martedì 31 gennaio 2012

Il cammino del Principe TajJaiMaii


TajJaiMaii, chiamato Guerrierodallesettelame e il Poeta del Fiume, camminarono per molti mesi, il grande cavallo del principe li seguiva senza rumore di zoccoli. I due discorrevano sull’origine dell’uomo. Diceva il Poeta «il primo uomo non sapeva che cos’era, aveva grandi occhi e riusciva a vedere lontano. Lui era sempre in cammino, non sapeva dove andava, ma vedeva sempre oltre l’ultima collina. Cantava una canzone e non sentiva il fastidio dei moscerini. Il primo uomo aveva paura, ma continuava a cantare, si fermava a guardare la carcassa di un animale e inventava delle note per ricordarlo, così gli donava l’immortalità nella sua mente. Il primo uomo era in pace con l’Universo, guardava le stelle e componeva una nuova canzone per il Creatore, non voleva sapere il Suo nome perché era dentro di lui» «Era così e quell’uomo parlava con se stesso, era nudo come le piante, gli animali e le pietre, ma non sentiva freddo» diceva allora il guerriero «perché anche le giornate più fredde erano per lui così vive che sentiva il caldo del sole entrargli nel cuore. Il primo uomo era un grande guerriero, ma solo quando aveva fame. La sua lancia non feriva il cuore dell’Universo, perché si muoveva in equilibrio nell’Essenza. Il suo pugnale era solo di passaggio, perché tutto ritornava all’Origine. Le sue mani stringevano una bacca con grande amore, prima di inghiottirla e i suoi occhi vedevano le venature del frutto, la sua nascita, il suo presente e il suo futuro». Camminavano i due uomini e la loro amicizia era l’Inizio del Tutto. «L’origine dell’uomo nessuno la conosce, ma sicuramente è avvenuta in armonia con la nascita dell’Universo e fu gradita» proseguiva il Poeta e il Principe gli rispondeva «E’ così e ogni essere vivente sentiva tutti gli altri esseri viventi e nessuno era superbo, ma si fermava ad ascoltare il cuore di chi gli passava accanto. Il leone si faceva le unghie sul tronco di un albero, dopo averne ascoltato il canto e la zebra fuggiva al leone, dopo aver ascoltato l’armonia del suo sguardo. Ogni essere vivente era una nota che seguiva la sua intensità e moriva per una pausa necessaria all’armonia». Così i due uomini procedevano di giorno, riposavano la notte, sognando i canti del primo uomo.

sabato 28 gennaio 2012

Fiat Panda e la "predica sacerdotale"



Le campagne pubblicitarie della Fiat si distinguono sempre! Questa è per la Panda, la classica vetturetta, uno spot che rischia di diventare un vero boomerang, perché "non credibile". I pubblicitari esperti la definirebbero "overpromise". Così questo spot, merita a pieni punti, di entrare nella rubrica "Advertising Orribilis".

Vediamo di fare una copy analisi, cioè di capire cosa avevano in mente i responsabili di questo messaggio. E' uno spot che parte da lontano, attira l'attenzione e alla fine delude. Infatti, la prima volta che l'ho visto mi sono fermato e mi sono detto, «qui mi stanno presentando qualche cosa di nuovo, di ben fatto sicuramente. Finalmente un prodotto per competere con la BMW!». Passiamo all'analisi.

PROMESSA

L’Italia che piace è la Fiat Panda!

REASON WHY

Vi deve piacere per forza, anche se è la solita Panda, perché è stata costruita in Italia! Certo l’abbiamo ridisegnata, ma è sorprendente, perché è sempre lei.
Abbiamo messo molta passione e siamo riusciti a lucidare ben, bene il marchio Fiat, ora brilla di più!

SUPPORTING EVIDENCE

Vi deve piacere per forza perché è italiana e l’Italia è un paese dove ci si sveglia presto la mattina, molti restano a casa perché non hanno un lavoro. Alcuni fortunati vanno in Fiat, una grande impresa industriale, che vuole ripartire e si mette alla prova, con il suo lavoro, con talento, passione, creatività e, sorpresa! Ridisegna, la sbatte contro un muro e presenta  la nuova Panda.

PAY-OFF

La frase conclusiva è un trionfo di coerenza, lo dice la Fiat! 


Nuova Fiat Panda.
Questa è l’Italia che piace.



Conclusione.

Questo messaggio segue la strategia della "predica sacerdotale", dove il consumatore è un peccatore che deve per forza vedere il miracolo della redenzione. 

venerdì 27 gennaio 2012

Giorno della memoria

Questa mattina ho letto un articolo di Elena Loewenthal (La Stampa)....e se ci appuntassimo tutti una stella gialla sul petto e stessimo in silenzio per un giorno intero!

martedì 24 gennaio 2012

Gli scioperi che feriscono il benessere di tutti forse non hanno più senso.


