venerdì 17 giugno 2011

La Strega del Notaro

La lama della Strega del Notaro colpì di piatto il costato del Cavaliere della Slitta. Il Guerriero sentì il suo polmone rimbalzare e le gambe cedettero, Angelo accortosi del pericolo passò veloce tra i due, proprio mentre la strega stava per colpire di nuovo, questa volta con la lama ben affilata. Quella mossa diede al Cavaliere il tempo di rotolare su se stesso e di colpire con la punta di Excalibur la pancia dell’immondo essere. La Strega del Notaro sogghignò, si girò e spiccò il volo, lasciando dietro di se della grigia fuliggine. Le streghe erano difficili da eliminare e i colpi di spada, per magiche che fossero, non servivano a nulla se non a farle tornare da dove erano venute.
Il Cavaliere si rialzò, gli mancava il respiro, incominciò a tossire, aveva bisogno di riposare - tutto sarebbe passato, pensò.
Niniane arrivò trasportata da veli bianchi. Si fermò sopra la slitta e da lei presero il volo dodici colombe bianche. I dodici cani sollevarono il capo incantati, anche l’altero Angelo, che non si faceva distrarre da nulla rimase affascinato.
Le colombe aprirono il sacco della tenda, la stesero e la schiusero. Niniane con un gesto la riempi con tutto quello che poteva renderla confortevole. Il Cavaliere appoggiandosi alla sua spada entrò, si lasciò cadere sul sacco a pelo e svenne. Niniane ordinò ad Angelo di entrare, poi una colomba chiuse la cerniera lampo dall'esterno. Niniane si avvolse nei suoi veli, le colombe sparirono nelle sue mani e mentre volava via, una cupola trasparente calò sulla pattuglia dei ghiacci, per loro quella sarebbe stata una notte di quiete. 

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