domenica 16 dicembre 2012

Chi è questo cardinale guerrafondaio?

Questa è una foto che sta girando nel web e su Facebook, mi auguro che sia un falso, sotto è scritto questo testo:

Forse pochi sanno che la FABBRICA D'ARMI PIETRO BERETTA ( tra le più grandi industrie di armi al mondo) S.p.A. è controllata dal gruppo Beretta Holding SpA e il maggior azionista del gruppo Beretta Holding SpA dopo Ugo Gussalli Beretta, è lo IOR (L'Istituto per le Opere di Religione [comunemente conosciuto come Banca Vaticana]) è un istituto privato, creato nel 1942 da papa Pio XII e con sede nella Città del Vaticano.

Non sapevo questa cosa orribile. Spero che il Papa ci dia delle spiegazioni!

giovedì 6 dicembre 2012

Poche parole sul Programma di Alessandra Kustermann


Ieri sera, con il mio amico Carlo Angelo, siamo andati alla presentazione del Programma della Dottoressa Alessandra Kustermann. Già! Molti non lo sanno, ma il !5 dicembre 2012 si terranno le Primarie civiche del PD, per scegliere il candidato per elezioni del presidente della Regione Lombardia. Capite bene, che non è cosa da poco, ma i giornalisti non ne parlano molto e soprattutto si sono quasi dimenticati di questa Dottoressa, che secondo me può essere un’ottima Presidentessa. Intanto, finalmente una donna, e poi, cosa assolutamente non secondaria, un medico che conosce in modo molto approfondito il Sistema Sanitario Lombardo. Il nuovo Presidente è proprio da lì che dovrà incominciare a lavorare, i guai coperti dalle giacchette colorate del Signor Formigoni.
Ecco perché la Regione Lombardia ha bisogno di una persona che sappia dove mettere le mani, e nel Programma della Dottoressa Kustermann i punti sono chiari:
a.    

       - Diminuire il numero delle aziende (sia ASL sia aziende ospedaliere): una solo ASL per provincia (in totale sette) e sette grandi aziende ospedaliere, dove si concentrino tutti gli attuali ospedali, grande e piccoli. 
     - Niente sprechi e doppioni. Rilanciare i poliambulatori, trasformarli in “casa della salute ………

Poche parole ma chiare. Infatti, con poche parole si fanno i fatti, che possono essere raggiunti solo da chi ha l’esperienza e questa Signora, dal viso franco e aperto, ha la stoffa.
Il programma non si ferma qui, naturalmente, ma chi vuole può scaricarlo e leggerselo, proprio in venti minuti com’è sostenuto nelle prime pagine:  http://www.alessandrakustermann.it/programma/
Penso che i giornalisti, come d’altronde, ha sostenuto la Dottoressa Kustermann, rispondendo a una domanda di uno dei presenti, avrebbero fatto bene a essere più presenti. I giornalisti dovrebbero, infatti, essere più attenti, vigili e pronti a scrivere e informare i Cittadini, anche dei particolari, non indifferenti, della vita politica del Paese.
Il mio amico Carlo Angelo ed io siamo rimasti molto ben impressionati da questa calma Signora, siamo sicuri che saprà utilizzare la sua semplicità e la sua capacità di mediazione per trasformare la politica della nostra Regione, facendola diventare un esempio e il trampolino di lancio per la trasformazione di tutto il Paese.

martedì 27 novembre 2012

Il Verso del Falco Bianco (terza parte)


Il Cavaliere sentì un leggero fremito e capì che l’Orso stava per svegliarsi, si scostò dal suo amico lentamente e si alzò. L’Orso stava ancora dormendo ma presto si sarebbe alzato. Il vento fischiava più forte e la barba lunga dell’uomo era diventata di ghiaccio. Era passato molto tempo, giorni sulla Terra, e lui era rimasto immobile disteso vicino al suo amico, aveva passato il tempo ricordando il suo passato e pensando al futuro. Aveva composto una canzone fischiettando il motivo, piano, piano per non disturbare.
Diceva la canzone:

L’acqua ti confonde
penetra nella mente
L’acqua ti sostiene
ma solo per un istante
L’acqua è il mare
ma non puoi più galleggiare
Eih! I Love You
Eih! I love You, grida il cuore
L’onda ti risponde
Che scherzo la tua mente!
L’onda ti sommerge
ma lei non ti sente
Guardi un istante
L’attimo è fuggente
Eih! I Love You
Eih! I love You, grida il cuore

L’Orso Bianco della Taiga si sollevò e scosse la neve dalla sua pelliccia, guardò il Guerriero, gli occhi brillarono e l’uomo si sentì riscaldare il cuore. Il vento fischiava, il gelo entrava nelle ossa, molto tempo era passato. L’Orso fece un passo traballando, un secondo, poi un terzo, poi sia allontanò sicuro verso la vallata.
Angelo si appoggiò alla gamba sinistra del Cavaliere e così, uno accanto all’altro rimasero a guardare l’Orso fin quando non diventò un puntino all’orizzonte.

venerdì 26 ottobre 2012

Guitars and Beyond.

Ieri, sono andato con Vico Mysterious a visitare la manifestazione fieristica "Guitars and Beyond". In realtà siamo andati a trovare il nostro liutaio, che per la prima volta è uscito allo scoperto con i suoi "SimpleBass" e devo dire che i suoi prodotti erano, a livello di innovazione e qualità, i migliori.
Non lo dico perché Vico ed io possediamo un SimpleBass, ma perché è questa la prima impressione che abbiamo avuto girando la mostra, anche la seconda e l'ultima. Sinceramente a Milano si potrebbe far di meglio e di più. 

sabato 20 ottobre 2012

Bigino storico "trent'anni in 12 righe"

Le nostre debolezze sono le sue! Ha rovinato il mondo pubblicitario, giocando sulle debolezze delle agenzie, delle mazzette che giravano velocemente in questo mondo "incantato", i pubblicitari non sono riusciti a fermarlo perché erano più importanti le loro tasche, si sono fatti fregare, le loro commissioni dorate sono scese dal 15 al 3%, quanda andava bene. Si sono fatti portare via, pezzo a pezzo, il loro potere, che
 era nei media e sono rimasti solo con la superbia della loro creatività. Finito il lavoro qui e con il rischio di finire in braghe di tela, i suoi "uomini" gli hanno fatto un partito con un nome così stupido, ma così stupido, che da solo avrebbe dovuto mettere in allarme un popolo intelligente. Questo popolo non esiste e tutto ha funzionato a meraviglia e in vent'anni ha dato agli italiani quello che volevano: la disonestà, la cupidigia, la volgarità, l'ignoranza, tante, tante meretrici, protettori e ha riempito parlamento, giornali e TV con questi personaggi. Ora i ladri vengono a galla, eppure il popolo non è cambiato e non cambierà. Questo lui lo sa, anzi lo sente. Questa è un bigino di storia, la nostra storia, signori!

giovedì 18 ottobre 2012

Biografia di un musicista "underground/underground"


