venerdì 30 dicembre 2011

L'Ardore

Il Cavaliere della Slitta guardò in alto, verso le sette lune, luci perenni dei Sette  Saggi. Cercò tra quelle luci le sue preghiere per l'Unico Dio in cui credeva, l'Unico Amore. L'uomo prese il suo taccuino e la matita, il suo cane si sdraiò accanto a lui, nella neve ghiacciata e lo guardò in attesa delle sue parole. Il Guerriero scrisse. Oggi è il trenta dicembre dell'anno duemilaeundici. La fine di un anno è relativa. Solo un'invenzione dell'uomo, che così conta il passare del tempo, che potrebbe essere calcolato in miriadi di modi infiniti, nell'infinito. L'anno nuovo sarà per me tempo in più, tempo per "Grazia Ricevuta". Infatti, è il mio decimo anno di "Vita Nuova" o "Seconda Vita". Ho saputo godere di questi anni? È una domanda difficile cui rispondere. Il carattere e le nevrosi terrene impediscono di cogliere la realtà. Dio mi ascolta e conosce ciò che mi ha regalato e di cui gli sono debitore, ma un figlio non ha mai debiti verso il Padre e Lui non riconosce debiti. In questi dieci anni il mio spirito terreno ha vissuto con la moglie più desiderabile, con la figlia del sogno, il dono più delicato per gli sposi. Lo spirito terreno ha potuto studiare, ha letto, è progredito in sapienza, ha suonato i suoi strumenti, ha trovato nuovi amici, ha perso uno dei più cari, ha vissuto l'impatto delle tenebre con il suo amico d'infanzia. Ha visto luoghi, città, monti, mari. Ha nuotato per miglia, il suo fisico ha sognato l'infinito. È montato a cavallo, ha guidato vetture sportive. Ha riso, ha pianto, si è arrabbiato in modo eccessivo, ha guardato tutti negli occhi senza paura, ma ha sentito il peso delle colpe di cui è difficile trovare la soluzione nel silenzio degli Scomparsi. Se qualche cosa gli è mancata, è stata voluta e anche la noia è stata per lui la benvenuta. Tante cose ha ancora da fare, tante idee, tanti entusiasmi e un grande ardore, ci vorrebbe ancora tempo, un'altra vita intera. Una pretesa, forse? Invece, penso sia una bella cosa, perché significa che vive e questo è il suo ringraziamento, il mio pensiero da questo mondo di ghiaccio, a Dio. Se sapessi scrivere musica, comporrei il più grande concerto, dovrei solo scegliere la nota che in questo momento è la più giusta per iniziare, ma tutte le note sono amate dall'Eterno.  Angelo si alzò e nel silenzio si mise a danzare insieme agli altri undici cani e ogni loro movimento, ogni loro salto e battere sul terreno si trasformò nel più grande concerto mai sentito prima. I Sette Saggi si svegliarono e sorrisero. Il Guerriero pensò alla Terra e gridò nel buio ghiacciato -Buon Anno a tutti!

martedì 20 dicembre 2011

Elogio all'inattività

L’inattività è sorprendente, infatti è la madre della creatività e saggio è colui che sa dosarla e utilizzarla, intendo l’Inattività figlia dell’ozio e della fantasia.

mercoledì 7 dicembre 2011

Moody, Poor and Fitch i tre corsari.

Proprio così, i nomi delle agenzie di rating, queste sconosciute, ricordano dei pirati o forse è meglio dei corsari. Infatti,i loro pareri sono pericolosi come coltellacci arrugginiti e schioppi. Mi sono dimenticato di Standard, sicuramente il nome più banale, non conta nulla, è Poor che è al timone. Tre corsari, tre corsari, se ne van pei sette mari, i corsari sono tre e i pirati trentatré. Moody, Poor e Fitch forse se li immaginassimo con una gamba di legno, una benda sull'occhio e un un uncino smetteremmo di dargli ascolto!

lunedì 5 dicembre 2011

Impressioni su un funerale, ovvero la conferenza stampa del Governo italiano, del 4 dicembre 2011


I locali dove si è svolta la conferenza stampa del governo italiano erano mesti, un lungo bancone nero con graffiti grigi, la voce quieta su un’unica nota del Presidente Monti, le lacrime del Ministro Elsa Fornero e le parole che hanno colpito una platea attonita, quasi mortificata, tutto ha fatto sembrare l’evento, un funerale. Questo, in effetti, è stato: il funerale di un passato, ma soprattutto il sopirsi definitivo del sogno di un’Europa per l’uomo a favore di quella per la finanza. Questa mattina camminare, per chi ha intuito nel profondo il senso delle cose, è stato faticoso e il grigio della città inaccettabile. 

venerdì 2 dicembre 2011

Basta una promessa!

Pubblico molto volentieri lo sfogo del mio amico Carlo Angelo Tosi, che ho trovato su Facebook. Essendo stato anch'io, un pubblicitario, lo condivido totalmente.

"Ho fatto l'account per anni, forse non sono stato un grande account, ma nel passato ho realizzato coi miei creativi, quelli che ho "amato", alcune delle più belle campagne italiane...ma è mai possibile, o porco di un cane, che non mi si ascolti (nemmeno gratuitamente), quando dico che ci vuole una promessa, una reason why e un pay-off, per iniziare con il piede giusto! Sono anni che lo ripeto e quando non mi ascoltano, quasi sempre, il risultato è una campagna di m......."

martedì 29 novembre 2011

Lucio Magri, abbiamo perso un Saggio....nel suo silenzio.



