venerdì 5 agosto 2011

Lo studio di Diego Esposito



Eccoci qui, dall’amico di Francesco. Dai muri dello studio di Diego Esposito, traspira pensiero e tranquillità. Una bottiglia di vino bianco è appoggiata in un angolo dell’immenso tavolo completamente ricoperto di carte, libri, librettini. E’ esattamente il tavolo di un autore, di un pensatore, di un ricercatore, di una persona piena di curiosità, instancabile nella sua ricerca del bello. Appese alle pareti, alcune delle opere dell’artista, superfici lisce, righi musicali, note ferme in un suono prolungato. Armonie che ammorbidiscono i timpani affaticati dalle notizie di un mondo in flessione. Immagini e forme che ti fanno viaggiare nell'infinito, per sempre. Diego ha un tono di voce particolare, la cadenza che si vorrebbe ascoltare in un’aula universitaria. Ascolto quello che racconta, ma sono portato ad aprirmi, a raccontargli qualche cosa, così come se fossimo amici da decenni. Certo che è un mio amico! La vita è come un rigo musicale che si perde nell’infinito, ognuno di noi è una nota.  Le note s’incontrano poi si allontanano, per poi rivedersi e creare ancora armonie infinite. La serata da Diego Esposito rimarrà tra quelle indimenticabili della mia vita. Questo pensavo mentre ascoltavo la voce di Janis Joplin, che ci ricordava il nostro passato, che è ora.
Lo studio di Diego Esposito si trova in una via silenziosa e curata, apparentemente insolita per la nostra città. Nascosta a lato di Viale Monza e tutto questo mi offre l’opportunità di dire: Milano c’è, a voi cercarla! 


Nella foto Diego Esposito con una delle sue opere. Efesto, 1995 / particolare / Granito verde Mergazzo e ottone cromato / Collezzione Giorgio Fantoni. Villa Pasina, Asolo / Foto: © Eric Cuviller

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