Ho scritto alcuni articoli e ho fatto delle interviste a Carlo Angelo Tosi, uno dei più famosi musicisti underground della scena milanese. L’altro giorno mi sono accorto che non esiste una biografia di questo personaggio, nemmeno su Wikipedia, ma prima di pubblicare qualche cosa sulla stessa, preferisco iniziare dal mio blog.
Carlo Angelo Tosi (Milano, data di nascita non pervenuta). Bassista, tastierista, cantante e compositore.
La sua crescita musicale ha inizio con l’ascolto della musica popolare, cultore e appassionato di questo genere. I suoi dischi preferiti erano quelli pubblicati dall’etichetta “Dischi del Sole”. Dall’ascolto in giovanissima età di questo genere musicale,  con un amico iniziò a suonare con chitarre Eko -due legni più che strumenti - alcuni brani popolari, come: “C’era una volta un tarlo”, “Stronzio 90”, “Comandante Che Guevara”, e alcune canzoni garibaldine. In seguito passarono a brani più “raffinati”, dedicando le loro attenzioni a De André e Jannacci.
Un disco dei Beatles, con quattro traccie, proveniente dall'Inghilterra, scatenò in lui il sogno, che non è mai tramontato, di diventare un musicista rock. Nacque così la prima band, quattro amici si ritrovarono intorno a un bidone di Dixan, che faceva da batteria. Uno dei tre chitarristi però doveva passare al basso e Carlo Angelo fece questa scelta. La formazione era composta da: Alberto Signorini (voce e chitarra), Daniele Ausonio Ravenna (chitarra solista), Carlo Angelo Tosi (basso e voce) e Gigi Zazzeri (batteria e sigaro). Inizialmente il gruppo prese il nome di Koala, che fu presto abbandonato perché troppo banale, per il più innovativo “Noi”, senza articolo.
I “Noi” diventarono presto famosi, vincendo molti concorsi per band emergenti al Piper di Milano. Il gruppo con l’abbandono di Alberto Signorini, che non fu mai sostituito, proseguì la sua avventura in formazione ridotta. La band aveva uno stile particolare, la chitarra non era mai distorta, gli assolo erano alla “Ry Cooder”, ma i brani erano sicuramente rock. I “Noi” con questa formazione, erano veramente avanti, e s’imposero sulla scena della musica underground milanese, ma fu impossibile andare oltre.  Infatti, dopo alterne vicende, la band si sciolse definitivamente, verso la fine degli anni settanta. Di questa band, sia nella formazione originale sia in quella “hendrixiana”, sono rimaste delle incisioni dal vivo, delle quali siamo alla ricerca.
Molta musica underground di quegli anni è andata persa e così anche molti validi musicisti. Il mercato italiano era piuttosto “ottuso”, le case di produzione musicale favorivano i cantanti solisti. La musica rock, blues, pop era molto lontana dalla cultura italiana, personalmente ho il dubbio che lo sia anche oggi.  Inoltre, la tecnologia non era quella attuale e le incisioni erano fatte con dei magnetofoni non adatti e così molto materiale è andato perso. Come ho già scritto, il mercato assorbiva molto poco, le band avevano poche possibilità di sostegno e successo. L’unica fortuna è l’inesistenza di programmi come “XFactor” o simili, ma ritorniamo al nostro musicista.
Carlo Angelo Tosi entrò per un breve periodo nella formazione dei “The Waves di Via Capecelatro”, band che si esibì in molti teatri parrocchiali milanesi ed ebbe il suo apice con un mega concerto al Palalido.
Presto però Carlo Angelo abbandonò questo gruppo e si ritirò dalle scene.  Ricomparve poco dopo come cantante dei “The Blind Coulors”, la band dei famosissimi fratelli Sacco. La band proponeva un genere veramente unico in quegli anni in Italia, musica colta che si rifaceva ai Blood Sweet and Tears e Chicago. Fu un periodo felice per il nostro, anche se aveva dovuto rinunciare al suo strumento per due motivi: il primo perché la formazione aveva già un bassista e la seconda perché era molto impegnativo cantare e suonare questo particolare genere. Talvolta, quando il polistrumentista Dadà Sacco passava al Sax, Carlo Angelo suonava le tastiere. La band arrivò vicino alla porta del successo, infatti, la partecipazione al “Cantagiro” fu a portata di mano, ma il maestro Bonocore disse “bravi, coraggiosi, ma troppo avanti”.  Questo giudizio fu dirompente, una porta chiusa, anche se premiante e la band si sciolse.
Carlo Angelo passò alla musica “undergroundunderunderground”, fondò insieme con alcuni amici, la band di musica gestuale “The Carpinchos”, gruppo pare citato in un libro di Mario Maffi.  I componenti di questa storica, più unica che rara band, non hanno mai annunciato il loro scioglimento.  Le feste “udergroundunderunderground” dei “Carpinchos”, trasmesse anche in diretta da Radio Popolare, sono rimaste indimenticabili.
A metà degli anni ottanta, nacque, dalle ceneri dei “Noi”, una delle band più longeve nell’esperienza del nostro musicista, “The Swimming Dragon Blues Band” o come preferisce chiamarla lui “SD(B)B”, con la prima B tra parentesi, perché lo disturba la definizione blues, da lui ritenuta ridondante.
La storia degli “SD(B)B” è stata abbastanza travagliata, la band ha avuto diverse formazioni, il cuore però era solido, basato su due elementi dei “Noi” e Marco Venanzi, in pratica il quinto membro non pubblico, della indimenticabile band, per capirci, un personaggio simile a un George Martin per i Beatles o un Brian Eno per i Talking Head.
La formazione che raggiunse un certo successo di pubblico, era formata da Carlo Angelo Tosi al basso, Marco Venanzi e Daniele Ravenna alla chitarra, Ann Berret alla voce, Giannella alle tastiere e il batterista scozzese Colin Jamieson.
Colin Jamieson fu per la band un grande manager, fattivo ed entusiasta, il successo di questa formazione si deve tutto a lui. 
Quando Daniele Ausonio  Ravenna (Noi), con il suono indimenticabile della sua chitarra lasciò la band per imbarcarsi su un veliero, fu sostituito da un inglese Rob Anderson. La band però entrò in una profonda crisi, il sound si confuse e con l’abbandono delle scene della cantante Ann Barret, le incomprensioni divennero profonde e Carlo Angelo lasciò gli “SD(B)B”, che si sciolsero definitivamente. Di questa band esistono alcuni videoclip facilmente reperibili su YouTube.
Il sound della musica dei “Noi” è la matrice di questo musicista tormentato e sognatore, il suo tocco personalissimo sulle corde del basso e i suoi arrangiamenti sono inconfondibili. Gli appassionati di musica nascosta della Milano underground, sono abituati a vederlo sparire e ricomparire.
Recentemente, però, questo musicista pareva sparito definitivamente. Non è così! Infatti, con mia grande sorpresa ho scoperto che è uno dei componenti dei “Mysterious”, il mitico Vico. Infatti, come David Bowie, questo musicista ha l’abilità di trasformarsi, sparire e ricomparire. Chissà quante altre novità e sorprese possiamo aspettarci da lui, il leggendario "uomo dal basso d'oro".

martedì 16 ottobre 2012

Non votare è un diritto, ma va espresso e con molta energia!

Un mio caro amico mi ha mandato questo pesiero di Einstein per e.mail

"Non possiamo pretendere che le cose cambino, se continuiamo a fare le stesse cose.
La crisi è la più grande benedizione per le persone e le nazioni, perché la crisi porta progressi. La creatività nasce dall'angoscia come il giorno nasce dalla notte oscura. E' nella crisi che sorge l'inventiva, le scoperte e le grandi strategi
e. Chi supera la crisi supera sé stesso senza essere 'superato'.

Chi attribuisce alla crisi i suoi fallimenti e difficoltà, violenta il suo stesso talento e dà più valore ai problemi che alle soluzioni. La vera crisi, è la crisi dell'incompetenza. L' inconveniente delle persone e delle nazioni è la pigrizia nel cercare soluzioni e vie di uscita. Senza crisi non ci sono sfide, senza sfide la vita è una routine, una lenta agonia. Senza crisi non c'è merito. E' nella crisi che emerge il meglio di ognuno, perché senza crisi tutti i venti sono solo lievi brezze. Parlare di crisi significa incrementarla, e tacere nella crisi è esaltare il conformismo. Invece, lavoriamo duro. Finiamola una volta per tutte con l'unica crisi pericolosa, che è la tragedia di non voler lottare per superarla."
Albert Einstein

Questo è il mio commento.

BENE! Allora è proprio il tempo di fare qualche cosa di veramente rivoluzionario. Adesso, qui nel nostro paese. Un Paese che ha vissuto solo una grande rivoluzione, purtroppo combattuta da “quattro gatti”. Il Risorgimento è stata la nostra rivoluzione, realizzata da un pugno di uomini della borghesia, seguiti da alcuni del popolo, ma non dal popolo e ancora oggi si vede! Il Risorgimento è la nostra rivoluzione, il fiore all’occhiello di questo bellissimo Paese.
Quando il primo parlamento iniziò a funzionare era abbastanza pulito, ma poco tempo dopo iniziarono le “infiltrazioni negative” delle lobbie, delle pressioni della Chiesa, del malaffare, della mafia. Passando gli anni tutto peggiorò. Nulla è cambiato da quei tempi, questo “sistema” è entrato nell’uso.
Così il nostro Paese si è degradato, ma sono i suoi cittadini che hanno gravi responsabilità, infatti, non hanno imparato il significato profondo di essere liberi in uno stato libero. La maggioranza del popolo ha fatto e fa solo i propri interessi, quelli privati e quelli delle lobbie/gruppi sociali a cui appartiene o peggio ancora della mafia.
Personalmente penso che un vero cittadino debba essere pronto a sacrificare i propri interessi per il bene comune, specialmente se questi interessi ledono la libertà altrui e la salute economica della nazione. Rubare al proprio stato significa pugnalarlo alle spalle, non pagare le tasse significa assassinarlo. Sono peccati gravi, che non meritano nessun perdono e dovrebbero essere puniti con la perdita della cittadinanza, altro che andare in TV a far spettacolo!
Questo è quello che penso e sono molto rattristato da queste mie considerazioni, ma non serve a nulla mentirsi.
La prima cosa su cui medito da tempo, è il senso della parola “elezioni”. Sicuramente non tutti i nostri rappresentanti (parlamentari) sono ladri, ma se non lo sono, sono conniventi con un sistema degradato e ormai insostenibile per il Paese.
Penso che andare a votare, come ho fatto e come è stato fatto da tutti sino ad ora, sia inutile e dannoso, perché riconfermerebbe la fiducia a persone (partiti) che non meritano nemmeno un grammo di questa fiducia. Questo non significa non votare, ma votare in modo diverso, direi dirompente e sconvolgente, senza per questo “prendere i forconi”, come alcuni dicono, per giunta poco seriamente!
Aggiungerei, umilmente, alla frase di Albert Einstein, che a non voler trovare una soluzione si corre il rischio che i “pensieri e le azioni malvagie” prendano il sopravvento, così come spesso e molto dolorosamente è accaduto nella storia. La vita del prossimo va sempre rispettata e sia, ma chi mi ha rappresentato sino ad oggi non merita il mio rispetto!





Personalmente mi sento prigioniero di questo Stato e solo qualche cosa di veramente rivoluzionario potrà liberarmi da questa prigione angosciante.

venerdì 28 settembre 2012

È in tema, ma nelle carceri italiane non si balla, si muore!


La situazione delle carceri italiane. Pubblicato su Facebook da Roberto Saviano.