Una notizia che avrei preferito non leggere, però Lucio Magri ancora una volta ci ha lasciato un messaggio su cui riflettere!

http://www.corriere.it/cronache/11_novembre_29/magri-suicidio-assistito_a6f690f8-1a59-11e1-a0da-00d265bd2fc6.shtml

Lettera aperta al Signor Sindaco Giuliano Pisapia

Egregio Signor Sindaco Pisapia,

l’inquinamento di Milano è una cosa seria! Infatti, non c’è alcun bisogno di fare rilevazione dell’aria per capirlo, i nostri polmoni lo sentono da soli.
Personalmente ho preso dei provvedimenti che mi sono costati non solo denaro, ma anche un minimo dispiacere. Infatti, ho smesso di utilizzare il mio amato "vespone" a due tempi. Le regole sono regole e, anche se molto discutibili, vanno rispettate. Siccome per motivi personali, utilizzo per i miei rari, ma necessariamente veloci spostamenti, lo scooter, sono stato costretto ad acquistarne uno nuovo, che non riuscirà a sostituire nel mio cuore la mia Vespa 200, ma sicuramente non inquinerà più lo 0,000000000000000000000000001 (ipotesi scherzosa) del mio vecchio mezzo.
Devo però rilevare, che la mia giunta, mi piace scrivere mia perché non solo l’ho voluta, ma la difendo tutti i giorni, non riesce a progettare un nuovo sistema per risolvere il problema. Le domeniche a piedi sono molto belle, hanno qualche cosa di romantico, di antico, ma non sono sicuramente di ben che minimo aiuto al problema. Infatti, le polveri sottili sono ben attaccate al terreno e quando camminiamo, si sollevano e raggiungono il nostro naso, che per gli starnuti rischia di farci cadere dalla bicicletta e a piedi ci fa piangere e lacrimar!
Leggendo dei provvedimenti decisi recentemente ho sentito qualche cosa di appiccicaticcio, di noioso, di fastidioso, di antipatico e grezzo, infatti, ho la sensazione che siano imbrigliati da interessi che è facile immaginare: il Natale è in arrivo, la gente deve muoversi, deve posteggiare in tripla fila per la gioia dei commercianti. Sicuramente poi ci sono le opposizioni interne ( che personalmente definisco “veterocomunisti”), le opposizioni e le lobbies.
La soluzione è molto più semplice di quello che si pensa e dipende dai cittadini, infatti, ognuno dovrebbe pensare a come può personalmente contribuire, ma gli abitanti di questo comune e della sua provincia devono essere rispettati.
Lei Signor Sindaco ha la responsabilità di dire qual è la verità e quali sono i progetti per risolvere definitivamente, anche se nel tempo, un problema che sta mettendo a rischio la salute dei nostri figli.  
Spero che questa lettera aperta possa essere un piccolo contributo per la riflessione e se ho offeso la sensibilità di qualcuno, l’ho fatto volendolo.
Cordiali saluti.



PS - Sicuramente qualcuno l'ha già proposto: perché non bagnare le strade con un sistema d’irrigazione in modo da far scivolar via le polveri sottili che si sono depositate sul terreno. Sicuramente è un palliativo, forse è costoso, ma quanto costano e costeranno alla previdenza le nostre malattie polmonari e delle prime vie respiratorie.

giovedì 24 novembre 2011

La mitezza secondo Norberto Bobbio

Leggendo "L'eclissi della borghesia" di Giuseppe De Rita e Antonio Galdo

"La mitezza è il contrario dell'arroganza, intesa come opinione esagerata dei propri meriti, che giustifica la sopraffazione.
Il mite non ha grande opinione di sé, non già perché si disistima, ma perché è propenso a credere più alla miseria che alla grandezza dell'uomo. La mitezza è contraria alla protervia, che è l'arroganza ostentata. Il mite non ostenta nulla, neanche la propria mitezza: l'ostentazione, ovvero il mostrare vistosamente, sfacciatamente, le proprie pretese virtù, è di per se stesso un vizio. La virtù ostentata si converte nel suo contrario. Chi ostenta la propria carità manca di carità, chi ostenta la propria intelligenza è in genere uno stupido. La mitezza è il contrario della prepotenza, cioè di un abuso di potenza non solo ostentata, ma concretamente esercitata. Il mite è colui che lascia essere l'altro quello che è, anche se l'altro è arrogante, protervo, prepotente".

Norberto Bobbio, Elogio della mitezza e altri scritti morali, Edizioni Net, Milano 2006.

Insostenibili curvature dell’Essere


Il Principe arrivò, l’arco con le frecce d’oro dietro le spalle, il mantello rosso tenuto stretto intorno al corpo dalle sue braccia incrociate. Le punte dei suoi stivali erano ricoperte dalla polvere di ghiaccio, lo seguivano i suoi sedici cervi dello Stelvio, ognuno con il suo carico. Le loro corna erano possenti e i loro occhi attenti. Il Cavaliere della Slitta uscì dalla tenda sentendo il ghiaccio scricchiolare, la notte era illuminata dalla luna. Angelo corse incontro al Principe che s’inginocchiò e attese che il cane dei ghiacci eterni arrivasse, lo abbracciò liberando le sue braccia dal mantello. Gli occhi azzurri del cane incrociarono gli occhi luminosi del Signore della Psiche e del Movimento. Il Cavaliere guardò quella scena e gli occhi gli si bagnarono di lacrime, quell’uomo era il suo principio, il suo percorso e il suo dolore. Lo guardava con timore, non sentiva il freddo terribile, che implacabile penetrava negli angoli più nascosti del suo corpo. Lui di fronte a quell’Essenza era pronto a tutto. L’aski si voltò verso il suo compagno e il suo sguardo era quasi un ordine.
-Vieni, non farti aspettare, il Principe è qui e tu tentenni! Il Cavaliere si mosse ben sapendo cosa lo aspettava, sicuramente una freccia d’oro aveva colpito un suo affetto, ma non poteva tirarsi indietro, era impossibile evitare un altro percorso insieme al Principe dei grigi meandri, delle morbide curve. Il Signore della Sapienza, dell’Ignoranza e della Follia, lo stava aspettando. I sedici cervi si allargarono formando un cerchio, nel mezzo il Principe attese in compagnia del cane.
La notte liberò un suono simile al pianto di una giovane donna preda di un dolore intenso, interno, invisibile che strazia e non da pace. Quel dolore, che quasi nessuno comprende, sembrò aprire occhi allibiti dal terrore tra le stelle. Occhi pronti a negare se stessi e l’invisibilità dello strazio.
Il Cavaliere guardò negli occhi il Principe e vide la rotondità contorta della sua essenza -Il tuo amico si è perso. Disse il Principe e proseguì -tu sai che le mie frecce si muovono per il bene ma ogni uomo è libero di tracciare il loro tragitto, a volte i muri e gli ostacoli sono troppo impegnativi e l’Io si perde. Tu puoi fare una cosa, prendi la tua slitta e corri più veloce che puoi, forse lui non capirà, ma questo non è importante. È questo che pensi, è vero! -Si. Rispose il Cavaliere inginocchiandosi. Il Principe lo guardò e incrociando le sue braccia strinse il mantello, si girò e lentamente s’incamminò seguito dai sedici cervi dello Stelvio. Angelo si appoggiò alla gamba sinistra del suo amico e insieme guardarono il Signore della Memoria sparire in un punto all’orizzonte. Quella era la direzione.