Lo sciopero rischia di essere sbagliato quando colpisce l’interesse della collettività. Infatti, l’origine della lotta mediante lo sciopero aveva l'obiettivo di colpire gli interessi dei padroni, i lavoratori non avevano la proprietà del proprio lavoro e soprattutto dei mezzi di produzione (la falce e il martello), fermandosi dimostravano al “padrun” che senza di loro, lui non aveva più niente.
Che senso ha colpire una collettività?
Oggi, alcuni scioperi sono fatti da categorie che difendono i loro interessi, a scapito della collettività. Soprattutto questi scioperi non rispettano il lavoro prodotto da altri lavoratori. Compreso il proprio benessere futuro. Infatti, la conseguenza sono tonnellate di prodotti buttati al macero, aumento dei prezzi per tutti, diminuzione delle esportazioni, rischio per tutte le attività commerciali e industriali del paese. Unico dato positivo il calo dell’inquinamento dell’aria!
Aver affidato l’86% (dato Confcommercio da "La Stampa”), della movimentazione delle merci, al trasporto su gomma è stato un grave errore, penso sia venuto il tempo di trovare soluzioni alternative ed equilibrate, ovviamente senza compromettere il lavoro di tutti, ma con il fondamentale obiettivo di migliorare la vita a tutti, compresa quella dei camionisti.

domenica 22 gennaio 2012

Esenzione Zona C Milano, forse anche qui saranno i soliti a pagare!


Premetto, che sono più che favorevole alla Zona C, l’ho voluta e la difenderò! Eccomi in azione, mi giungono alle orecchie voci preoccupanti. Infatti, pare, che molte siano le esenzioni, cioè la possibilità data a un certo numero di “categorie”, tra cui è facile trovare nascosti numerosi “furbacchioni”, di non pagare nessun tipo di pedaggio per entrare nel centro della città.
Evitando la diatriba “del giusto o non giusto”, sembra ad esempio che i giornalisti di qualsiasi testata, anche quelli che trattano di moda, siano esenti giacché svolgono un servizio per la società. Così i volontari -basta avere una tessera se magari volontario non lo fai più ed eccoti a posto. Poi naturalmente i medici, gli psicoterapeuti. Queste sono le “categorie”, che per ora mi sono state direttamente o indirettamente segnalate.
Allora mi sono detto anch’io, che sono un blogger ho diritto all’esenzione!
Nel frattempo, suggerisco alle mamme con i SUV, di fare domanda, perché svolgono un servizio sociale in sostituzione degli scuolabus, che la maggioranza delle scuole non ha.  
Temo che tra qualche mese, saranno i soliti a pagare per tutti! Il centro città tornerà come prima, per la gioia di tutti i commercianti che si stanno mettendo le mani tra i capelli.

giovedì 19 gennaio 2012

Comandante Schettino, una nave da crociera non è un motoscafo Riva!


Anche Schettino come molti “comandanti” di “navi”, che colano a picco, pare avesse a bordo la sua “famme fatale”, che per ora è sparita nel buio, d’altra parte era a boro «in nero», che non significa vestita di scuro, ma che non era stata registrata!
Forse questa signora non centrava nulla con il comandante, "in ogni caso c'è di che pensare" e questa notizia scatena in me l’istinto del “duellante”.  Mi domando perché lo stile di molti uomini, troppi, di questo tragicomico paese è assolutamente assente. Una nave da crociera non è un motoscafo Riva!  In plancia non dovrebbe esserci nessuno, a parte il personale di bordo adibito alle funzioni di pilotaggio e comando.
Il comandante Schettino è l’ultima vergogna di questo paese, pieno di uomini culturalmente miseri, sguaiati, che “si ritrovano al bar” per parlare solo di calcio, raccontarsi barzellette idiote, dell’ultima bravata al volante e parlare di sesso (definito gentilmente così) e più oltre non sanno andare.
Se sapessi menar di spada e fosse ancora di moda il duello, sarei già morto perché avrei dovuto sfidare mezzo mondo. Comunque tutti quelli che ho descritto sopra, si sentano sfidati dal sottoscritto. Ci troviamo dietro il Convento delle Carmelitane Scalze, perché desidero passarvi tutti a fil di spada, signori dei miei corbelli!

martedì 17 gennaio 2012

Chi ha nominato Schettino comandante?