A luglio 2011 il Presidente della Repubblica definì la condizione delle carceri italiane “Una questione di prepotente urgenza sul piano costituzionale e civile. Una realtà che ci umilia in Europa”. Parole rimaste lettera morta, un appello che la politica – sempre attenta ad assecondare umori e a corteggiare l’elettorato – ha lasciato cadere nel vuoto. Ieri Napolitano, dopo aver ricevuto al Quirina
le una delegazione di accademici e giuristi, sottoscrittori della lettera aperta sul tema dell'efficienza della giustizia, invia un nuovo messaggio alla politica, la invita a occuparsi una volta per tutte dell’emergenza carceraria – che poi è emergenza giustizia – perché si trovi un accordo sulle misure di clemenza, perché si rimuovano gli ostacoli esistenti a concederle. Indulto e amnistia sono provvedimenti necessari per sanare, se seguiti da un’adeguata e tempestiva riforma della giustizia, questa “prepotente urgenza che ci umilia in Europa e ferisce la credibilità del Paese”.
Un po’ di dati significativi:
- nelle nostre carceri i detenuti sono 66.271 (molti in attesa di giudizio) a fronte di una capienza di 45.568.
- la recidiva tra i beneficiari dell’indulto del 2006 è, in percentuale, meno della metà della recidiva ordinaria, registrata tra chi sconta interamente la pena in carcere: 33,92% a fronte del 68,45% (dati DAP). Recidiva che scende vertiginosamente al 19% per i detenuti impegnati in attività lavorative all’interno delle carceri. 
- i suicidi tra carcerati e personale carcerario in Italia sono 9 volte più frequenti che in Europa.
Tutto questo ci parla di una prepotente urgenza e non come diranno alcuni di una vacanza in alberghi a 5 stelle.

mercoledì 19 settembre 2012

Il giorno delle elezioni andiamo davanti alle urne

Il giorno delle elezioni andiamo davanti alle urne e non entriamo, senza strepitio o commenti, in silenzio guardiamo le porte delle scuole. In silenzio, restiamo così per dieci minuti, poi voltiamo le spalle e torniamo a casa.

A cosa serve oggi un voto? A chi lo dai? Chi ci rappresenta? Ogni voto dato è un voto buttato via, ogni voto non dato ha un significato "basta non vi vogliamo più così come siete, cambiate e ne riparleremo". Loro per ora non cambiano e spetta a noi dare un segnale forte, altrimenti che democrazia e mai questa? Dovrebbero rifondarsi e non lo fanno, ognuno di loro dice e fa cose già dette e fatte, ci prendono in giro. Personalmente mi sono stufato e farò quello che ho detto, perché non serve fare delle trincee per chi non sa entrarci, bisogna fare delle trincee per non far entrare più nessuno. Ho paura dei nostri politici, paura per il futuro dei miei, dei nostri figli. Per cambiare bisogna cambiare schemi, essere creativi e smetterla di fare le pecore o i topi incantati da pifferai magici!



Questione di fiducia di Massimo Gramellini

Questo articolo di Massimo Gramellini mi ha profondamente colpito,  una specie di stanchezza ha intorpidito le mie ossa, ma poi mi sono detto "...ma è mai possibile che non ci si possa far sentire, senza interposta persona a questa gente?". La mia ipotesi è nel post che segue questo.

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica.asp?ID_blog=41&ID_articolo=1254

mercoledì 12 settembre 2012

Fare il dirigente di una scuola richiede intelligenza e una sensibilità eccezionali!

Oggi è iniziata la scuola. Alessandra ha iniziato il suo quarto anno alle elementari. E' stato un giorno di festa, ma con una nota stonata, almeno per me. In questi tre anni mi sono affezzionato ai compagni di classe della mia bambina e ognuno di loro è una presenza importante. Sono un "vecchio" romantico o forse "rincoglionito", ma non digerisco il fatto che uno di questi bambini, Andrea, abbia dovuto cambiare scuola. Non so esattamente le motivazioni e i perché, ma so che è stato commesso un grave errore. Ho cercato di impedirlo, ma non ho potuto fare nulla, anzi a un certo punto mi sono sentito un Don Chisciotte. Comunque per me questa rimane un'ennesima ingiustizia, piccola tra le altre, che dovrò ingurgitare come una medicina amara. La democrazia e la fede poggiano sulle piccole cose quotidiane.

lunedì 30 luglio 2012

Ai giornalisti, quelli che riescono a sentirsi colpevoli e incapaci!


Ancora una volta i giornalisti sportivi si distinguono per grettezza e inumanità! Federica Pellegrini è una persona e non un automa. 
Perdere è sempre dignitoso, scrivere male è vergognoso. Vorrei vedere loro in vasca, ci sarebbe da ridere!
Questa sera lei ci sarà, in vasca, e loro inizino a pensare adesso, come scrivere un bell'articolo in qualsiasi caso!

martedì 24 luglio 2012

...ma quanto mi piace Mario Deaglio!

Le opinioni di Mario Deaglio sono certezze, almeno per me. Quello che ha scritto nell'articolo odierno su "La Stampa" è così semplice e logico, che tutto risulta lampante. http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRyubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=10366

lunedì 16 luglio 2012

Democrazia "recitativa"

I politici [...] non costituiscono una casta, che è qualche cosa di immutabile, ma un oligarchia democratica senza legami con la società civile, che non si rinnova tramite la libera competizione, ma attraverso la cooptazione. Viviamo in una democrazia "recitativa" e non sostanziale dove si parla di libertà di stampa e di voto come in una recita o uno spettacolo, senza incidere sul potere oligarchico. Tratto da un'intervista al Professor Emilio Gentile apparsa su "Sette" del 13 luglio. Mi sembra che questa sia l'analisi più lucida che abbia mai letto sino ad ora. Ora possiamo pensarci su!

venerdì 6 luglio 2012

Paolo Cecchin’s Summer Party. La Musica underground a Milano


Ieri sera si è svolto a Milano, “Basta con sti musi. Paolo Cecchin’s Summer Party”, primo evento di una serie di proposte musicali underghround, che il famoso fotografo vuole dedicare al mondo notturno della città. Ho avuto modo di scambiare due parole con Paolo e ho trovato di fronte a me un uomo eclettico, che vive intensamente e con gioia la sua vita di lavoro e privata. Personaggio pronto a sondare le diverse prospettive che la vita può offrire e a coglierne l’attimo, esattamente come questa sua piacevole e intelligente iniziativa.
L’attimo ieri sera è stata la musica compatta, energica e viva dei “Dawntown”.  
La musica, quella suonata e ascoltata dal vivo, di qualsiasi genere, è il modo per ritrovarsi, uscire dalla meccanica vita quotidiana, imprigionata nei cellulari, nei computer, negli iPad o altri aggeggi che impediscono lo scambio umano. Ecco allora che i “Dawntown. The must powerful Rock Blues Band in Milan” diventano il collante, l’energia che sprigiona nuova forza per viverre una vita, sì difficile o resa volutamente così da strategie incomprensibili, ma viva, nuova, felice e infondo anche un po’ ribelle.
Ancora una volta posso scrivere, Milano c’è, a voi cercarla!


sabato 30 giugno 2012

Chi è l'Assessore (immagino chi!) che ha combinato questo pasticcio o che non è riuscito a gestirlo?

Il City Sound Festival 2012 soppianta il Milano Jazzin’ Festival. O per lo meno il City Sound Festival 2012 ospiterà i concerti inizialmente previsti per il Milano Jazzin’ Festival. Dopo annunci affrettati, gare d’appalto ritardate, avvocati, ricorsi al TAR, Milano Arena Music e MAMA 2012 sembra che alla fine si sia giunti a un punto di arrivo. La FourOne Events ha comunicato questa mattina la nascita del nuovo City Sound Festival, che si terrà presso l’Ippodromo del Galoppo di San Siro (con somma gioia dei comitati di quartiere locali immaginiamo, ndr) e ospiterà i concerti annunciati da tempo per il mese di luglio.


da: 

venerdì 29 giugno 2012

Cosa vogliono le donne di Massimo Gramellini su La Stampa di oggi.

Cosa vogliono le donne - LASTAMPA.it Per ragioni non riassumibili in venti righe, un cavaliere della Tavola Rotonda si ritrovò sposato a una donna vecchia, sdentata e puzzolente. Dopo il supplizio della festa di nozze, durante la quale il mostro gli aveva ruttato addosso a ogni boccone, il cavaliere raggiunse la camera da letto con passi lenti da condannato. Quand’ecco spalancarsi la porta e apparire la megera, trasformata in una fanciulla incantevole. Abbracciò lo sposo e gli disse: «Sono vittima di un sortilegio. Devi scegliere: preferisci avermi orrida di giorno e radiosa di sera, o viceversa?». Il pensiero del cavaliere andò al suo amico più caro: esibizionista com’era, avrebbe tranquillamente accettato di dormire per sempre con una racchia, pur di avere una fata da esibire agli amici. Poi si immaginò la risposta del suo palafreniere, un ragazzo passionale. Lui al contrario avrebbe sfidato volentieri i commenti malevoli del prossimo, in cambio della possibilità di incontrare la bellezza fra le lenzuola. Ma il cavaliere della Tavola Rotonda la pensava diversamente da entrambi. Disse alla sua sposa che una scelta così importante poteva spettare soltanto a lei. La strega sorrise: «Allora io scelgo di rimanere bella per tutto il tempo, dal momento che tu mi hai rispettata, lasciandomi libera di decidere il mio destino». (Dedicato ai maschi privi di educazione sentimentale e incapaci di evolvere, che perseguitano le donne che non li desiderano o non li desiderano più, arrivando a picchiarle e addirittura a ucciderle, come è accaduto ancora ieri a Legnano). Grazie Massimo da Il Cavaliere della Slitta.