giovedì 17 novembre 2011

Manca un filosofo, però c'è uno storico! Noi umanisti accontentiamoci di un "boccone" di normalità!

I brevi articoli di Massimo Gramellini su "La Stampa", sono per me il miglior modo per iniziare una giornata. Vi invito a leggere "Bocconi di normalità",  infatti, già il titolo strappa un sorriso di speranza.

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/hrubrica.asp?ID_blog=41

Un grazie al Prof. Andrea Riccardi di aver accettato la carica di Ministro!

venerdì 11 novembre 2011

La dittatura della finanza


Questa è solo una riflessione di un musicista: ogni cosa nell'Universo si muove in armonia, il suono fa compagnia alla luce e all'oscurità, spesso l'umanità perde la sintonia e precipita. Oggi noi abbiamo regalato il sogno dell'Europa alla finanza e ora la finanza governa e governerà. Succederà in tutti i paesi, anche in quelli più superbi, ma la colpa è di noi cittadini che non abbiamo capito il vero significato di democrazia. La finanza è una cosa buona, quando è in armonia con la vita di ogni singolo individuo, anche se è difficile che questo avvenga, nulla è impossibile per l'Umanità, questa è Speranza. La Speranza in questo caso è che la democrazia rinasca dalle ceneri dei partiti, che in nessun paese europeo hanno compiuto quello per cui sono nati, cioè rappresentare ogni singolo cittadino, rispettandone l'individualità e proteggendone la tranquillità dell'esistenza, che è un regalo che non si ripeterà mai più!

martedì 8 novembre 2011

....calma...calma....ha solo detto che lo farà! Berlusconi e la cassaforte napoleonica.

Basta guardare la forma del signor Berlusconi: il suo volto, le sue labbra sottili, la sua "capigliatura" per capire che è pesante, inamovibile, simile a una vecchia cassaforte napoleonica, come quella della mia zia Lina, ma solo nel peso. Chissà dove è finita, quella magnifica cassaforte. Forse in casa di qualche mio lontano cugino. Rispetto al nostro personaggio, lei era decisamente imponente e bella, tutta intarsiata nello stile imperiale, nera e d'oro, e si poteva aprire con le venti chiavi di ferro, nulla poteva rimanere nascosto. La chiave più piccola apriva un cassettino minuscolo, la serratura era celata dietro un fiore dorato con dodici petali sovrapposti, si spingeva e ruotava su se stesso. La zia mi mostrava come fare, io guardavo affascinato e immaginavo la mano guantata di bianco di un generale degli ussari che prendeva un sacchetto di monete dal cassetto. 
Oggi sogno due ussari con la loro divisa grigia, la giacca appoggiata alla spalla, gli alamari dorati, le lunghe sciabole, che trascinano via per il bavero l’orribile cubo blu! 

Quanto costa Berlusconi al Paese?


Su "La Stampa" di oggi, un bell'articolo di Mario Deaglio, fa un'analisi lucida della situazione del nostro Paese e del costo che deve sostenere e sosterrà. Penso che nessuno di noi si meriti quello che sta accadendo, anche se l'ha voluto. Quello che non capisco è il continuare imperterriti a crederci, così come si può tifare per una squadra di calcio. Forse bisognerebbe insegnare a scuola cosa significa votare, quali siano le responsabilità del voto. Ho già letto da qualche parte, l'ipotesi, che forse bisognerebbe sostenere un esame per votare. Forse quello che scriveva Alexis De Tocqueville sulla necessità di un'aristocrazia, non era e non è del tutto sbagliato, ma la democrazia non prevede questa ipotesi, però un corso specifico nelle scuole e università italiane potrebbe essere molto utile!

Link all’articolo di Mario Deaglio su “La Stampa”


http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/gEditoriali.asp?ID_blog=25&ID_articolo=9410

lunedì 7 novembre 2011

Feltri è un coglione!

Confesso di essere stato preso da un moto di rabbia e ho scritto l'head-line qui sopra, senza una body copy. Rimedio subito!
Ieri sera ho sentito le dichiarazioni di Vittorio Feltri a "8 1/2" su LA7, dice sempre le stesse cose, è come se non riuscisse più a pensare, è obnubilato. Se il nostro Vittorio, principe dei giornalisti, avesse la bocca in posizione verticale, farebbe solo pernacchie. 
La rabbia non è mai una buona consigliera.
Ieri sera sono andato a suonare, che è sempre una buona medicina, pensando a questo "head-line di rabbia". Ho suonato meglio del solito. 
Questa mattina però, ho riaperto il post pensando di cancellarlo, ma non ci sono riuscito! 

Pay-off

Con Vittorio, le pernacchie si mascherano tra le parole!

Ecco il link per vedere il video

http://www.la7.tv/richplayer/index.html?assetid=50239185

domenica 6 novembre 2011

...musica, sweet music per respirare aria buona!

"Benito" Berlusconi, un tiranno come gli altri.


