martedì 29 novembre 2011

Lucio Magri, abbiamo perso un Saggio....nel suo silenzio.



Una notizia che avrei preferito non leggere, però Lucio Magri ancora una volta ci ha lasciato un messaggio su cui riflettere!

http://www.corriere.it/cronache/11_novembre_29/magri-suicidio-assistito_a6f690f8-1a59-11e1-a0da-00d265bd2fc6.shtml

Lettera aperta al Signor Sindaco Giuliano Pisapia

Egregio Signor Sindaco Pisapia,

l’inquinamento di Milano è una cosa seria! Infatti, non c’è alcun bisogno di fare rilevazione dell’aria per capirlo, i nostri polmoni lo sentono da soli.
Personalmente ho preso dei provvedimenti che mi sono costati non solo denaro, ma anche un minimo dispiacere. Infatti, ho smesso di utilizzare il mio amato "vespone" a due tempi. Le regole sono regole e, anche se molto discutibili, vanno rispettate. Siccome per motivi personali, utilizzo per i miei rari, ma necessariamente veloci spostamenti, lo scooter, sono stato costretto ad acquistarne uno nuovo, che non riuscirà a sostituire nel mio cuore la mia Vespa 200, ma sicuramente non inquinerà più lo 0,000000000000000000000000001 (ipotesi scherzosa) del mio vecchio mezzo.
Devo però rilevare, che la mia giunta, mi piace scrivere mia perché non solo l’ho voluta, ma la difendo tutti i giorni, non riesce a progettare un nuovo sistema per risolvere il problema. Le domeniche a piedi sono molto belle, hanno qualche cosa di romantico, di antico, ma non sono sicuramente di ben che minimo aiuto al problema. Infatti, le polveri sottili sono ben attaccate al terreno e quando camminiamo, si sollevano e raggiungono il nostro naso, che per gli starnuti rischia di farci cadere dalla bicicletta e a piedi ci fa piangere e lacrimar!
Leggendo dei provvedimenti decisi recentemente ho sentito qualche cosa di appiccicaticcio, di noioso, di fastidioso, di antipatico e grezzo, infatti, ho la sensazione che siano imbrigliati da interessi che è facile immaginare: il Natale è in arrivo, la gente deve muoversi, deve posteggiare in tripla fila per la gioia dei commercianti. Sicuramente poi ci sono le opposizioni interne ( che personalmente definisco “veterocomunisti”), le opposizioni e le lobbies.
La soluzione è molto più semplice di quello che si pensa e dipende dai cittadini, infatti, ognuno dovrebbe pensare a come può personalmente contribuire, ma gli abitanti di questo comune e della sua provincia devono essere rispettati.
Lei Signor Sindaco ha la responsabilità di dire qual è la verità e quali sono i progetti per risolvere definitivamente, anche se nel tempo, un problema che sta mettendo a rischio la salute dei nostri figli.  
Spero che questa lettera aperta possa essere un piccolo contributo per la riflessione e se ho offeso la sensibilità di qualcuno, l’ho fatto volendolo.
Cordiali saluti.



PS - Sicuramente qualcuno l'ha già proposto: perché non bagnare le strade con un sistema d’irrigazione in modo da far scivolar via le polveri sottili che si sono depositate sul terreno. Sicuramente è un palliativo, forse è costoso, ma quanto costano e costeranno alla previdenza le nostre malattie polmonari e delle prime vie respiratorie.

giovedì 24 novembre 2011

La mitezza secondo Norberto Bobbio

Leggendo "L'eclissi della borghesia" di Giuseppe De Rita e Antonio Galdo

"La mitezza è il contrario dell'arroganza, intesa come opinione esagerata dei propri meriti, che giustifica la sopraffazione.
Il mite non ha grande opinione di sé, non già perché si disistima, ma perché è propenso a credere più alla miseria che alla grandezza dell'uomo. La mitezza è contraria alla protervia, che è l'arroganza ostentata. Il mite non ostenta nulla, neanche la propria mitezza: l'ostentazione, ovvero il mostrare vistosamente, sfacciatamente, le proprie pretese virtù, è di per se stesso un vizio. La virtù ostentata si converte nel suo contrario. Chi ostenta la propria carità manca di carità, chi ostenta la propria intelligenza è in genere uno stupido. La mitezza è il contrario della prepotenza, cioè di un abuso di potenza non solo ostentata, ma concretamente esercitata. Il mite è colui che lascia essere l'altro quello che è, anche se l'altro è arrogante, protervo, prepotente".