lunedì 25 giugno 2012

Il verso del Falco Bianco (seconda parte)



Ecco il valico, pochi passi e l’avrebbe superato. Il Falco Bianco non l’aveva abbandonato e continuava a volare avanti e indietro per indicargli il percorso più breve. Quando arrivò in cima, le sue gambe erano ormai due legni, quella sinistra fremeva e il piede si era gonfiato dentro lo stivale. Guardò il pendio che ripido precipitava a valle e vide l’orso bianco disteso a pancia in su, si vedeva chiaramente che respirava a fatica. Il Guerriero si lanciò incurante del pericolo, si buttò di lato e si lasciò scivolare su quella neve ghiacciata, dirigendo la sua discesa con le mani, per sua fortuna l’animale era disteso in uno spazio pianeggiante abbastanza ampio da frenare il suo scivolare a valle. L’uomo si alzò e si avvicinò all'enorme animale. Il Falco Bianco lancio il suo verso e planò verso la vallata. L’Orso Bianco aveva una profonda ferita lungo il costato sinistro, il sangue si era rappreso per il freddo, ma bisognava assolutamente chiuderla rapidamente altrimenti non ci sarebbe stata speranza per la sua vita. L'ideale sarebbe stata una magia, ma il Cavaliere sapeva che solo lui poteva fare qualche cosa. L’orso aprì gli occhi e lo guardò, nel suo sguardo sembrò passare un sorriso, poi la paura, poi l'addio. - No! Questo non è il tuo momento, stai fermo e abbi fiducia in me. So che capisci i miei sentimenti, ascoltali, aggrappati al battito del mio cuore, prendi quello che ti serve da me per sopravvivere. Gli disse con un sussurro il Cavaliere.
Il Guerriero si chinò di fianco a lui, liberò le sue mani dai guanti e immediatamente il gelo gli spezzò quasi le dita. Non curante si tolse il suo pesante mantello e coprì l’animale, poi estrasse da una tasca interna della giubba un sacchetto nero con una croce rossa, prese un ago sottilissimo con del filo già infilato e una forbice. Guardò con attenzione i lembi della ferita, prese una boccetta e si disinfetto le mani con il liquido in essa contenuto, poi lentamente con estrema attenzione iniziò a disinfettare la profonda ferita. Lentamente apri i lembi, ogni tanto cercava di scaldarli con il respiro per renderli più malleabili, pulì la ferita internamente ed esternamente. L’orso era troppo debole per ribellarsi, mandò solo un leggero grugnito e poi svenne. - Meglio così, così non sentirai dolore ed io sarò più tranquillo amico mio! Iniziò a cucire lentamente. Non ostante il gelo, il sudore gli colava lungo le guance e gli entrava negli occhi, così era costretto ogni tanto a fermarsi. Ci volle parecchio tempo per chiudere la ferita e quando finì, si sdraiò di fianco al suo amico, coprì con il suo corpo il lato della ferita. Rinfilò i guanti e si coprì con un lembo del suo mantello.
Il Falco Bianco tornò e lanciò il suo verso, un raggio di luce illuminò i due esseri della Taiga e un po’ di calore lì riscaldò. Il sorriso caldo di Niniane, la Fata delle fate, era la magia.

mercoledì 13 giugno 2012

La Germania non ha rinunciato a nulla. (scritto da Carlo Angelo Tosi su Facebook).


La Germania non ha rinunciato a nulla, ha preso al volo l'occasione e ora segue una strategia che mette in ginocchio gli altri stati. 


L'Europa è una bellissima idea, ma è nata zoppa perché basata sui "principi" del denaro e sulle manovre "militari" finanziarie, stiamo correndo un rischio molto grande e temo che l'ottica "limitata" dall'economia (dottrina arida e disumana) potrebbe portarci sull'orlo di un'abisso terrificante. 


Monti fa quello che può e non è una scusa, ma veniamo da vent'anni di palle e immobilismo. In tutto questo tempo, nessuno ha costruito una politica italiana per l'Europa, nessuno. 


Questo è un paese dove gli Sgarbi, i Grillo, i Berlusconi, le Santanché, ecc. tutte persone abili nei loro mestieri, pretendono di avere la verità e invece fanno solo del male al loro paese, cioè a noi, che intanto dormiamo o affidiamo il nostro destino e quello dei nostri figli a loro.

venerdì 1 giugno 2012

Contro la parola "meritocrazia", sempre!

Perché scrivere di certe cose su un blog, perché è uno dei luoghi dove o dovrebbe essere possibile confrontarsi su cose fondamentali. Tempo fa ho scritto in merito alla parola “meritocrazia”, concetto e parola che poco gradisco. Infatti, ognuno di noi, secondo me, ha un compito da svolgere qui sulla terra, ma non c’è nessun merito, nessun premio garantito se non quello di creare un futuro migliore per chi verrà dopo di noi. Sono profondamente cristiano perché la mia Fede mi chiede di credere che il Paradiso, indicato da uno degli Uomini migliori apparsi su questo pianeta, sia qui sulla Terra. La Terra è il nostro Paradiso, quello che possiamo comprendere e amare, qui va cercato e costruito. L’unico merito che ritengo premiante è la coerenza con le proprie idee, che dovrebbero avere al loro centro la passione per il prossimo, un Amore così positivo, da potersi esprimere sino al sacrificio della propria vita. Come uomo e come cristiano sono molto lontano da quest’obiettivo, ma questa è la meta cui tendo. La difficoltà maggiore è farsi capire, non essere frainteso, cercare di rendere dolce il nucleo “rivoluzionario” di questo pensiero, in modo che non ferisca nessuno. Oh! Però non sono un santo e perdonatemi se ogni tanto mi girano.

mercoledì 30 maggio 2012

Presidente Monti, il calcio è una risorsa!


Egregio Professor Monti,

ogni volta che capita qualche calamità, da sempre, cioè da quando ho incominciato a capire qualche cosa del mondo che mi circonda, l'azione per recuperare i fondi necessari  ha sempre puntato sull'aumento della benzina.
Da un "comitato" come il Suo, composto da  professori e specialisti in economia non me lo sarei aspettato e invece “zacchete”, eccoci qui puntuali. Sono pochi spiccioli certo, ma quest’aumento unito agli altri colpirà tutto il sistema economico, è inevitabile. I prezzi lieviteranno e tutti saremo danneggiati e se invece aveste pensato a una bella tassa sui redditi dei calciatori, degli allenatori, dei proprietari e di tutti quelli che ruotano intorno al mondo del calcio. Un prelievo sui redditi del magico mondo del calcio, mi sembra molto equo, altro che sospendere il calcio per due anni, una bella tassa spalmata su due anni. Perché? Per rispetto di chi crede ancora che questo sia uno sport serio!
Cordiali saluti.

L'equilibrio dello sport

Cari amici, penso che nella vita, così come nello sport, che dovrebbe essere sempre manifestazione di gioia condivisa, esiste chi riesce a raggiungere un risultato e chi ci prova e non lo raggiunge. Chi vince però non esisterebbe se non ci fosse chi perde, e questo secondo me è il concetto di “sportività” e di "vita vissuta". Questo è il suggerimento che i genitori dovrebbero dare ai loro bambini e gli adulti tendere sempre.
Nessuno dovrebbe uscire dopo un'esperienza con l'amaro in bocca, se solo uno prova questo sentimento allora bisogna ripensare e per questo il sistema della nostra società va ripensato ogni giorno.
Una società nuova può nascere solo su questo equilibrio, che poi in sintesi è amore per il proprio prossimo.

martedì 29 maggio 2012

mm...rda

Da "postacelere" di Piero Colaprico su "La Repubblica"

Una storia metropolitana

Daniele Ravenna Milano Piove in Piazza Axum, zona San Siro. Devo prendere l' autobus 49. Lo vedo arrivare da lontano e per raggiungerlo corro a rotta di collo sul bagnato. Azzardo una scorciatoia e taglio attraverso un' aiuola. Ci sono. La porta posteriore si spalanca. Atterro sulla piattaforma e, mentre timbro, sento una voce alle s p a l l e : S e i p i e n o d i «mm...rda». Mi volto. È una donna seduta in fondo all' autobus vuoto. È lei che ripete, lanciandomi un' occhiata sev e r a : « S e i p i e n o d i mm...rda». E subito dopo, prima che io possa riavermi dalla sorpresa, sibila ancora la stessa frase. La guardo. Di mezza età, sciatta, spettinata; a un secondo sguardo anche sdentata. Lei mi osserva, e ancora: «Sei pieno di mm...rda». Sprofondo nel sedile, concentrandomi sul giornale. Intanto il 49 va speditamente. Alzo gli occhi per un attimo e incrocio quelli di lei, che incalza: «Sei pieno di mm...rda». Sfodero un garbato sorriso di circostanza, di accondiscendente tolleranza. Quando il bus passa da via Morgantini ho già archiviato l' episodio come un caso di alienazione metropolitana, roba da drop out. Giunti a piazzale Lotto mi alzo sorridendo e lancio un' ultima occhiata ormai quasi affettuosa alla donna, che ripete seria la stessa frase. Scendo e sono colto da una premonizione. Sollevo un piede. Guardo sotto la suola della scarpa. Macché. Eppure. Chissà. Boh. Proseguo e il metrò mi accoglie nel viaggio in direzione centro. Manca l' aria, che qui non circola, e sento un odore: la donna aveva ragione. Mi guardo le spalle specchiandomi nei vetri del metrò. Quindi sfilo con foga la giacca e scopro l' orrenda strisciata marrone, ancora fresca. Bagnata, come l' aiuola frequentata dai cani, attraversata di corsa mezz' ora prima. Una strisciata passata dall' erba al tacco della scarpa, e poi spalmata dal tacco al giacca, nella corsa precipitosa sull' aiuola verso il bus. Esco dal metrò con la giacca sotto il braccio e penso a quella donna, ai miei pregiudizi. Lei mi avrà visto così: guarda questo poveraccio com' è conciato, ora lo avverto. E poi, vedendomi imperturbabile: sarà mica sordo? Infine, quando stavo per scendere dal bus: ma guarda un po' il signorino, ha anche il coraggio di ridere. 

