lunedì 21 marzo 2011

Da dove arriveranno i soldi per le centrali nucleari o è meglio dire che il "frusciante" è già passato di tasca in tasca.

Questa è una lettera del mio amico Giorgio, che pubblico molto volentieri e immediatamente perché il suo contenuto è molto interessante per tutti. Per tutti quelli che hanno la mente fresca, anche se gli anni sono passati e per quelli che l'hanno fresca  e non se la lasciano invecchiare. Questo è un paese che rischia di invecchiare, ma non per l'età dei suoi abitanti, bensì per il cervello di chi se lo lascia offuscare. Attenzione, i neuroni muoiono,  è molto importante mantenere in esercizio il cervello.



Ciao Lodovico,

non dobbiamo stupirci più di niente.
Inizierò questa mia con un piccolo aneddoto: più di 40 anni sono passati da quella volta in cui ci siamo incontrati tu a suonare (in modo semi professionale) ed io a cantare (in modo decisamente dilettantistico) Gimme Some Lovin nell'appartamento al terzo piano di un condominio a Milano di una simpatica signora anziana che ci ospitava perchè amante della gioventù e della musica.
Gioventù e musica pari a spensieratezza, che oggi rivedo in modo nostalgico.
In questi 40 anni di acqua ne è passata sotto i ponti, ma ciò che si è fermato ed ulteriormente radicato è il malvezzo della politica di fare gli interessi propri e non quello dei cittadini.
Mi spiego: una decina di giorni fa il nostro carissimo Ministro dello Sviluppo Economico Paolo Romani ha di fatto tolto il lavoro da un giorno all'altro con un decreto legge, firmato poi dal nostro Presidente della Repubblica, a più di 160.000 operatori (fra addetti ai lavori ed indotto) del setore delle Energie Rinnovabili (fotovoltaico, eolico ecc...), congelando gli incentivi in vigore con il terzo Conto Energia.
Ha legiferato che gli incentivi attuali sarebbero stati ottenuti solo da chi entro il 31 maggio avesse finito ed allacciato il proprio impianto, non tenendo conto dei seguenti fatti:

Un impianto piccolo ha dei tempi tra progettazione, realizzazione ed allaccio che vanno oltre ai 3 mesi.
Un impianto medio grande oltre i 6 mesi.
L'Enel o le compagnie elettriche di zona sono le società addette all'allaccio degli impianti, ed hanno l'obbligo di intervenire entro 20 gg. lavorativi per gli impianti piccoli ed entro 40 gg. lavorativi per quelli grandi. Peccato che questi tempi non sono quasi mai rispettati e le compagnie hanno multe ridicole.

Di fatto con quel decreto legge Romani ha ottenuto diversi risultati:

Chi ha già in cantiere un impianto sa quello che sta pagando, ma non sa quello che riceverà (se lo riceverà), con notevoli danni.
Chi voleva acquistare un impianto non lo fa più (io da agente di una importante E.P.C. di Trento nel settore del fotovoltaico, a tutti gli effetti sono a piedi).
I grossisti e le grandi aziende istallatrici, che sono solite approvvigionarsi direttamente dalle fabbriche sparse per il mondo, di pannelli e inverter, aspettano container di materiale che stanno già pagando o dovranno pagare, senza avere più clienti.
Ad oggi si calcola che circa 41.000 impianti sono stati bloccati prima dell'inizio dei lavori.

Un ministro ripeto dello Sviluppo Economico credo non debba e non possa creare un danno di queste dimensioni, ed in nome di che progetto?
Semplice: i soldi risparmiati non erogando più incentivi andranno alla ristrutturazione delle centrali idroelettriche dell'Enel ed in favore del progetto della costruzione delle famose e famigerate centrali nucleari.
Io penso che l'Enel dovrebbe risistemare le proprie centrali idroelettriche con gli utili di cui si riempie la bocca e sul nucleare lasciamo perdere.
Quello che mi fa specie ed arrabbiare è che di questa faccenda non ne parlano i media, nè le televisioni, nè i giornali.
Tu stesso che sei un osservatore attento dei fatti italiani, non ne sapevi nulla.
E' pauroso il potere di chi comanda, in quanto può evitare che si sparga la voce, a discapito di tanti posti di lavoro persi a fronte dell'acquisizione da parte di pochi degli appalti relativi a centrali che nessuno vuole, o meglio solo pochi speculatori vogliono (sempre gli stessi).
Ciò che mi fa impressione è l'arroganza del governo, per voce dello stesso Ministro Romani e di Stefania Prestigiacomo, Ministro dell'Ambiente, che nonostante ciò che sta succedendo in Giappone, fatti che hanno fatto scricchiolare il credo sul nucleare in paesi che già ce l'hanno, insistono con grande forza (chissà perchè) verso quella direzione, fregandosene dell'opinione dei cittadini italiani che per il 90% sono schierati contro.
Ma quanto ci dovrebbero guadagnare per far finta di avere le fette di salame sugli occhi?
Ma questa è una dittatura?
Ed il referendum di vent'anni fa non conta più?
Attenzione, Lodovico, io non sono un estremista di sinistra o comunque scherato da quella parte, sono solo un lavoratore "cornuto e mazziato", perchè di questo governo mi fidavo, anche se nel nucleare con ci ho mai creduto.
Oggi posso dire di aver perso tutta la stima e che forse quello con le fatte di salame sugli occhi ero io.
Mi devono spiegare per cosa prendono lo stipendio il Ministro Romani e la Prestigiacomo se non fanno gli interessi dei cittadini.
Anzi ciò che c'è di peggio è che queste decisioni sono state prese o per incapacità, che è grave, o per il proprio interesse, che è peggio.
In Germania Angela Merkel ha fatto retromarcia adducendo a due motivi: ha stabilito che le centrali nucleari non possono garantire in assoluto la loro sicurezza e quindi nel tempo più breve possibile eliminabili ed ha valutato che mentre il settore del nucleare porta 35.000 posti di lavoro nella propria nazione, quello delle rinnovabili ne porterebbe 350.000.
E noi puntiamo sul contrario.
Bel Ministro dello Sviluppo Economico e bel Ministro dell'Ambiente !!!!!!

Ti mando un caro abbraccio, Lodovico e spero di risentirti presto con solo buone notizie (anche se ormai la credibilità sul Governo da parte dei possibili investitori nel fotovoltaico è sotto alle scarpe).

Giorgio Corti



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