venerdì 30 dicembre 2011

L'Ardore

Il Cavaliere della Slitta guardò in alto, verso le sette lune, luci perenni dei Sette  Saggi. Cercò tra quelle luci le sue preghiere per l'Unico Dio in cui credeva, l'Unico Amore. L'uomo prese il suo taccuino e la matita, il suo cane si sdraiò accanto a lui, nella neve ghiacciata e lo guardò in attesa delle sue parole. Il Guerriero scrisse. Oggi è il trenta dicembre dell'anno duemilaeundici. La fine di un anno è relativa. Solo un'invenzione dell'uomo, che così conta il passare del tempo, che potrebbe essere calcolato in miriadi di modi infiniti, nell'infinito. L'anno nuovo sarà per me tempo in più, tempo per "Grazia Ricevuta". Infatti, è il mio decimo anno di "Vita Nuova" o "Seconda Vita". Ho saputo godere di questi anni? È una domanda difficile cui rispondere. Il carattere e le nevrosi terrene impediscono di cogliere la realtà. Dio mi ascolta e conosce ciò che mi ha regalato e di cui gli sono debitore, ma un figlio non ha mai debiti verso il Padre e Lui non riconosce debiti. In questi dieci anni il mio spirito terreno ha vissuto con la moglie più desiderabile, con la figlia del sogno, il dono più delicato per gli sposi. Lo spirito terreno ha potuto studiare, ha letto, è progredito in sapienza, ha suonato i suoi strumenti, ha trovato nuovi amici, ha perso uno dei più cari, ha vissuto l'impatto delle tenebre con il suo amico d'infanzia. Ha visto luoghi, città, monti, mari. Ha nuotato per miglia, il suo fisico ha sognato l'infinito. È montato a cavallo, ha guidato vetture sportive. Ha riso, ha pianto, si è arrabbiato in modo eccessivo, ha guardato tutti negli occhi senza paura, ma ha sentito il peso delle colpe di cui è difficile trovare la soluzione nel silenzio degli Scomparsi. Se qualche cosa gli è mancata, è stata voluta e anche la noia è stata per lui la benvenuta. Tante cose ha ancora da fare, tante idee, tanti entusiasmi e un grande ardore, ci vorrebbe ancora tempo, un'altra vita intera. Una pretesa, forse? Invece, penso sia una bella cosa, perché significa che vive e questo è il suo ringraziamento, il mio pensiero da questo mondo di ghiaccio, a Dio. Se sapessi scrivere musica, comporrei il più grande concerto, dovrei solo scegliere la nota che in questo momento è la più giusta per iniziare, ma tutte le note sono amate dall'Eterno.  Angelo si alzò e nel silenzio si mise a danzare insieme agli altri undici cani e ogni loro movimento, ogni loro salto e battere sul terreno si trasformò nel più grande concerto mai sentito prima. I Sette Saggi si svegliarono e sorrisero. Il Guerriero pensò alla Terra e gridò nel buio ghiacciato -Buon Anno a tutti!

martedì 20 dicembre 2011

Elogio all'inattività

L’inattività è sorprendente, infatti è la madre della creatività e saggio è colui che sa dosarla e utilizzarla, intendo l’Inattività figlia dell’ozio e della fantasia.

mercoledì 7 dicembre 2011

Moody, Poor and Fitch i tre corsari.

Proprio così, i nomi delle agenzie di rating, queste sconosciute, ricordano dei pirati o forse è meglio dei corsari. Infatti,i loro pareri sono pericolosi come coltellacci arrugginiti e schioppi. Mi sono dimenticato di Standard, sicuramente il nome più banale, non conta nulla, è Poor che è al timone. Tre corsari, tre corsari, se ne van pei sette mari, i corsari sono tre e i pirati trentatré. Moody, Poor e Fitch forse se li immaginassimo con una gamba di legno, una benda sull'occhio e un un uncino smetteremmo di dargli ascolto!

lunedì 5 dicembre 2011

Impressioni su un funerale, ovvero la conferenza stampa del Governo italiano, del 4 dicembre 2011


I locali dove si è svolta la conferenza stampa del governo italiano erano mesti, un lungo bancone nero con graffiti grigi, la voce quieta su un’unica nota del Presidente Monti, le lacrime del Ministro Elsa Fornero e le parole che hanno colpito una platea attonita, quasi mortificata, tutto ha fatto sembrare l’evento, un funerale. Questo, in effetti, è stato: il funerale di un passato, ma soprattutto il sopirsi definitivo del sogno di un’Europa per l’uomo a favore di quella per la finanza. Questa mattina camminare, per chi ha intuito nel profondo il senso delle cose, è stato faticoso e il grigio della città inaccettabile. 

venerdì 2 dicembre 2011

Basta una promessa!

Pubblico molto volentieri lo sfogo del mio amico Carlo Angelo Tosi, che ho trovato su Facebook. Essendo stato anch'io, un pubblicitario, lo condivido totalmente.

"Ho fatto l'account per anni, forse non sono stato un grande account, ma nel passato ho realizzato coi miei creativi, quelli che ho "amato", alcune delle più belle campagne italiane...ma è mai possibile, o porco di un cane, che non mi si ascolti (nemmeno gratuitamente), quando dico che ci vuole una promessa, una reason why e un pay-off, per iniziare con il piede giusto! Sono anni che lo ripeto e quando non mi ascoltano, quasi sempre, il risultato è una campagna di m......."