Risposta di Piero Colaprico

Grazie, amico: non la conosco, ma lei è un amico, anche della signora sdentata, la ringrazi la prossima volta. A Milano ci si rincontra tutti.

martedì 22 maggio 2012

"Effetto Grillo" secondo Massimo Gramellini

Massimo Gramellini, scrive su La Stampa un commento su quello che chiamerei "Effetto Grillo".  Trovo come sempre molto lucido il suo commento, che è sicuramente da leggere.

Il gabibbo barbuto

sabato 19 maggio 2012

Non basta esporre la bandiera a mezz'asta, bisogna usare un pugno di ferro con i tre colori belli alti e che colpisca l'eversione mafiosa e politica con potenza in modo definitivo.

http://www.rainews24.rai.it/it/news.php?newsid=165312

Monti dovrebbe tornare in Italia

Un immenso dolore ha colpito nuovamente il nostro Paese. Sono del parere che tutte le trasmissioni, tranne le news dovrebbero essere interrotte su tutti i canali televisive e radio, pubblici e privati. Il Presidente Monti dovrebbe rientrare in Italia. La denuncia dovrebbe essere totale e eclatante. Non basta dire " che il fatto è di una gravità inaudita". La matrice dell'attentato è quella matrice che continua a persistere su questo Paese. Il Governo, il Parlamento, le Autorità devono agire immediatamente, le parole non bastano più.

giovedì 17 maggio 2012

Nel titolo del mio post "Il "fotovoltaico" è dio, ho la sensazione che il diavolo ci abbia messo il computerino!" Critico la campagna pubblicitaria della Helios e non il fotovoltaico.


Ho ricevuto il messaggio di un mio caro amico che è leggibile tra i commenti, ma che ripubblico volentieri. Vorrei però sgombrare il campo da fraintendimenti, la mia critica riguarda la campagna affissioni della Helios, il mio scopo era analizzare tale campagna.
SONO CONVINTO CHE IL FOTOVOLTAICO SIA UNA RISORSA INDISPENSABILE

Commento di Giorgio Corti



Caro Ludovico, facciamo il punto della situazione ed un pò di "LUCE" sull'argomento.
Il fotovoltaico era, è e rimarrà, con altri sistemi per la produzione di energia rinnovabile, una delle alternative alla produzione mediante petrolio.
Il problema è che ci si accorge ora che queste alternative costano, perchè per convincere il popolo italiano a passare a sistemi di questo tipo, si è stati costretti a ricorrere ad incentivi, mentre in altri paesi più responsabili, il fotovoltaico viene visto come strumento per sostenere e proteggere l'ambiante.
Chi dice che il peso degli incentivi si sente in bolletta ha ragione, anche se si dovrebbe tener conto che l'utilizzo delle energie rinnovabili ha ridotto la crescita del costo dell'energia e quindi della bolletta.
Il problema è, comunque, che qualsiasi iniziativa il nostro Governo prenda o abbia preso (e parlo di tutti i governi che hanno messo mano a questo progetto, partendo da quello di Prodi, passando attraverso quello di Berlusconi per arrivare a quello di Monti, sia stata partorita da menti senza cultura o idea.
Mi spiego. Quando è nato il primo Conto Energia, esigenza assoluta di raggiungimento obbiettivi controfirmati dall'Italia nel Trattato di Kyoto, si è data la possibilità a cani e porci di costruire impianti dovunque.
Risultato la grossa fetta di mercato se la sono presa fondi monetari stranieri e mulitnazionali che hanno costruito dovunque, fregandosene spesso dell'ambiente, acquistando materiali all'estero (spesso dall'Asia) e ricevendo attualmente gli incentivi su conti esteri.
Morale, quello che doveva essere oltre che un obbiettivo ecologico, anche un aiuto all'imprenditoria italiana, si è trasformato in un grande business per gli stranieri che accedono alla maggior parte degli incentivi.
Morale: il Governo attuale ha dato uno stop brusco a questo giro di affari perchè non sa più come trovare i soldi per pagare gli incentivi di eventuali impianti futuri, non preoccupandosi di ciò che è stato e quindi dei capitali che escono dall'Italia, per giunta mettendo in totale crisi un settore, il chè equivale a lasciare a casa circa 150.000 persone addette ai lavori.
La considerazione è (e si torna sempre lì): "ma perchè i nostri governi non fanno le cose ragionando prima?"
La risposta potrebbe essere..... finchè è convenuto a loro andava bene tutto.
Oggi non c'è più carne da spolpare e quindi abbandonano la nave ed il loro carico di 150.000 passeggeri (non personale di bordo).
Detto questo, sappiate che se si fosse fatta una politica giusta con grossi limiti sugli impianti a terra, oggi ci sarebbe ancora spazio per tutti, magari vincolando gli incentivi all'uso di materiali costruiti in Italia, avremmo un mercato ancora con un futuro, aiuteremmo le aziende di tutti i settori (attualmente in grande sofferenza) sgravate per esempio del costo dell'energia, avremmo ancora i nostri campi piantumati e appetibili turisticamente.
Se ognuno di noi avesse un impianto fotovoltaico sul tetto, non avremmo bisogno di acquistare l'enegia dall'estero e soprattutto si sarebbe potuto arrivare alla vendita dell'energia al vicino (io ho il tetto ma non ho il consumo, il vicino potrebbe avere il consumo ma non il tetto)... ma questo è vietato in Italia (altrimenti l'Enel come farebbe???)
Credetemi, gli impianti fotovoltaici non sono "Dio" (per tornare al titolo dell'articolo) ma funzionano benissimo e producono tantissimo.
Sono le politiche che non funzionano.
Giorgio Corti

mercoledì 16 maggio 2012

Philip P. Lynott

Ecco il grande Philip P. Lynott

Quei "coglioni" delle brigate rosse!

Quei "coglioni" delle brigate rosse, hanno avuto molto tempo per riflettere, eppure non hanno capito che esiste una sola rivoluzione quella PACIFICA. Infatti c'è solo una via alternativa, quella di andare incontro all'altro e strigergli la mano, dicendogli: cerchiamo insieme una via d'uscita.

giovedì 10 maggio 2012

"Rivoluzione" della nonviolenza


Sarò un utopista, ma credo nella "rivoluzione " della nonviolenza e anche se talvolta lo dimentico e mi perdo, poi torno a cercarla e non smetterò mai di farlo.
C'è un problema, c'è qualcuno che sa da dove si comincia? A farla intendo!

lunedì 7 maggio 2012

Altro che Expo! Lettera aperta agli Assessori e al Sindaco di Milano, ma anche a quelli delle altre città.

Cari Amministratori della cosa comune,


vorrei farVi partecipi di un mio pensiero, so già cosa state pensando, i blogger sono dei "rompini", in particolare se sono musicisti o sportivi dell'ultima ora. Già inizio con lo sport, ma la prossima lettera sarà dedicata alla musica.
Secondo me una struttura sportiva comunale, non deve essere vista, né pensata come costo e servizio, ma come investimento. 
Lo sport in questa città, Milano, ma direi in Italia è largamente praticato. I cittadini spendono una notevole cifra in strutture sportive private e sono del parere che ci sia ampio spazio anche per una struttura comunale. 
Le palestre, le piscine, oggi, sono frequentate da giovani e anziani. E’ facile vederli nuotare insieme o fare esercizi in palestra, ed è una cosa bellissima. Li puoi vedere parlare tra loro, confrontarsi tra una pausa di un esercizio e un'altro, tra una bracciata a stile libero e una a rana. Allora, perché non potrebbe esserci una struttura “olimpionica” dove i cittadini possono iscriversi o associarsi. Inoltre ci sono molti giovani istruttori che oggi sono sfruttati dalle strutture private e altri che non trovano lavoro e che potrebbero essere assunti da una struttura comunale importante e con delle qualità internazionali. 
La struttura potrebbe prevedere non solo impianti sportivi, ma anche hotel per ospitare giovani sportivi e tifosi, si potrebbero così organizzare manifestazioni nazionali e internazionali di centinaia di sport che sono praticati, al di là del calcio. Rugby, nuoto, palla nuoto, ginnastica artistica. Potrei riempire la prima schermata del blog, con un elenco di attività sportive. 
Mi rendo conto che questo forse può apparire un sogno, ma spetta a voi amministratori pubblici, far sognare la gente oppressa da tasse insopportabili, dalla mancanza di lavoro e dal grigiore di una città che merita un’immagine internazionale.
Progettate una struttura sportiva a livello olimpionico, che possa anche dare degli utili al comune, i cittadini saranno contenti di spendere il giusto per andarci a nuotare, correre, giocare e praticare tutti gli sport più belli, altro che Expo!

