martedì 8 febbraio 2011

Una nuova band per l’ex bassista dei “Noi”?

L’altro giorno ho incontrato casualmente, al bar Magenta di Milano, Carlo Angelo Tosi. L’ex bassista dei “Noi” era seduto a un tavolino, da solo e stava bevendosi una birra. Il suo sguardo era perso, quando mi sono avvicinato però si accorto subito di me e a sorriso invitandomi a sedere. Non me lo sono fatto ripetere due volte, così mi sono accomodato di fronte a lui. Siamo rimasti in silenzio per parecchi minuti, ho ordinato una birra. Conosco da anni questo personaggio dalle molte sfaccettature, studioso, esperto di storia dell’immagine e musicista rock dal grande cuore, so che è meglio aspettare. 
Ricordo con quanta calma ho atteso una sua risposta sul rifiutò dell’offerta fattagli dal manager dei Rolling Stones di sostituire Bill Wyman. Dopo  parecchi minuti di silenzio mi disse.
-Mi piacerebbe molto suonare con Keith, ma a me piace fondare la mia band. Come i “Noi”, che sono stati dei grandi, forse la migliore band underground di Milano. Erano degli amici, non avevano bisogno di provare i brani, li suonavano con l’anima. Peccato che non sia rimasto nulla di inciso di loro, comunque la nostra musica era da sentire in cantina e dal vero. Sicuramente non sarei riuscito a suonare a lungo con i Rolling Stone. Bill Wyman se n’è andato, almeno così si dice, per i comportamenti di Mike. Insomma sono sicuro che non potrei divertirmi a lungo. Certo suonerei e guadagnerei, ma non m’interessa. Meglio questo anonimato underground .
La birra era arrivata e dissi sollevando il boccale.
- Salute Carlo!
- Salute Lodovico, come va il suo blog?
- Va! Speravo meglio, ma queste sono le speranze dei sognatori, aspettano che il successo arrivi così per caso. Risposi con un tono malinconico che non avrei voluto avere e proseguii cercando di darmi un po’ di tono.
- Certo i lettori non mancano, alcuni sono molto affezionati.
- E’ vero però che il successo arriva per caso e se lo vuole. Il successo è un principe, a proposito mi torna in mente un personaggio delle sue favole,  il suo Principe dalla Sette Lame, non ha una dimora, cavalca e sparge sulla terra il bene, ma solo dopo battaglie, a volte dolorosissime e sanguinarie.
- Grazie, questo è un grande complimento. Primo perché lei ha letto il raccontino, secondo perché ha dato una bellissima interpretazione.
- Caro Lodovico, il suo sito è veramente interessante per un musicista.
A questo punto ho capito che potevo osare. Era un giorno buono, infatti, questo personaggio non sempre è disponibile a parlare e solitamente si nasconde nel suo studio e solo raramente si può incontrare, oppure vedere durante i rari concerti con gli SD(B)B o, per chi è molto fortunato, negli States con Jim Douval, il più grande chitarrista del mondo. Quasi sottovoce ho chiesto:
- Si dice che gli SD(B)B si siano sciolti, è veramente così?
- Molto probabilmente si scioglieranno, questa band è nata da tre costole dei “Noi”, con l’uscita di Daniele le costole si sono ridotte a due e si è perso molto. La musica deve essere condivisa, Marco (The Healer il chitarrista della band) ed io abbiamo cercato in questi vent’anni di ritrovare qualche cosa, ma……………. Tutto qui. Tra una decina di giorni partirò per gli Stati Uniti, dove terrò una serie di concerti con Jim Douval, sto cercando di portare con me Marco e Colin, il batterista degli SD(B)B, ma sarà difficile convincerli. Infatti, sono due personaggi molto eclettici e ricchi di svariate attività e passioni.
- Mi spiace, non sarà una bella notizia per i vostri fan. Siete molto seguiti qui a Milano!
- A volte è necessario chiudere un capitolo e aprirne un nuovo. Non le pare?
- Questo vuol dire che tutto rimane aperto?
- Certo, altrimenti lei avrebbe un argomento in meno su cui scrivere!
Detto questo, Carlo Angelo Tosi, il bassista più underground del mondo, spostò la sedia, allungò la sua mano verso di me, che strinsi calorosamente e si allontanò con il suo passo leggermente zoppo verso la porta del locale che aprì. Prima di uscire si voltò verso di me e mi fece un cenno di saluto, poi sparì nelle polveri sottili della città.
Ancora una volta, posso scrivere,  Milano c’è. A voi cercarla! 

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