Il comportamento del Signor “Benito” Berlusconi è identico a tutti gli altri tiranni, piuttosto che andarsene  far crollare il proprio paese con sé stessi. Curioso questo caso perché, almeno apparentemente, quella italiana è una democrazia!

sabato 5 novembre 2011

Berlusconi qual'è il tuo mestiere?

.....e voi deputati, qual'è il vostro mestiere? Siete sicuri di poter affrontare con dignità una guerra come quella che ci sta distruggendo? Per fortuna abbiamo Leonida-Napolitano!

giovedì 3 novembre 2011

Ultime notizie, Berlusconi al G20 mostra i bicipiti

Questa è l'ultima dal G20! Pensate, che il "cubettoblu", Berlusconi ha incrociato in hotel Obana, il quale lo aveva ignorato sino a quel momento, mentre usciva per fare jogging e lui gli ha mostrato i bicipiti, ma nessuno gli ha detto che non è al bar dell'angolo. Il presidente degli Stati Uniti, gentilmente, gli ha dato una pacca sulle spalle ed è scappato via. 


....ora musica

Musica, cara dolce, ristoratrice musica. Jazz, fantastico jazz, grande indimenticabile Pastorius e una grande armonica.

mercoledì 2 novembre 2011

Papandreu ha ragione.


Papandreu ha ragione quando dice "Dobbiamo fare in modo che le cose siano chiare da tutti i punti di vista, e lo dirò al G20, che si dovranno finalmente adottare delle politiche che garantiscano che la democrazia sia mantenuta al di sopra degli appetiti dei mercati".
Per noi comuni mortali i "mercati" sono incomprensibili, stanno diventando delle streghe che volano sulle scope e randellano il nostro futuro rendendolo incomprensibile e terribile. 
La democrazia è l'unica cosa che potremmo comprendere e difendere, per questo Papandreu ha ragione.
Il popolo ha diritto di scegliere, questa è democrazia, anche se dovesse significare la rovina, sarebbe una rovina condivisa! 

Kazzenger o no?!!


La Cina è vicina!?.....e se questi attacchi a Eurolandiana arrivassero proprio da lì!!!! La nuova Via della Seta potrebbe seguire un percorso al contrario?!!

martedì 1 novembre 2011

Perché gli "anchorman" sono antipatici?

E’ un po’ di tempo che mi soffermo a guardare gli “anchorman” italiani e trovo la maggior parte di loro antipatici. Alcuni sono brutti e antipatici, direi scostanti.  Altri sono distinti, intelligenti, ma coronano il tutto con una brillante antipatia. Altre sono piuttosto carine, parlo delle signore lascio ad altri il giudizio per i signori, ma sono così antipatiche e acide, che solo pensare di passare pochi secondi con loro provoca in me spavento, anzi direi terrore.  La cosa che li accomuna tutti sono le movenze, studiate nei minimi particolari, il volto spinto in avanti come uccelli predatori, le labbra che si muovono per comunicare disgusto, gli occhi che guardano il pubblico invisibile, che purtroppo non può reagire facendogli sberleffi. Di cattivo gusto è il loro gesticolare e muoversi nello studio. Braccia mosse nel vuoto, dita simile a piccole spade spezzate spinte verso il nulla. Sui diversi toni di voce bisognerebbe scrivere un trattato sulla maleducazione. Ho cercato di comprendere tutto questo, infondo sono degli attori e forse Shakespeare sarebbe sorpreso dalle loro capacità, ma personalmente trovo alcuni di loro veramente insopportabili.

venerdì 28 ottobre 2011

Intervista a 81/2 di LA7 , chi è il suggeritore di Matteo Renzi?

Chi sta guardando alla destra della telecamera (senza alcun riferimento agli schieramenti) Matteo Renzi, che è in questo momento intervistato da Lilli Gruber.

Parla bene, ma come potrebbe razzolare in futuro? Facile dire quello che pensa ogni italiano con un minimo di sensibilità, il problema è metterlo in pratica!

Bob Kennedy! Poteva scegliere un uomo politico italiano, perché non Cavour?!

martedì 25 ottobre 2011

Vergogna! Lettera aperta alla Signora Merkel e al Signor Sarkozy

I Popoli Guerrieri europei, cosi li definiva il Professor Giorgio Rumi, di cui ho potuto apprezzare le lezioni, sono ben misera cosa. Infatti, sono miseri perché dopo aver sconvolto ed ereditato l’Impero Romano, si sono massacrati con le armi per secoli. Miseri perché hanno esportato la loro miseria andando a massacrare altri popoli più lontani. Miseri perché non hanno compreso il messaggio, che tanto hanno difeso e difendono, soprattutto con le armi, senza comprendere che le differenze non esistono e che ogni vita umana deve essere rispettata e soprattutto amata.
Non solo, questi miseri popoli, che hanno ereditato il concetto di democrazia, l’hanno sepolto sotto una montagna d’interessi per pochissimi, regalando a questi: la moneta unica, il consumismo sfrenato e il Pil. Sono questi pochissimi, che oggi giocano con il benessere di molti, come se giocassero con bacchette di legno dentro un formicaio impazzito.
Vergogna!
Vergogna perché chi dovrebbe ricordare, si è dimenticato che prima di tutto bisogna unire i popoli e non ridacchiare sulle disgrazie di nessuno dei popoli che compongono il loro Paese, l’Europa.
L’Italia raccoglie un’eredità secolare, questo piccolo paese è stato per secoli percorso dagli eserciti di tutta Europa, conquistato, e modificato nel tempo. Per questo ritengo che la gente che oggi lo popola riassuma in sé, tutte le qualità e tutti i difetti degli europei. Questo è il motivo per cui può essere amato, senza dimenticare che questo piccolo paese, sintesi dell’Europa, ha saputo nella storia, rinascere e insegnare.
A me personalmente non è mai piaciuto il Signor Berlusconi, sin da quando è entrato a piedi uniti nel mondo della comunicazione, combinando danni visibile e invisibili, che proseguiranno nel tempo. Difficile è dimostrarlo. Perché il suo modo di operare abbraccia la complicità di tutti gli altri che reggono le sorti del mio Paese, industriali, politici e mafiosi di tutto il Mondo, quindi complicità che vanno oltre i suoi confini.
Ho molti amici e famigliari che continuano a difendere un uomo e non il proprio paese. Non per questo mi vergogno di essere italiano, però sono indignato per l’ottusità che mi circonda, per l’egoismo e per l’ignoranza di chi sceglie, per il suo esclusivo interesse di ignorare l’ignorabile.
Tornando all’Europa, mi sembra sia, ormai, solo un sogno dei Padri Fondatori, infatti, alcuni governanti sono solo capaci di ridacchiare per le disgrazie di un paese fratello in difficoltà, dimenticandosi che è il paese Europa sotto attacco.
Nessuna scusa per chi è incapace di guidare e dare speranza al suo paese, ma il suo cattivo gusto si sposa perfettamente con lo stile discutibile e l'ottusità politica dei suoi colleghi.