giovedì 3 maggio 2012

Il verso del Falco Bianco


Il Cavaliere stava inerpicandosi lungo il ripido pendio di ghiacciaio, i ramponi facevano scricchiolare quella crosta secolare ed erano la sua unica compagnia. Il ghiacciaio saliva verso la vetta, chiamata “Punta di Lancia”, ci sarebbero voluti più giorni per raggiungerla. Aveva lasciato la sua slitta e i suoi amici aski, più in basso. Angelo li avrebbe protetti. Aveva bisogno di salire quel pendio, non sapeva il perché e nessuno avrebbe potuto dirglielo. L’ambiente lo conteneva, il freddo era uguale al ghiaccio, e quello era uguale al colore del cielo, l’unica cosa scura era il suo cuore, privo di sensazioni, se non d'amarezza profonda. Aveva sempre detestato la solitudine, ma in quel mondo aveva imparato ad apprezzarla, anche se le lacrime gli scendevano ghiacciate lungo le guance scavate. Sentiva, dietro di sé, i passi dell’Essere Immondo, principe dell’eternità del tempo. Camminava il guerriero, i suoi scarponi scalfivano il bianco terreno raccontando la sua storia. «Chi ti ha deluso Cavaliere, hai forse sbagliato la mossa dell’alfiere o forse la tua regina è troppo immobile?». L’uomo sussultò e si guardò intorno per vedere chi aveva posto la domanda. Nulla, solo silenzio, ma la presenza era ovunque.  «Hai forse dimenticato che ogni uomo aspetta, anche il più ladro, il più disonesto. I principi tremano nei loro letti, i presidenti sudano nei loro vestiti gessati e le loro camicie sono candide e inamidate per il terrore. Ogni uomo ucciso è una lacrima che scivola silenziosa e fredda lungo la loro schiena e penetra nelle loro vene incandescenti come lava, per spegnere per sempre il loro cuore. Tu cosa credi di fare? Credi ancora che esista il Sacro Graal. Lascia andare sono favole che ha messo in giro Merlino, quello stolto. Fermati, lascia perdere, ritorna indietro, ti aspetto con la scacchiera». Il Cavaliere si strinse nel suo pesante mantello, cercò la sua spada nel fodero alle sue spalle. Era lì, tranquilla come l’aureola immobile di un'icona. «Che cosa pensi di vedere da lassù? La Taiga è senza dimensione, non potrai vedere nulla, solo un disco di ghiaccio, lo potrai capovolgere da un lato e dall’altro e vedrai solo pianure, colline ghiacciate, montagne di neve. Una terra dove l’urlo del vento s’infila tra le ossa dei guerrieri, dove le fate rischiano di perdersi e i maghi hanno le dita trasparenti» «Quello che dici è vero - urlò il Cavaliere verso il Nulla - ma ti confondi, perché in qualche luogo nascosto tra i rami di un biancospino, c’è Merlino. In alto, la Fata delle fate vola nei suoi veli di seta e libera con il suo volo la fantasia delle altre. Ombra! Hai così da fare sulla Terra che ti sei dimenticata di noi. I guerrieri corrono sulle loro slitte per frantumare il tempo,  forse, ti sei dimenticata che non ti lasceremo mai sola. Il freddo non fermerà la nostra ricerca. Il Sacro Graal è il nostro sogno, la nostra meta, per sempre». Silenzio, ora il Cavaliere non udiva più nulla e continuò a inerpicarsi, ma dove diavolo vado? Sapeva che doveva farlo e un falco bianco lanciò il suo grido. Il Cavaliere comprese doveva trovare le tracce di un animale ferito, doveva cercarlo e curarlo, questo era il suo compito in quel momento. Di nuovo il falco lanciò il suo verso e la sua testa indicava la direzione, oltre il passo, la doveva arrivare. Niniane sorrise e riscaldò le ossa dell’uomo posando sulle sue spalle un velo di fili di lana d’oro.

martedì 1 maggio 2012

"Helios" una campagna pubblicitaria che crede troppo in se stessa!


Pubblico il link a un articolo di Gian Enrico Rusconi, apparso su "La Stampa". L’articolo tratta della campagna pubblicitaria "sic" della Helios, chiamiamola "credere nel fotovoltaico".
Scrivo con soddisfazione questo post, perché ho trattato lo stesso argomento qualche giorno fa. 
Sono convinto che l’etica professionale sia indispensabile per qualsiasi attività, purtroppo penso che nel nostro Paese si sia dimenticato quest’aspetto.
L’advertising, ad esempio, dovrebbe seguire sempre una strategia, in altre parole delle linee guida, sulle quali i creativi dovrebbero far correre la loro “esperienza immaginifica”. Senza una strategia pensata, discussa e condivisa, la comunicazione potrebbe essere incomprensibile, inutile, offensiva e demenziale.
Per la campagna della “Helios” non so cosa augurarmi, perché secondo il mio modesto parere, tocca tutti i punti sopra elencati.



giovedì 26 aprile 2012

Il "fotovoltaico" è dio, ho la sensazione che il diavolo ci abbia messo il computerino!


È evidente la “poca profondità” che esprime questo soggetto di una campagna affissioni apparsa addirittura su cartelli luminosi. Non posso però, esimermi da tentare di ricostruire la copy strategy .
In realtà ho il sospetto, che una vera e propria strategia di comunicazione non sia mai passata per la testa di chi ha voluto e realizzato questa campagna, ma siccome continuo imperterrito a credere nell’intelligenza umana devo cercare di capire da dove possa essere nata questa particolare “scintilla”.



Promessa
Il “fotovoltaico” è come Dio, ovviamente il Dio di tutte le religioni, qualsiasi altro riferimento è puramente casuale!
Il problema è che a crederci è uno solo. Infatti, lo conferma anche l’head line.  Questo personaggio è così convinto che si veste di bianco, si mette una cuffietta in testa e si china coprendosi il volto.
Reason why
Infatti, la luce prodotta dal fotovoltaico è così accecante, che questo signore è costretto a proteggere i suoi occhi e coprirsi la testa indossando una strana cuffietta.
Supporting Evidence
Non c’è, non la trovo, dopo tutto a cosa diavolo può servire, il messaggio è così chiaro!
Pay off
Non lo vedo, non ricordo di averlo letto, e per verificarne la presenza, dovrei tornare dove ho visto il manifesto, ma detto fra noi, è veramente necessario?

Conclusione
Per ora, il fotovoltaico della “Helios” consuma solo energia, quella del cartello luminoso!

domenica 15 aprile 2012

Per la mia generazione "sparata"

La sentenza pronunciata due giorni fa, sulla strage di Brescia è una sentenza contro tutti noi e in particolare contro la mia generazione, che in realtà è stata una generazione "sparata". Una generazione che ha visto morire tante persone, colpite dalla mano invisibile del loro stato. La mia generazione ha liberato questo paese da una cultura antica e polverosa. Oggi questo paese per marcio che sia è cambiato, ma vive la sua realtà su macerie invisibili, che pesano sul cuore di chi ha visto morire i suoi compagni di università, i suoi avversari politici, poliziotti e tante persone, troppe persone che stavano compiendo il loro dovere o stavano vivendo giustamente la loro vita. L’indignazione non basta a calmare la mia sensibilità e non mi basta nemmeno scriverlo, ma è giusto comunicarlo e condividerlo.

venerdì 13 aprile 2012

Fuori dai piedi i morti che camminano!

Ancora furti e riciclaggi, ora tocca alla Fondazione Maugeri! Ma che razza di paese è questo? In vent'anni tutto è stato permesso, questa è la realtà e sappiamo bene di chi è la responsabilità, di una serie di ladri patentati, che non solo hanno messo in ginocchio il paese, ma l'hanno trasformato a loro immagine e somiglianza. Pagheremo tutto questo per anni.


E' bene ricordare che "Non rubare" è uno dei dieci comandamenti e chi ruba compie peccato mortale, che significa  morto in Terra. 


Fuori dai piedi i ladri. Basta!

Lega, troppo facile!

Troppo facile risolvere con le ramazze, troppo facile fare una "pulizia" comunque non democratica e che ricorda qualche cosa del passato. La reltà è che i "duri e puri" hanno finito per rendere eclatante una realtà che esiste da sempre, e generale, ma ora spetta a noi prendere la ramazza, meglio un'aspirapolvere, più moderna e veloce per fare pulizia. Ora bisogna domandarci come? Questa volta senza lasciarci sfuggire l'opportunità! La democrazia non contempla la disonesta.

venerdì 6 aprile 2012

Un Palazzo Reale Surreale

      In pochi metri di un Palazzo Reale mai stato così surreale.       Il largo sorriso solare di Dario Fo che accoglie a braccia aperte il gruppo di amici invitati alla sua mostra.   La parte più viva e intelligente, anche la più divertente, della musica cantata e suonata, quella che Milano ha ancora profondamente nell’anima, ma che sente suonare raramente.   Franco Cerri curvo sulla sua  Gibson e già decollano le prime nitide note di jazz. A fianco, Enrico Intra al piano e i ragazzi della sua scuola, fiati e contrabbasso, una promessa  per il futuro in attimo irripetibile come questo. Poesia pura: automa ermetico ecco l’amico Enzo Jannacci. Silenzioso. La bocca da bambino che ride con gli oeucc de bùn. L’aura estraniata da alieno che non sembra nessuno torna da lontano e ci commuove. Canta e si guarda la punta delle scarpe e alza gli occhi al cielo, le braccia appena allargate e le mani quasi chiuse, a delicato pugno.   Solleva il dito, ora lo muove ora lo tiene fermo sospeso nell’aria, cantando la storia del barbùn che conosciamo. Tutti ci uniamo a lui in coro: El purtava i scarp del tennis, ma ci dimentichiamo dell’ultima strofa. La più tragica e provocatoria, lui ci ricorda, e riattacca. Maestro anche alla tastiera, accompagna in sottofondo con intima naturalezza la breve apparizione mediatica di Celentano, sotto un bombardamento di flash. Quando l’improvvisazione si trasforma in realtà magica non è degli sprovveduti.  

giovedì 5 aprile 2012

Dario Fo è di più! Franco Cerri, Enrico Intra, Enzo Jannacci e Adrriano Celentano.