Norberto Bobbio, Elogio della mitezza e altri scritti morali, Edizioni Net, Milano 2006.

Insostenibili curvature dell’Essere


Il Principe arrivò, l’arco con le frecce d’oro dietro le spalle, il mantello rosso tenuto stretto intorno al corpo dalle sue braccia incrociate. Le punte dei suoi stivali erano ricoperte dalla polvere di ghiaccio, lo seguivano i suoi sedici cervi dello Stelvio, ognuno con il suo carico. Le loro corna erano possenti e i loro occhi attenti. Il Cavaliere della Slitta uscì dalla tenda sentendo il ghiaccio scricchiolare, la notte era illuminata dalla luna. Angelo corse incontro al Principe che s’inginocchiò e attese che il cane dei ghiacci eterni arrivasse, lo abbracciò liberando le sue braccia dal mantello. Gli occhi azzurri del cane incrociarono gli occhi luminosi del Signore della Psiche e del Movimento. Il Cavaliere guardò quella scena e gli occhi gli si bagnarono di lacrime, quell’uomo era il suo principio, il suo percorso e il suo dolore. Lo guardava con timore, non sentiva il freddo terribile, che implacabile penetrava negli angoli più nascosti del suo corpo. Lui di fronte a quell’Essenza era pronto a tutto. L’aski si voltò verso il suo compagno e il suo sguardo era quasi un ordine.
-Vieni, non farti aspettare, il Principe è qui e tu tentenni! Il Cavaliere si mosse ben sapendo cosa lo aspettava, sicuramente una freccia d’oro aveva colpito un suo affetto, ma non poteva tirarsi indietro, era impossibile evitare un altro percorso insieme al Principe dei grigi meandri, delle morbide curve. Il Signore della Sapienza, dell’Ignoranza e della Follia, lo stava aspettando. I sedici cervi si allargarono formando un cerchio, nel mezzo il Principe attese in compagnia del cane.
La notte liberò un suono simile al pianto di una giovane donna preda di un dolore intenso, interno, invisibile che strazia e non da pace. Quel dolore, che quasi nessuno comprende, sembrò aprire occhi allibiti dal terrore tra le stelle. Occhi pronti a negare se stessi e l’invisibilità dello strazio.
Il Cavaliere guardò negli occhi il Principe e vide la rotondità contorta della sua essenza -Il tuo amico si è perso. Disse il Principe e proseguì -tu sai che le mie frecce si muovono per il bene ma ogni uomo è libero di tracciare il loro tragitto, a volte i muri e gli ostacoli sono troppo impegnativi e l’Io si perde. Tu puoi fare una cosa, prendi la tua slitta e corri più veloce che puoi, forse lui non capirà, ma questo non è importante. È questo che pensi, è vero! -Si. Rispose il Cavaliere inginocchiandosi. Il Principe lo guardò e incrociando le sue braccia strinse il mantello, si girò e lentamente s’incamminò seguito dai sedici cervi dello Stelvio. Angelo si appoggiò alla gamba sinistra del suo amico e insieme guardarono il Signore della Memoria sparire in un punto all’orizzonte. Quella era la direzione.

giovedì 17 novembre 2011

Manca un filosofo, però c'è uno storico! Noi umanisti accontentiamoci di un "boccone" di normalità!

I brevi articoli di Massimo Gramellini su "La Stampa", sono per me il miglior modo per iniziare una giornata. Vi invito a leggere "Bocconi di normalità",  infatti, già il titolo strappa un sorriso di speranza.