Per approfondire le mie lettere scritte col cuore, suggerisco le lettere più approfondite di Carlo Bastian e Adriana Cerretelli, pubblicate sul Sole 24 Ore del 25 ottobre. Segnalo i link

http://www.ilsole24ore.com/art/commenti-e-idee/2011-10-25/caro-nicolas-perche-vuole-082304.shtml?uuid=AaewZnFE&fromSearch


giovedì 13 ottobre 2011

Al solito bar Magenta


Ieri ho incontrato al solito bar Magenta, l’ex bassista dei “Noi”, Carlo Angelo Tosi, personaggio eclettico, dai mille volti e animatore del mondo uderground milanese. Stavo bevendomi la solita birretta quando l’ho visto entrare con il suo passo leggermente claudicante. Questa volta non aveva con sé il suo strumento, si è seduto stancamente a un tavolino, ha preso dalla tasca della giacca un “moleskine” e ha iniziato a scrivere, mi sono alzato e lentamente mi sono avvicinato. Quando sono giunto al suo tavolino, ho visto che stava scrivendo delle note, il suo taccuino aveva il rigo. - Posso, ho chiesto. L’uomo ha alzato lo sguardo verso di me senza smettere di scrivere. - Prego si segga, caro amico.
Mi sono seduto mentre lui chiudeva il taccuino e lo riponeva con gesto stanco nella tasca della sua giacca bianca. L’ho guardato e l’ho trovato invecchiato, deluso, ma quando i suoi occhi mi hanno fissato, ho visto brillare una straordinaria vitalità, la stessa che avevo visto al Piper, tanti anni fa, quando saltava sul palco con il suo “Basso d’oro”. - Mi spiace l’ho interrotta, stava componendo forse? - No! Non sono nelle condizioni di farlo, ma ogni tanto sento qualche nota. Mi ha risposto e ha proseguito.  - A volte anche uno sguardo, oppure il passo di una persona, lo svolazzare di una gonna, fa un suono particolare. Lei suona, dovrebbe comprendere quello che le sto dicendo, è così? – Certo! Gli ho risposto. Ma non mi è venuto mai in mente di scrivere le note, è la prima volta che lo vedo fare, pensandoci bene.  - I miei sono solo appunti, anzi di meno, sono dei desideri, sogno di voler comporre. Tutti i grandi compositori hanno fatto e fanno così, ma loro avevano e hanno il dono.  Detto questo, si è fermato e mi ha guardato negli occhi e ha chiesto - So che lei ha suonato con il Più Grande Chitarrista del Mondo, che privilegio vero. L’anno scorso sono rimasto con lui a Kansas City per circa due mesi, non mi sono mai divertito tanto.  - In effetti.  Ho risposto. E’stata un’esperienza unica, ma torniamo a lei. Con chi suona ora?
-Questo è un segreto e deve rimanere tale, perché è solo un momento, diciamo di “svago” all’interno del silenzio in cui desidero chiudermi. Come lei sa o forse non ancora, gli SD(B)B si sono sciolti definitivamente. Ora due elementi suonano in una nuova band underground, la cantante fa la mamma a tempo pieno, la pianista si è dedicata allo studio e alla composizione, The Healer suona con diversi gruppi, lui è richiestissimo, pieno d’impegni e scadenze, non capisco proprio come faccia, ma d’altra parte è sempre stato così.
Detto questo, che francamente mi ha sorpreso, ha bevuto l’ultimo sorso di birra ha appoggiato il bicchiere, si è alzato, mi ha salutato e si è allontanando senza dire una parola.


Certo che Milano è ben strana, ha un mondo nascosto veramente incredibile, a volte così nascosto che è impossibile trovarlo!

mercoledì 12 ottobre 2011

Alessandra Mussolini, scivola due secondi fa dalla Signora Palombelli

A 28 minuti trasmissione su RAI Radio2 :   - .....in un "regime democratico".....  Un lapsus linguistico o giusta definizione dell'Alessandra nazionale.

Tutti i comunisti del presidente

Una mia amica ha ritrovato tra le carte ormai dimenticate di un pubblicitario, un reperto storico, che potrebbe risalire a trenta anni fa, quando i comunisti esistevano ancora e si prendevano in giro. E' una fotocopia sbiadita con il titolo "falce e martello". Infondo erano dei burloni questi comunisti italiani e conoscevano i loro limiti. Almeno loro!
Dove sono finiti? Alcuni non ci sono più. Altri sono passati dall'altra parte. Altri ancora si sono evoluti e continuano a pensare che il mondo si può migliorare e diventare più giusto. Altri si sono trasformati in vetero, ma così vetero, che non possono fare più nulla, se non sedersi intorno a un tavolo e parlare del passato bevendo un boccale di vino.
A Silvio Berlusconi l'unico che li ricorda ancora e che tutto sommato è un po' "vetero", dedico questo reperto polveroso. 