Sono ancora così emozionato e pieno di entusiasmo, che dovrei far decantare come un buon vino, l'evento di questa mattina. Infatti, oggi si sono incontrati al Palazzo Reale di Milano sei personaggi che sprigionano vita ed energia. Ecco che entra, tra le sue esplosive opere d’arte Dario Fo, ci saluta, noi fortunati che alle dieci e mezzo del mattino siamo fuggiti dalle nostre attività. Alza la mano, ci guarda e apre il suo ampio sorriso, i suoi occhi, la sua presenza è già una recita, tutta la commedia dell’arte passa dentro di lui, salta sui dipinti e ci sommerge. Poi calmo con la sua chitarra, la sua fedele Gibson, l’ho sempre visto suonare con quella, arriva Franco Cerri, una nota fatta persona, ma che dico la longilinea figura della musica jazz. Insieme con lui, al suo fianco, a completare l’immagine dell’origine della musica jazz italiana, c'è Enrico Intra. Mi giro e tra il pubblico, in un lato della sala, seduto c’è Enzo Jannacci. I tre personaggi si avvicinano a lui e l’energia in quella sala incomincia a salire. Dario Fo dice «….e lui è Enzo Jannacci!». "Tutta Milano esplode di gioia". Intra si mette al piano, Cerri si siede, appoggia la chitarra alla sua gamba, i loro sorrisi s’incrociano, una nota è nel mezzo e i due musicisti iniziano a suonare un blues, le armonie s’incrociano e ti penetrano infondo all'anima. Poi i tre studenti dei Civici Corsi di Jazz, uno per volta iniziano ad accompagnarli. Noi seduti per terra, siamo estasiati. Quando poi Dario Fo ci dice che Enzo Jannaci canterà “El portava i scarp de tennis” esplodiamo in gridi di felicità. Fisso il mio sguardo su di lui, guardo le sue mani, il suo volto, i suoi occhi eternamente perplessi, che raccontano la canzone. Spostando lo sguardo su Dario Fo, che seguiva Jannacci con bramosia e osservando Intra che dirigeva e suonava, Cerri che arpeggiava, io mi sono perso. Per tutti è stata un’emozione, alcuni avevano le lacrime agli occhi. Quando è arrivato Adriano Celentano con Claudia Mori, i fotografi si sono precipitati e raccolti intorno a loro e non andavano più via. Era impossibile vederli, Non riuscivamo più a scorgere nessuno. Pazienti abbiamo aspettato, ma poi abbiamo urlato «bastaa, via…basta… sedetevi», così è stato e allora abbiamo potuto ascoltare le battute di Adriano Celentano. I Cinque hanno ricordato il loro passato fatto di note, strumenti, batteristi, e sassofonisti. Jannacci accompagnava i dialoghi al piano, grande pianista! Vorrei scrivere di più ma questi momenti hanno bisogno di essere vissuti, nessuna foto, video o racconto potranno mai descriverne l’intensità.
Grazie Dario Fo, ci ha mostrato, di nuovo, il significato di arte e spettacolo.
Ed io, ancora una volta posso scrivere, Milano c’è, a voi cercarla!

mercoledì 4 aprile 2012

Il calcio è una truffa esattamente come i partiti politici

Continuo a protestare! Il calcio è una truffa esattamente come i partiti politici. Guardate meno partite e più pattinaggio sul ghiaccio, palla canestro, rugby, scherma, atletica e tutti gli sport che più vi piacciono. Dimenticavo, prepariamoci a non andare a votare, se le cose non cambiano considerevolmente. Smettiamola di farci prendere per il naso. Buona Pasqua!

martedì 3 aprile 2012

Il calcio è una truffa! Giornalisti potreste parlare di altri sport.

Il calcio è una truffa! Ci sono tanti sport più belli che meritano di più e che i giornalisti e i giornali sportivi trascurano. Per esempio quanto poco si è parlato dell'oro ai mondiali di Carolina Kostner. I giornali avrebbero dovuto mettere in prima pagina questa notizia, l'Italia non ha mai vinto un mondiale di pattinaggio artistico; giornalistacci!

martedì 27 marzo 2012

Un anziano, la valigetta e la Svizzera. Guardatevi le mani!


Un anziano con una valigetta piena di soldi è andato in una banca svizzera. Forse nello stesso momento, tra le lacrime, un signore mi raccontava le sue difficoltà, era stato licenziato. Così, nello stesso istante in cui tutto questo accadeva, ho pensato «sono quelli con le mani pulite, che pagano sempre». Ho guardato le mie mani e sono restato in silenzio.

Particolare, tratto da una foto per una campagna pubblicitaria dell’Agenzia di Pubblicità Realität (1978).

giovedì 22 marzo 2012

Milano, le "locandine a lutto" dei negozianti dell’Area C!


Cari amici negozianti dell’Area C, invece di continuare a esporre le spoglie e tristi locandine in formato A4, in cui evidenziate la vostra triste situazione! Mettete in moto la vostra creatività. Infatti, se effettivamente state soffrendo un calo del 30% delle vendite, cercate di dare vita ai vostri quartieri, inventatevi qualche cosa di nuovo. Tutti insieme potreste cercare di rallegrare l’ambiente, invece di deprimerlo!
Sta arrivando la primavera, la gente avrà più voglia di muoversi, animate i quartieri con dei saltimbanchi, dei funamboli. Chiamate dei musicisti che suonino agli angoli delle strade: musica classica, rock, blues, jazz. Dalle 18.00 alle 21.00 animate la città, richiamate gente dalla provincia. Fate dei volantini colorati da distribuire in provincia, per raccontare quello che state facendo. Suggerite dei percorsi da fare a piedi, dove lasciare l’auto. Coinvolgete l’amministrazione pubblica con proposte e non con lamentele. Fate uscire la gente da casa, insomma inventatevi qualche cosa, sono convinto che tutto sia possibile per battere la “depressione”.
Parlare solo di soldi, di finanze, di tasse, di percentuali e calo degli affari irrita il consumatore, che è nella vostra stessa situazione, perché guadagna meno di prima e sente il soffio negativo della situazione! Uscite da dietro il bancone, sorridete e fate dei corsi di “sorriso” ai vostri dipendenti. Offrite dei calici di spumante a chi passeggia per strada e festeggiate con loro, meglio un sorriso che una locandina "a lutto" in bianco e nero!

sabato 10 marzo 2012

Cirque Eloize, che spettacolo!


Avrei voluto mettermi a saltare anch’io. Quello dei ragazzi del Cirque Eloize, ma che dico sono artisti, dei giganti, di più sono energia pura, senti il sangue che gira più veloce, dimentichi tutti i pesi della vita e non hai più paura di nulla. L’uomo è una creatura meravigliosa perché conosce il piacere dello spettacolo, quello di farlo e quello di guardarlo. Si vola ragazzi, si vola in lato e quando esci dal teatro sei felice!
Quando tornerà il Cirque Eloize, riempite i teatri perché è uno spettacolo bellissimo. Grazie Eloize!

giovedì 8 marzo 2012

Lucio al Bar di Marta.


Clarence Clemons disse «Keith, dobbiamo andare. E’ arrivato voce d’angelo» «Andiamo allora, che aspettiamo?! Mi ricordo ancora quando arrivai» disse Keith «ero confuso e per niente tranquillo, mica mi aspettavo di trovarmi seduto a un tavolo di un bar! Il Paradiso me l’avevano descritto in un altro modo. Anzi a ripensarci non me l’avevano mai descritto e poi non ci credevo, intendo al Paradiso. Infatti, dopo tutto questo non mi sembra un Paradiso. Tu che ne pensi?» domandò girandosi verso di me, tentai di dare una risposta, «ci sono delle orchestre eccezionali, puoi suonare con chi vuoi, insomma c’è molta musica. Tanti strumenti» «ma per chi suoni amico mio?! Suoniamo per noi stessi, non c’è nemmeno mia madre a protestare per il rumore. No, no, questo assomiglia a un limbo ma cos’è poi un limbo! Amico mio, semplicemente “non siamo”. Bando alle chiacchiere andiamo a prelevare il nuovo venuto».
Keith Moon aveva ragione. Seguii malinconicamente i due musicisti lungo il viale che portava al Bar di Marta. Ci accompagnava una melodia suonata da un sax, era un lamento, una preghiera, il desiderio di tornare, la voglia impossibile di abbracciare chi ami, il desiderio di guardare i tuoi figli negli occhi e dirgli sono qui. La pace di quando stringi al petto la persona che ami, il desiderio di sentire il suo calore penetrarti nelle ossa, ma le tue ossa non ci sono più, sei poco più di un velo, il dolore. Un dolore immenso, impossibile si ghiaccia e sbriciola in una sola nota che vola via nello spazio per raggiungere il cuore del Creatore.
Aprimmo la porta del bar. Lucio Dalla era seduto al solito tavolino tondo, nell’angolo, un sax appoggiato sulle ginocchia, il cappellino colorato sul ripiano del tavolo, alzò il suo volto e ci guardò con i suoi occhi di bambino sorpreso e sorrise gentilmente.
Clarence si avvicinò, prese la sua mano, lui si alzò, mentre io sollevavo il sax dalle sue ginocchia. Keith guardò verso il bancone, come sempre Marta non c’era. Uscimmo.