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/hrubrica.asp?ID_blog=41

Un grazie al Prof. Andrea Riccardi di aver accettato la carica di Ministro!

venerdì 11 novembre 2011

La dittatura della finanza


Questa è solo una riflessione di un musicista: ogni cosa nell'Universo si muove in armonia, il suono fa compagnia alla luce e all'oscurità, spesso l'umanità perde la sintonia e precipita. Oggi noi abbiamo regalato il sogno dell'Europa alla finanza e ora la finanza governa e governerà. Succederà in tutti i paesi, anche in quelli più superbi, ma la colpa è di noi cittadini che non abbiamo capito il vero significato di democrazia. La finanza è una cosa buona, quando è in armonia con la vita di ogni singolo individuo, anche se è difficile che questo avvenga, nulla è impossibile per l'Umanità, questa è Speranza. La Speranza in questo caso è che la democrazia rinasca dalle ceneri dei partiti, che in nessun paese europeo hanno compiuto quello per cui sono nati, cioè rappresentare ogni singolo cittadino, rispettandone l'individualità e proteggendone la tranquillità dell'esistenza, che è un regalo che non si ripeterà mai più!

martedì 8 novembre 2011

....calma...calma....ha solo detto che lo farà! Berlusconi e la cassaforte napoleonica.

Basta guardare la forma del signor Berlusconi: il suo volto, le sue labbra sottili, la sua "capigliatura" per capire che è pesante, inamovibile, simile a una vecchia cassaforte napoleonica, come quella della mia zia Lina, ma solo nel peso. Chissà dove è finita, quella magnifica cassaforte. Forse in casa di qualche mio lontano cugino. Rispetto al nostro personaggio, lei era decisamente imponente e bella, tutta intarsiata nello stile imperiale, nera e d'oro, e si poteva aprire con le venti chiavi di ferro, nulla poteva rimanere nascosto. La chiave più piccola apriva un cassettino minuscolo, la serratura era celata dietro un fiore dorato con dodici petali sovrapposti, si spingeva e ruotava su se stesso. La zia mi mostrava come fare, io guardavo affascinato e immaginavo la mano guantata di bianco di un generale degli ussari che prendeva un sacchetto di monete dal cassetto. 
Oggi sogno due ussari con la loro divisa grigia, la giacca appoggiata alla spalla, gli alamari dorati, le lunghe sciabole, che trascinano via per il bavero l’orribile cubo blu! 

Quanto costa Berlusconi al Paese?


Su "La Stampa" di oggi, un bell'articolo di Mario Deaglio, fa un'analisi lucida della situazione del nostro Paese e del costo che deve sostenere e sosterrà. Penso che nessuno di noi si meriti quello che sta accadendo, anche se l'ha voluto. Quello che non capisco è il continuare imperterriti a crederci, così come si può tifare per una squadra di calcio. Forse bisognerebbe insegnare a scuola cosa significa votare, quali siano le responsabilità del voto. Ho già letto da qualche parte, l'ipotesi, che forse bisognerebbe sostenere un esame per votare. Forse quello che scriveva Alexis De Tocqueville sulla necessità di un'aristocrazia, non era e non è del tutto sbagliato, ma la democrazia non prevede questa ipotesi, però un corso specifico nelle scuole e università italiane potrebbe essere molto utile!

Link all’articolo di Mario Deaglio su “La Stampa”


http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=9410

lunedì 7 novembre 2011

Feltri è un coglione!

Confesso di essere stato preso da un moto di rabbia e ho scritto l'head-line qui sopra, senza una body copy. Rimedio subito!
Ieri sera ho sentito le dichiarazioni di Vittorio Feltri a "8 1/2" su LA7, dice sempre le stesse cose, è come se non riuscisse più a pensare, è obnubilato. Se il nostro Vittorio, principe dei giornalisti, avesse la bocca in posizione verticale, farebbe solo pernacchie. 
La rabbia non è mai una buona consigliera.
Ieri sera sono andato a suonare, che è sempre una buona medicina, pensando a questo "head-line di rabbia". Ho suonato meglio del solito. 
Questa mattina però, ho riaperto il post pensando di cancellarlo, ma non ci sono riuscito! 