martedì 11 ottobre 2011

La slitta della principessa Laura


Le Win, il gufo bianco, guardò il Cavaliere della Slitta, - ora va, va da lei. Sorveglia la sua slitta dall’alto e guida i suoi cani, non abbandonarla mai e torna da me solo per portarmi buone notizie. Il gufo delle nevi piegò il collo è guardò negli occhi il suo amico e con un rapido battito di ali, si alzò in volo. Il suo grido fece scricchiolare il ghiaccio della Taiga e presto il rapace sparì all’orizzonte.
- Solo lui può raggiungere in tempo la principessa Laura. Disse il Cavaliere piegandosi ad accarezzare Angelo, il suo aski. - Solo lui può proteggerla e sollevarla dal gelo nel Castello di Ghiaccio della valle Arzilla.
Il freddo intenso non poteva fermare la slitta che era ben guidata. La principessa Laura, con i capelli neri al vento stingeva in una mano le redini e nell’altra il suo scudo d’argento, che illuminava il nero della notte.
Le Win lanciò il suo grido, la principessa sollevò lo sguardo e vide il bianco delle piume del rapace, capì che doveva seguirlo. Infatti, lui sapeva dov’era l’uscita della valle Arzilla, conosceva il dolore e le delusioni e la spingeva ad andare oltre. La principessa guidò i suoi cani verso il futuro e si sentì meno stanca.
In alto Niniane, la Fata delle fate, sorrise e guardò la slitta, i suoi occhi brillarono e il Mago Merlino cantò una canzone.

Nulla è male nelle mani del Potente
Nulla è perso nel silenzio del Vibrante
Nulla è finito nel movimento del Silente
Porgi la tua spada al futuro,
copri il tuo cuore con lo scudo,
il drago diventerà tuo fratello nelle stanze del castello.
Tutto è bene nel dolore dell’Immenso
Tutto è luce nel buio dell’Assoluto
Tutto è suono nel silenzio del Luminoso.
Porgi la tua mano al fratello,
copri le sue spalle con il tuo mantello,
il drago ti guiderà tra le dune del deserto.
Fermati cavaliere perché il Sacro Grall
è vicino e la tenue luce diventerà arcobaleno.

Il canto cessò e la slitta superò la Valle Arzilla e sparì nel buio della notte accompagnata dal grido di Le Win, il gufo bianco. 

sabato 8 ottobre 2011

Steve Jobs, l’uomo che cadde sulla Terra


Steve Jobs, ora c’è un pochino di silenzio. Molti hanno detto la loro. Per questo avevo pensato di non scrivere nulla, ma non posso farlo, sarebbe un errore da parte mia.
Ricordo un film di fantascienza, “L’uomo che cadde sulla Terra” (1976).
Da un pianeta sconosciuto, sul quale una spaventosa siccità stava cancellando la vita, giunge sulla Terra in cerca di salvezza per il proprio popolo, uno dei suo abitante. Interpretato da David Bowie, l’extraterrestre, in alcune scene iniziali, estrae dalla sua tuta una “pellicola” trasparente e guarda la sua famiglia, una donna e due bambini che si muovono sempre più letamante su quel pianeta lontano e arso dalla siccità. David Bowie aveva in mano l’intuizione di Steve Job, ovvero la portabilità della comunicazione. Pensavo allora che non avrei mai visto nulla di simile e invece,
Job ha viaggiato alla velocità della luce e ora la sua intuizione viaggerà nel futuro, supererà la materialità dell’oggetto, andrà oltre la fantascienza della “pellicola” di Bowie.
Quest’uomo ci ha regalato molto di più di quello che pensiamo e che possiamo immaginare. Se Steve Jobs avesse potuto mettere il suo pensiero a disposizione della pace e del benessere di tutti, sarebbe stato ancora più grande, ma forse è così, almeno a me piace pensare che sia così.
Infatti, se potessimo togliere il "consumismo impazzito" della Apple, le intuizioni di Steve Job ci apparirebbero molto più aperte e potrebbero dare sostanza alla ricerca di qualche cosa di nuovo e sorprendente.
Spesso le intuizione dei geni entrano nel gioco del sistema e sembrano perdere la loro forza, così come nel film, che ho citato, l’extraterreste è risucchiato alla fine, dalla normalità  e non riuscirà più a ripartire per il suo pianeta perdendo la sua stessa essenza. A me piace pensare che questo non accadrà nella nostra realtà, perché ci sarà sempre un uomo sapiente, e prima o poi qualche cosa di nuovo succederà.

Nuovo Record!

Ieri abbiamo raggiunto le 220 visite e sono state aperte 477 pagine, praticamente un volume. Finalmente dopo anni di lavoro, un risultato considerevole. Diciamo un colpo di fortuna, infatti, pilotare un blog in un mare così vasto non è facile e la fantasia non è sempre una vela tesa. Però questa volta "il pesce" è caduto nelle rete della realtà, praticamente un boccalone!

venerdì 7 ottobre 2011

Record, 280 pagine aperte in un giorno

Grande successo del nostro blog ieri, sono state aperte ben 280 pagine!
La giornata odierna si è aperta bene. Grazie a tutti, in particolare a "Le Iene", che con la loro intervista ci hanno ricordato la nostra critica nella rubrica "Advertising Orribilis".

giovedì 6 ottobre 2011

Carlo Chionna, il video dell'intervista delle Iene

Ho capito che non riuscite a trovare l'intervista di Carlo Chionna, eccovi qui il link;

http://www.video.mediaset.it/video/iene/puntata/250306/calabresi-pagamenti-in-nero.html#tc-s1-c1-o1-p3

Carlo Chionna nelle fauci delle Iene


Ieri sera ho guardato "Le Iene”, famosa trasmissione televisiva, che a volte dimostra un notevole coraggio e devo dire che mi sono sentito molto imbarazzato per l’intervistato Carlo Chionna.  Tempo fa avevo fatto un breve articoletto sulla sua pagina pubblicitaria, abbastanza feroce ma nulla in confronto a quello che è capitato ieri  sera al signor Chionna, a riprova che nel mondo della pubblicità bisogna entrare con grande attenzione, affidandosi possibilmente, se si ha la fortuna di trovarli, a pubblicitari seri, ai quali bisogna raccontare tutto, ma proprio tutto. Quelli più bravi consiglieranno al novello “comunicatore” di mettersi in regola, perché la pubblicità è un boomerang, ancora più attenzione bisogna prestare quando si vuole fare gli "eroi" ed eroi non si è.