Nota:
Clarence Clemons - sax della "E Street Band"
Keith Moon - batterista de "The Who"

Un nuovo iPad senza “speranza”


MAGNIFICO! MA SE TUTTA QUESTA CAPACITA’ CREATIVA E TECNOLOGICA DI APPLE FOSSE INDIRIZZATA VERSO IL BENE DI TUTTA L’UMANITA’, COSA RIUSCIREBBERO A FARE? COSA RIUSCIREBBE A FARE L’UMANITA’ SE SCAMBIASSE “CONOSCENZA” CON “INNOCENZA”?
PENSO: “QUESTO NUOVO iPAD E' GIA' VECCHIO, NEL MOMENTO STESSO IN CUI VIENE ASSEMBLATO”.
IL MIO ENTUSIASMO CALA E ANCORA PENSO: "E' MEGLIO UNA FARFALLA LIBERA NEL CIELO, CHE UNA FARFALLA CHE VOLA IN UN VETRO GIA' VECCHIO E SENZA SPERANZA".  
LA LOGICA DELLA CONCORRENZA E DEL CONSUMISMO AVVITA L'UOMO SU SE STESSO. COSI' L'UOMO SI ALLONTANA DAL PROGRESSO CHE HA IMMAGINATO.
L’UMANITA’ MERITA PIU’ RISPETTO.  LA NOSTRA CREATIVITA’ MERITA DI PIU’ PERCHE’ E’ COME UNA FARFALLA. SA VOLARE MOLTO IN ALTO, LIBERA E FELICE, FOSSE ANCHE PER UN SOL GIORNO!


martedì 6 marzo 2012

Creativi! Basta con le tablet ovunque!

Basta con le "tablet" negli spot, in particolare quelle piazzate lì senza motivo, che sono la totalità. "Immagina, puoi!".... farne a meno.

venerdì 2 marzo 2012

Lucio Dalla è al Bar di Marta

Il mio amico Jeanluc ha ricordato Lucio Dalla. Ecco il Link

http://nonsolorock.blogspot.com/2012/03/addio-lucio-dalla.html

Quando sentirò l'ispirazione racconterò qualche cosa sotto la mia "etichetta" Al di là del Bar di Marta 

Realität. Nessun passato va dimenticato. NOTA DELL'AUTORE


Penso che questo racconto, che ho iniziato da blogger possa diventare qualche cosa di più importante. Per questo ho bisogno di tempo e ho deciso di interrompere, momentaneamente, la pubblicazione dei post. Agli amici che mi hanno seguito sino a questo punto e vogliono, per curiosità, o desiderano darmi dei suggerimenti, che sarebbero per me di grande aiuto, posso inviare le puntate al loro indirizzo e mail.
Vi lascio la mia mail che è: lodovico.valentiniperugia@gmail.com, a questo indirizzo potete mandarmi le vostre mail. Ringrazio tutti, in particolare la mia lettrice più fedele, Aurora. Questo blog vive anche grazie alla sua curiosità e al suo entusiasmo. C’è un detto che ho letto da qualche parte: “Uno scrittore continuerà a scrivere per il suo unico lettore”.
Ovviamente le altre favole, racconti, scherzi, critiche, continueranno. Grazie ancora!

giovedì 1 marzo 2012

Realität. Nessun passato va dimenticato. (11° puntata)


Ricavi! Questa parola è magica da un lato e dall’altro bieca. Magica perché solo con lei si possono raggiungere alcuni obiettivi. E’ bieca perché priva di profondità. Nulla è più superficiale della parola “ricavi”. Pensateci! Qualsiasi sogno, obiettivo, studio, esperimento, o più semplicemente il piacere di vivere, rischia di sbriciolarsi contro questa parola.
Bando alla filosofia spiccia e torniamo alla nostra storia.
I ricavi incominciarono ad arrivare anche per Realität, esigui, ma d’altra parte erano passati solo tre mesi! Si dice che per raggiungere il break-even[1], occorrono circa tre anni di attività, e quindi era troppo presto per dire qualsiasi cosa.
Comunque, oltre a “Souleiado”, era stato acquisito un budget piuttosto consistente, grazie al fascino di Daniele C., almeno questo è quello che ha sempre sostenuto Carlo. Ebbene questo era solo un modo per prendersi in giro, anche se qualche cosa di vero poteva esserci. Si trattava di un budget below the line[2] , l’House Organ quadrimestrale, per la forza vendita e i punti vendita della “Blue Bell Italiana”, importante azienda produttrice dei jeans “Wrangler”, che in quegli anni, era la concorrente più forte della “Levi’s Strauss & Co”.
La responsabile pubblicità dell’azienda ammirava molto Daniele C., sicuramente per le idee e volle provare le qualità creative dell’agenzia.
Il budget d’advertising per i prodotti a marchio Wrangler era impossibile d’acquisire, infatti, era affidato a un’agenzia internazionale, così Realität dovette accontentarsi dell’House Organ.
L’idea della responsabile pubblicità, fu quella di realizzare una testata, che potesse trasmettere, anche del materiale punto vendita. La volle fortemente, imponendola all’interno della sua azienda e fu senza dubbio un’idea vincente, che diede ottimi risultati. Infatti, generalmente gli house organ erano utilizzati per prodotti tecnici e servizi, e ancora più spesso come mezzo interno alle aziende per comunicare con i dipendenti, quindi l’idea fu senza dubbio innovativa e colpì positivamente i responsabili dei negozi.
Il budget stanziato permetteva all’agenzia di realizzare delle pagine qualitativamente eccellenti. Ricordo di aver visto il numero uno del “Wrangler Express”, così fu chiamato la testata e rimasi sorpreso, non solo per l’art direction, ma anche per i redazionali che erano curati e le immagini di ottima qualità.
La testata era in formato tabloid (420 mm x 297 mm), composto di due quartini, cioè otto pagine. La pagina centrale, per dimensione, poteva essere utilizzata come un piccolo manifesto e così fu utilizzata nei punti vendita.
Sfogliando “Wrangler Express” e il materiale punto vendita che Realität realizzò, mi sembra di intuire che i creativi si divertirono molto a studiarlo e realizzarlo.
Quando incontrai Peter a Guadalajara, mi raccontò che quei lavori furono come manna caduta dal cielo, i soldi delle liquidazioni stavano per finire, eppure quegli incoscienti erano entusiasti. - Non avevo più una lira in tasca e dovevo assolutamente andare dal dentista. Per fortuna che era un mio amico, dovevo solo metterci un po’ di coraggi, era alle prime armi e aveva delle mani enormi! Mi disse Peter, facendo una grande risata e poi continuò  - Valerio, credo che mi stia ancora cercando! Però l’otturazione regge ancora, credo che tutto sommato siamo pari. Gli ho fatto da cavia!

Qui sotto, una doppia pagina centrale del “Wrangler Express”, in questo caso fu utilizzata per presentare ai negozianti la nuova collezione di camicie e giubbotti. La forza vendita utilizzava il giornale per introdurre le ultime novità, prima di mostrare il campionario. In questo modo l’House Organ diventava anche, lo strumento che forniva motivazioni di vendita.

L’head-line [3]“Chi semina in tempo, fa buon raccolto” dice tutto!







[1] Break even point ovvero “punto di pareggio”, cioè, nel caso di Realität, il fatturato necessario per coprire i costi sostenuti, e quindi chiudere il periodo di riferimento senza profitti né perdite, da questo punto avrebbe dovuto generarsi il profitto. N.d.A.
[2] Below the line. Si scrive che derivi dal gergo finanziario e che definisca la linea che separa gli investimenti destinati alla comunicazione sui media (stampa, affissioni, radio, televisione, cinema, internet, ecc), da quelli tattici. Questi investimenti, azioni di comunicazioni mirate, si possono pianificare all’inizio dell’anno, ma essere anche decisi a secondo il momento e le necessità. Rientrano in queste attività: le promozioni, il direct-marketing, le pubbliche relazioni, ecc. A volte, questa definizione, forse troppo spesso, è interpretato dagli addetti ai lavori in modo improprio, infatti, questa “linea” ideale determina la prospettiva con cui, chi realizza la strategia di comunicazione, dovrebbe esaminare le diverse problematiche di marketing e comunicazione, quindi sono assolutamente da escludere giudizi d’importanza qualitativa e quantitativa. N.d.A.
[3] Headline In un annuncio stampa o in un manifesto, è il titolo principale. Vd. E.LEHMANN, Le professioni della Pubblicità, Cit, p. 118.
La combinazione, il “gioco” e l’equilibrio tra headline e immagine sono fondamentali per colpire l’attenzione di chi legge o vede un manifesto. Questo qui sopra è un esempio, molto semplice, che fa “scuola”. Infatti, le comunicazioni migliori sono quelle più semplici e che utilizzano espressioni già conosciute. Avremo modo di ritornare sull’argomento proseguendo.  N.d.A.