martedì 15 marzo 2011

Il lupo non rispose.

Quando sentì mugolare Angelo, il Cavaliere capì che il dramma era diventato troppo intenso. Il ghiaccio era aumentato di spessore, il freddo non poteva più essere chiamato freddo, il vento non fischiava più perché era troppo gelido. Le zampe dei cani non potevano essere protette dai ”calzini”, la slitta non scivolava più, i finimenti erano diventati troppo rigidi, inutili. Tutto questo stava avvenendo per il male, per i drammi che stavano colpendo la Terra. I Sette Savi avevano smesso di sussurrare la loro saggezza, le fate si erano nascoste, gli gnomi o elfi stavano diventando sempre più eterei. I Guerrieri del Ghiaccio si erano perduti, le loro spade non brillavano, le loro slitte erano immobili, i loro cani esausti. Quando il dolore e il male degli uomini diventano eccessivi, la Taiga ne risente di più, la grande calotta che nasconde la via della Giustizia diventa impenetrabile e ogni sogno irrealizzabile.
Il Cavaliere della Slitta vedeva i passi dell’Ombra, l’Essere Immortale si muoveva con rapidità impressionante e questo avrebbe potuto significare pace per lui e per i Guerrieri dei Ghiacci, ma a cosa serviva questo genere di pace? Era dolore invece. Dentro sentiva solo rabbia, proprio quel sentimento che detestava e contro cui si batteva tutti i giorni. La rabbia pensava, dovrebbe essere imprigionata nel profondo, legata con le catene più spesse che l’anima possiede. S’inginocchiò vicino ad Angelo, lo abbracciò e lo coprì con il suo mantello. Gli altri undici cani si raccolsero intorno a loro e ulularono. Il lupo non rispose.

2 commenti:

aurora ha detto...

Mio Cavaliere non reprimere la tua rabbia non imprigionarla ma liberala,mettila in movimento esprimi attraverso questa energia la tua verita'piu' profonda. Un abbraccio

Lodovico Valentini Perugia ha detto...

Il Cavaliere si sedette a fianco della Fata Aurora, le prese la mano e disse - La Verità è che la vita dovrebbe essere una battaglia per raggiungere la Pace, ma gli uomini non sanno parlare tra loro. Le lettere degli alfabeti sono sacre e pochi le sanno usare, per questo c'è tanto dolore sulla Terra. Ogni giorno, Aurora cara fata delle onde, cerco scivolando sui ghiacci di dirigere questa rabbia in direzione dei giusti obiettivi. Ci provo.
Il Cavaliere si alzò e si allontanò in direzione di Angelo, che immobile lo aspettava nel vento ghiacciato. La Fata Aurora allargò il suo mantello d'acqua e tornò a proteggere i Clandestini del Sud.