Pay-off

Con Vittorio, le pernacchie si mascherano tra le parole!

Ecco il link per vedere il video

http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50239185

domenica 6 novembre 2011

...musica, sweet music per respirare aria buona!

"Benito" Berlusconi, un tiranno come gli altri.


Il comportamento del Signor “Benito” Berlusconi è identico a tutti gli altri tiranni, piuttosto che andarsene  far crollare il proprio paese con sé stessi. Curioso questo caso perché, almeno apparentemente, quella italiana è una democrazia!

sabato 5 novembre 2011

Berlusconi qual'è il tuo mestiere?

.....e voi deputati, qual'è il vostro mestiere? Siete sicuri di poter affrontare con dignità una guerra come quella che ci sta distruggendo? Per fortuna abbiamo Leonida-Napolitano!

giovedì 3 novembre 2011

Ultime notizie, Berlusconi al G20 mostra i bicipiti

Questa è l'ultima dal G20! Pensate, che il "cubettoblu", Berlusconi ha incrociato in hotel Obana, il quale lo aveva ignorato sino a quel momento, mentre usciva per fare jogging e lui gli ha mostrato i bicipiti, ma nessuno gli ha detto che non è al bar dell'angolo. Il presidente degli Stati Uniti, gentilmente, gli ha dato una pacca sulle spalle ed è scappato via. 


....ora musica

Musica, cara dolce, ristoratrice musica. Jazz, fantastico jazz, grande indimenticabile Pastorius e una grande armonica.

mercoledì 2 novembre 2011

Papandreu ha ragione.


Papandreu ha ragione quando dice "Dobbiamo fare in modo che le cose siano chiare da tutti i punti di vista, e lo dirò al G20, che si dovranno finalmente adottare delle politiche che garantiscano che la democrazia sia mantenuta al di sopra degli appetiti dei mercati".
Per noi comuni mortali i "mercati" sono incomprensibili, stanno diventando delle streghe che volano sulle scope e randellano il nostro futuro rendendolo incomprensibile e terribile. 
La democrazia è l'unica cosa che potremmo comprendere e difendere, per questo Papandreu ha ragione.
Il popolo ha diritto di scegliere, questa è democrazia, anche se dovesse significare la rovina, sarebbe una rovina condivisa! 

Kazzenger o no?!!


La Cina è vicina!?.....e se questi attacchi a Eurolandiana arrivassero proprio da lì!!!! La nuova Via della Seta potrebbe seguire un percorso al contrario?!!

martedì 1 novembre 2011

Perché gli "anchorman" sono antipatici?

E’ un po’ di tempo che mi soffermo a guardare gli “anchorman” italiani e trovo la maggior parte di loro antipatici. Alcuni sono brutti e antipatici, direi scostanti.  Altri sono distinti, intelligenti, ma coronano il tutto con una brillante antipatia. Altre sono piuttosto carine, parlo delle signore lascio ad altri il giudizio per i signori, ma sono così antipatiche e acide, che solo pensare di passare pochi secondi con loro provoca in me spavento, anzi direi terrore.  La cosa che li accomuna tutti sono le movenze, studiate nei minimi particolari, il volto spinto in avanti come uccelli predatori, le labbra che si muovono per comunicare disgusto, gli occhi che guardano il pubblico invisibile, che purtroppo non può reagire facendogli sberleffi. Di cattivo gusto è il loro gesticolare e muoversi nello studio. Braccia mosse nel vuoto, dita simile a piccole spade spezzate spinte verso il nulla. Sui diversi toni di voce bisognerebbe scrivere un trattato sulla maleducazione. Ho cercato di comprendere tutto questo, infondo sono degli attori e forse Shakespeare sarebbe sorpreso dalle loro capacità, ma personalmente trovo alcuni di loro veramente insopportabili.