giovedì 22 settembre 2011

Ebano il gabbiano


La Principessa Aurora udì il Canto delle Sette Lame. Era in riva al mare, le onde avevano lo stesso ritmo delle zampe ghiacciate degli aski, guardò in alto e vide Angelo in testa alla muta, correva veloce e la sua lingua a tratti si muoveva veloce nell’aria. Aurora sentì quel gelo penetrarle nelle ossa, si alzò e lentamente entrò in acqua. I lembi della sua veste candida come la schiuma che toccava le sue caviglie si bagnarono e subito il sapore del sale arrivò alle sue narici. La Principessa sollevò i lembi del suo vestito e leggermente con l’indice raccolse qualche umido granello di sale, poi con un leggero suono della voce chiamò il suo gabbiano Ebano. Ebano arrivò planando e si posò sull’acqua lasciandosi cullare dal lento movimento del mare. L'uccello guardò negli occhi Aurora. La Principessa si chino e lasciò scivolare nel becco di Ebano i granelli di sale. Il gabbiano si alzò in volo e velocemente salì senza esitazione verso il limite del cielo. Nessuno ha mai visto volare un gabbiano in quel modo, sembrava un UFO argenteo. Presto l’uccello sparì alla vista umana, la velocità fece ghiacciare i granelli di sale. Ebano volò in alto oltre la fine delle stelle, più oltre, passò oltre l’ultimo buco nero, volo sopra la curvatura infinita di ghiaccio e lasciò dolcemente cadere sulla Pattuglia dei Ghiacci, il sale. Il Guerriero e i cani si fermarono e lasciarono che l’essenza del mare riscaldasse le loro ossa doloranti. Ebano planò su di loro, poi con un battito d’ali si allontanò lentamente, lasciando dietro di se una scia di odori e sapori sconosciuti nella Taiga.

1 commento:

aurora ha detto...

ma che meraviglia, sono incantata posso solo dirti grazie per la dolcezza con cui esprimi i tuoi pensieri tutto cio' mi consente alla bellezza dei miei 60 anni di ritornare un po' bambina e di continuare a sognare.