Dopo aver ascoltato la registrazione della telefonata tra il Comandante della Capitaneria di Porto di Livorno e Schettino, non possono esserci attenuanti per quest'uomo, anzi. Mi domando però chi ha la responsabilità di aver nominato comandante, Schettino. Quando, come, perché e su che basi? Chi si è assunto la responsabilità di affidare a lui il comando della "Costa Concordia"? Infatti, la scelta di un comandante è una cosa importante, è a lui che si affida la nave, la vita dell’equipaggio e dei passeggeri. Le persone che hanno fatto la valutazione, sono secondo me responsabili e meriterebbero di essere giudicate. Purtroppo capita di sbagliare, ma questo è un errore troppo grave e non può essere scaricato solo sulle spalle, a quanto pare molto “fragili”, del signor Schettino.

La magia di Simple Bass "Black Magic"


Questo è il Simple Bass SB E4 003 "Black Magic" ed è veramente magico! E' stata una scelta difficile, perché sapete, i musicisti non hanno molti soldi in tasca. Infatti, avrei dovuto prendere un nuovo amplificatore, ma questo strumento ha qualche cosa di particolare e ho rimandato il primo per il secondo. Questa notte ho perso il sonno, ero preoccupato, mi sono venuti in mente mille pensieri cupi, ho dovuto alzarmi. Passando per andare in cucina, ho visto “Black Magic” allora l’ho imbracciato, così in pigiama, nel silenzio e anche nel fresco della notte e ho suonato senza collegarlo a nulla. Un leggero suono arrivava alle mie orecchie, ho riprovato un brano, un pezzo meraviglioso del mio amico George “While My Guitar Gently Weeps”, mi sono gentilmente rasserenato, sono tornato a letto e mi sono addormentato ascoltando il respiro di mia figlia. Già mia moglie è in Germania e quando non c’è, sono meno sereno.

lunedì 16 gennaio 2012

Carlo Fruttero e l'Italia


Ora Carlo Fruttero è partito per il Futuro, quel futuro che non lascia scampo e che ruba a chi resta, a volte le persone migliori. Questo è l’ultimo libro di Carlo Fruttero, scritto in compagnia di Massimo Gramellini.
Piccoli racconti che descrivono il nostro paese. Aneddoti di un passato che conduce inevitabilmente al presente e di cui è difficile inorgoglirsi. Queste 356 pagine descrivono la coerenza di un paese incoerente, fragile e superbo, talvolta sorprendente. Un paese, dove chi ha l’intelligenza e la pazienza può scovare degli intelletti superiori e dei grandi signori, come ad esempio Carlo Fruttero.

sabato 14 gennaio 2012

Al diavolo quegli Standard di Poor, Moody and Fitch.

Facciamola finita con le palle di quegli Standard di Poor, Moody and Fitch. La nostra vita non appartiene a loro, al diavolo tutti quelli che campano con le finanze. Al diavolo quelli che ci credono, al diavolo quelli che ci lavorano, al diavolo i professori, al diavolo i politici. Riprendiamoci la nostra libertà a costo di morire tutti di fame! Hanno rotto, una vita serena vale molto di più dei loro valori invisibili, delle loro statiche, della falsità della parola "finanza". Basta! Ho perso la pazienza...forse?!

venerdì 13 gennaio 2012

L'affare Cosentino.


Questa mattina l'amaro in bocca non mi è passato. Questi "servi" fanno troppo quello che gli pare. Mi spiace per il Professor Monti, che vorrebbe riabilitare i "politici", ma tra me e loro c'è una distanza incolmabile e penso che molti altri cittadini sentano questa differenza profonda. Queste persone demandate da noi a compiere un servizio per la collettività sono legati a dinamiche politiche che non hanno più nulla a che vedere con il bene della comunità. I partiti sono entità lontane dai cittadini, poco importa se al loro interno possano esserci persone oneste, perché anche loro sono costrette a seguire logiche nevrotiche cui è impossibile sfuggire. Noi votiamo queste persone e forse è venuto il tempo di smettere di farlo. La democrazia non è questa e deve essere ritrovata, riscoperta, voluta e amata. Un voto ha un suo significato " io delego te a rappresentarmi e mi aspetto da te tutto il bene possibile per la Società. Mi aspetto che tu ti comporti da persona onesta. Ogni cosa che avrai, da oggi fino alla scadenza del tuo mandato, te la concedo perché desidero che tu possa compiere il tuo dovere in tutta onestà. Se tu non dovessi riuscire ad assolvere il tuo compito, mi aspetto che tu rinunci per il tuo bene e per il bene del popolo cui appartieni, all'incarico che ti ho dato". 
Mi rendo conto che la parola "servi" è molto dura, ma descrive alla perfezione tutto quello che significa accettare l'incarico di rappresentante del popolo. 
Per quanto mi riguarda, da questo momento, il mio voto non ha più valore e questo significa che per me la democrazia nel mio paese è distorta e incompiuta.