milioni di euro. Peccato che non possiamo fare tutti “m’ama non m’ama”.


Leggo l’articolo “Il tesoriere della Margherita e i tredici milioni scomparsi” su “La Stampa” e mi cade la mascella. 
Un partito inesistente, morto e stramorto, direi mai nato, avrebbe dovuto avere in cassa nel 2010, VENTIQUATTROMILIONI di euro per rimborsi elettorali e pare che una seconda tranche possa essere in arrivo, di altri DIECIMILIONI.
Ricapitolando, il tesoriere ha portato via, mentre gli altri litigavano su chi doveva essere il primo a sfogliare la Margherita, tredicimilioni; quindi dovrebbero esserci ancora in cassa UNDICIMILIONI cui andranno aggiunti i DIECI che dovrebbero arrivare.
Non so voi, ma trovo tutta la faccenda vergognosa, per alcuni motivi:
1.       I rimborsi a un partito che è inutile da sempre;
2.       Una cassa piena di denaro che andrebbe restituito, secondo me, allo stato per i motivi al punto uno;
3.       Un cassiere che si appropria indebitamente di denaro dei cittadini italiani;
4.       Una serie di personaggi che litigano su chi deve accaparrarsi il malloppo e lascia che il tesoriere faccia quello che gli pare;
5.       Uno Stato che non controlla dove vanno a finire i soldi e non si domanda se sia giusto che questo denaro sia dato a un partito che non ha mai rappresentato nessuno, se non gli interessi e i “sogni” di qualche personaggio cotto e stracotto.
Forse e dico forse, è giusto che i partiti siano finanziati, ma forse è meglio che siano di meno, molti di meno, esattamente come i parlamentari italiani. Come limitare che ciò avvenga? Ad esempio ogni partito nuovo, dopo aver disegnato il suo simbolo floreale, o meno dovrebbe pagarsi da solo le spese elettorali, così potremmo vedere, prima di spendere il denaro della collettività se ha le gambette per camminare!

1 commento:

Jeanluc ha detto...

Ciao purtroppo quel che dici è vero..poi vogliono riformare anche l' art.18..ma loro che sacrifici fanno??