martedì 20 settembre 2011

Canto delle Sette Lame


Il Cavaliere della Slitta cantava una canzone, la slitta correva veloce nella confusione di un ghiaccio contorto, frastagliato, rigido, crepato, alto, basso e a volte apparentemente fragile, trasparente, da cui si scorgevano la forma della Terra e l’azzurro dei mari. Si sentivano gli urli di dolore delle madri, che stringevano al seno, i piccoli corpi dei loro figli morti di fame. Si udiva il fragore delle bombe e il crepitio delle armi, il correre di uomini braccati e le grida di paura. L’Ombra girava con il suo lento e instancabile passo, muovendosi in quel ben triste spazio di cui era padrona. La slitta correva veloce, il ghiaccio diventava ogni giorno più spesso, mentre metà del mondo si perdeva dietro un inutile, inesistente pil. Il Guerriero cantava e le zampe dei suoi dodici aski tenevano il tempo:

-TajJaiMaii, principe guerriero
Le tue sette lame sono salite nel cielo
Affilate luci nel sereno, precipitano verso il basso
A capo chino, noi le vediamo arrivare,
conosciamo il nostro destino.
Guardiamo i nostri stendardi e tremiamo.
Noi della notte conosciamo il fragore.
I nostri cavalli sono stanchi e le nostre armi inefficaci.
Piange nostra madre nel silenzio e sogna il nostro ritorno.
Figli la nostra vita ora è altrove
Le nostre armi riposeranno in pace nel terreno,
Fioriranno rose e gardenie nel silenzio del primo mattino.
In alto oltre le stelle voleranno i nostri cuori.
La settima lama ci colpirà e nasceranno nuovi cori.
Canteranno: “la via alternativa è liscia come di Niniane il velo ,
Bianco e cosparso di miriadi di lucenti stelle.
La Verità è una magia, così vicina che l’avete in mano.
Sorride Merlino e vi mostra  il suo ultimo incanto,
ma voi siete altrove e come sempre,
l'opportunità è volata via”,
ma nuovo è il futuro, e le lame voleranno nel cielo-.

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