martedì 24 gennaio 2012

Gli scioperi che feriscono il benessere di tutti forse non hanno più senso.


Lo sciopero rischia di essere sbagliato quando colpisce l’interesse della collettività. Infatti, l’origine della lotta mediante lo sciopero aveva l'obiettivo di colpire gli interessi dei padroni, i lavoratori non avevano la proprietà del proprio lavoro e soprattutto dei mezzi di produzione (la falce e il martello), fermandosi dimostravano al “padrun” che senza di loro, lui non aveva più niente.
Che senso ha colpire una collettività?
Oggi, alcuni scioperi sono fatti da categorie che difendono i loro interessi, a scapito della collettività. Soprattutto questi scioperi non rispettano il lavoro prodotto da altri lavoratori. Compreso il proprio benessere futuro. Infatti, la conseguenza sono tonnellate di prodotti buttati al macero, aumento dei prezzi per tutti, diminuzione delle esportazioni, rischio per tutte le attività commerciali e industriali del paese. Unico dato positivo il calo dell’inquinamento dell’aria!
Aver affidato l’86% (dato Confcommercio da "La Stampa”), della movimentazione delle merci, al trasporto su gomma è stato un grave errore, penso sia venuto il tempo di trovare soluzioni alternative ed equilibrate, ovviamente senza compromettere il lavoro di tutti, ma con il fondamentale obiettivo di migliorare la vita a tutti, compresa quella dei camionisti.

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