martedì 4 ottobre 2011

E’ vero non è una partita di calcio, ma………

………una bambina o poco più, quattro anni fa, è morta giocando con il sesso estremo. Il sesso è una cosa meravigliosa, un regalo che l’uomo a volte riesce a riempire con l’amore, e più spesso con la turpitudine. Un papà oggi non ha più la sua bambina, non potrà più stringerla e consolarla.
Questo dolore nessuno lo calmerà, così come nessuno potrà riempire la macchia nera che accompagnerà chi, andando oltre nel “gioco”, ha tolto un respiro alla Terra. Chi sia non ha importanza per noi, che commentiamo, scriviamo e leggiamo, perché non è un goal, ma solo rimpianto.

Bravo Marchionne!


Fa bene Marchionne a uscire dalla Confindustria, perché se va avanti così, non ci saranno più industrie in Italia. Fa bene, questo stratega dei tempi nuovi, a costruire dei SUV, perché non ci sarà più nessun operaio, impiegato o professionista che avrà la possibilità di acquistare una delle famose vetturette “carta pesta” della FIAT, mentre ci saranno ancora dei super ricconi, turlupinatori, puttanieri e tromboni, che potranno acquistare "carri armati" per difendersi dagli attacchi di chi ne avrà le …………piene! Forse ho esagerato, ma quando ci vuole, ci vuole.

Per approfondimenti più saggi e intelligenti leggere l'artico di Mario Deaglio su "La Stampa" del 4 ottobre 2011.

giovedì 29 settembre 2011

Il Basso d'Oro

Il basso d'oro è veramente esistito, e come ho già avuto modo di scrivere, forse suona ancora da qualche parte. Francamente non ho mai capito perché il mio papà, che era entusiasta della mia passione, mi avesse regalato quello strumento. Non aveva nessuna marca sulla paletta e così ci misi la mia iniziale d'argento, ma la cosa che non mi piaceva proprio, cosa che non ho detto mai a nessuno, era la sua cassa tutta d'oro. Eppure mio padre era un uomo distinto, pacato, anche se effettivamente, ogni tanto, faceva delle cose insolite. Sicuramente era un basso di scarsa qualità, ma suonava e tanto bastava. Allora il basso era uno strumento che si suonava in modo essenziale, poche note e molto ritmo. I bassisti erano ritenuti dei chitarristi mancati, la mia era stata una scelta. Infatti, era chiaro che escluso il batterista, che all'inizio suonava i bidoni del Dixan e aveva un piatto sgangherato - chissà dove l'aveva recuperato -, uno dei tre chitarristi, che suonavano dei "pezzi di legno" marchiati Eko, avrebbe dovuto scegliere lo strumento che suonava Paul McCartney. A me Paul stava simpatico, mi piacevano quei suoi strani occhi e infondo il bum, bum del suo strumento era gradevole e riposante. Così decisi di suonare il basso e per iniziare strappai le ultime due corde del mio legnaccio. Tutti i gruppi o band come si dice adesso, a quei tempi nascevano così. Questo inizio "artigianale" ha dato l'impostazione e forse anche i limiti al mio modo di suonare il basso.
Il basso d'oro aveva una qualità, se ben utilizzato sui palchi dove esistevano dei riflettori, mandava una luce accecante, molto utile per affascinare le ragazzine, nostro obiettivo prioritario.
La storia del Basso d'Oro, come tutte le storie, è fatta di gioie e di dolori, ma è stata una bella storia, che prosegue anche adesso e continuerà fin quando avrò la forza di stringere tra le dita un basso elettrico.
Chi sceglie di suonare questo strumento, sa che l’orecchio non basta, che lo studio dovrà essere costante, così come l’esercizio per le dita, che faranno sempre male a fine serata. Ogni nota sarà un impegno, perché il basso è sempre presente, ma quando ci si dimentica di lui, allora si inizia a volare.

(Scritto da Carlo Angelo Tosi)

Simple Bass, il Magico Liutaio che ama la semplicità.


Ci sono dei musicisti che sognano tutta la vita di incontrare il loro liutaio. Io sono solo un dilettante, ma come tutti i musicisti più bravi, amo il mio strumento, a volte mi fermo a guardarlo appeso alla parete del mio studio. Lui è lì silenzioso, eppure se si ha il tempo di ascoltare, si possono sentire delle note. Gli strumenti, infatti, hanno un’anima, tutti nessun escluso, anche quelli mal fatti e più li suoni e più il loro suono migliora.
Tanto, tanto tempo fa, ancora mi provoca dolore, ho dovuto buttare nella pattumiera il mio primo strumento. Non potevo far altro era irrecuperabile, era marcito in tutte le sue parti. L’avevo abbandonato tanti anni prima nella casa di mio figlio. Ero fuggito via disperato abbandonando un pezzo del mio passato. Qualcuno, in seguito, l’aveva infilato improvvidamente in una busta di plastica. Il mio ragazzo un giorno me lo portò - tieni papà ho ritrovato questo. Avevo aperto la sacca, la paletta aveva ancora attaccata la mia iniziale, una C d’argento, ma l’oro della cassa era crepato, il manico storto, le viti arrugginite e i pick-up pure. Nessuno avrebbe mai potuto ripararlo, era perso. Lo gettai con dolore e timore. Un’ora dopo ci ripensai e uscii per riprenderlo e non c’era più. Qualcuno l’aveva preso e tutto sommato mi rasserenai. Infatti, oggi posso pensare che il mio strumento stia suonando in qualche angolo nascosto della città, posso immaginare che un animo gentile l’abbia curato riparato e reso più brillante di prima, e che sia il mio liutaio magico. Da allora per me, i liutai sono diventati dei maghi, persone irraggiungibili, che hanno le note nelle loro dita e che riescono a trasferire tutti i suoni del mondo negli strumenti che fanno e riparano.
L’altro giorno stavo cercando uno spartito, delle tablature, un suggerimento, dovevo preparare un nuovo brano e non riuscivo a trovare la prima nota, non la sentivo, era un brano che mi piaceva, ma mi prendeva uno strano sconforto, quasi un rigetto. Stavo per abbandonare tutto quando schiacciai un banner e per magia capitai nel sito di un liutaio, ma questo è veramente il Liutaio Magico. Ho guardato a lungo la foto dello strumento da lui creato, credetemi una bellissima creatura e mi sono venute in mente tutte le note che dovevo toccare. Questa sembra una favola e lo è, ma qualche cosa di vero c’è, andate a visitare questo sito e capirete   http://www.simplebass.biz/

La giovane guerriera


- Quante menzogne, quanta furbizia ignorante, quanta prepotenza, quanta supponenza, quanta delinquenza sfrenata e libera di esprimersi. Che cosa è successo nel paese dove sono nato? I comportamenti che negano l’umanità, la conoscenza, la sapienza e l’amore ci sono sempre stati, nascosti e serpeggianti, il potere è difficile da calpestare, ma ora si è andati oltre. Qualcuno li ha resi liberi e credo che i responsabili siano alcuni governanti e il metodo dei giornalisti. Infatti, le persone che si occupano della comunicazione, per prime dovrebbero ritrovare l’etica del loro compito. Anche i responsabili della giustizia dovrebbero curare di più il loro lavoro, difenderlo dagli sguardi indiscreti, eliminando chi non è degno di un ruolo così complesso e difficile. Le indagini dovrebbero essere le spade affilate della giustizia. Noi guerrieri sappiamo che l’affondo delle nostre spade deve essere portato solo quando è arrivato il momento. Ogni colpo buttato, toglie alle nostri armi l’affilatura e i nostri nemici, i servi dell’Ombra riderebbero di noi. Questo succede anche sulla Terra e i traditori del buon lavoro strisciano come vermi, Giuda al loro confronto aveva un compito e forse anche delle idee positive. Solo il tradimento è stata la sua colpa, questi invece sono completamente immersi nel male sino al collo e affogando trascinano tutto il paese con loro -. La giovane guerriera guardò con tristezza il suo amico. La sua testa pelata brillò nella notte e i suoi occhi azzurri erano trasparenti come acqua pura di mare e disse - Cavaliere, noi siamo su questa crosta ghiacciata per raccontare e riflettere, ma dobbiamo stare attenti che la rabbia non abbia il sopravvento su di noi, infatti, è su questo sentimento che le forze del male cavalcano per ferirci nel profondo e gettarci nello sconforto e nella disperazione. Noi abbiamo guardato, tanto tempo fa l’Ombra negli occhi, quell’essere non è malvagio e in lei vive il senso di Giustizia, sono i suoi servi che puzzano di dolore e disperazione. Calma la tua rabbia, tu sai che la giustizia e il bene, suo fratello, trionferanno e noi stiamo combattendo con loro. Non perdiamo tempo riprendiamo la nostra corsa - Così dicendo la giovane guerriera, prese il suo scudo e la sua spada, lanciò un urlo di richiamo ai suoi amici cani, spinse la slitta e sparì nel buio della notte. Il Cavaliere sorrise e l’amò intensamente.
Niniane guardò quell’uomo addolorato, pieno di speranza e amore, sorrise, allargò il suo mantello e lasciò cadere, su quell’isolata pattuglia dei ghiacci, polvere di raggi di Sole.

mercoledì 28 settembre 2011

La Nera Signora ovvero l'Ombra



Questo brano è un capolavoro e non poteva mancare in questo blog.
Infatti, alcuni dei personaggi che animano i nostri racconti, hanno guardato negli occhi l'Ombra, come chiamiamo noi questa realtà e da quel giorno una parte della loro essenza si è trasformata ed è volata in un mondo ghiacciato. Luogo che tutti potremmo vedere guardando oltre i limiti dell’Infinito.  In quel luogo, cavalieri, donne e uomini, viaggiano su slitte trainate da aski lungo una superficie di ghiaccio, la Taiga. Quei cavalieri fanno rivivere perenne l'eterna ricerca della Verità, il mitico Sacro Graal. 




Un grazie particolare a Roberto Vecchioni, poeta, compositore e grande interprete della profondità dell'anima umana.

giovedì 22 settembre 2011

La Recessione tratto da ”Marketing Manager” di Philip Kotler.


Il comportamento del consumatore
1   1.     A tutta prima mantiene le sue abitudini
2   2.   Via via che le cose peggiorano, il consumatore opera dei tagli
3   3.  Visto che le cose non migliorano se la prende con il governo, i sindacati, l’impresa. Se potesse, toglierebbe il potere ai presunti responsabili.
4   4.  Alla fine, visto che nessuno è in grado di tagliare le……. a nessuno, adotta una nuova serie di valori di consumo più coerenti alla nuova realtà economica.
E’ al punto quattro che ci vogliono portare, vi rendete conto?

Ebano il gabbiano


La Principessa Aurora udì il Canto delle Sette Lame. Era in riva al mare, le onde avevano lo stesso ritmo delle zampe ghiacciate degli aski, guardò in alto e vide Angelo in testa alla muta, correva veloce e la sua lingua a tratti si muoveva veloce nell’aria. Aurora sentì quel gelo penetrarle nelle ossa, si alzò e lentamente entrò in acqua. I lembi della sua veste candida come la schiuma che toccava le sue caviglie si bagnarono e subito il sapore del sale arrivò alle sue narici. La Principessa sollevò i lembi del suo vestito e leggermente con l’indice raccolse qualche umido granello di sale, poi con un leggero suono della voce chiamò il suo gabbiano Ebano. Ebano arrivò planando e si posò sull’acqua lasciandosi cullare dal lento movimento del mare. L'uccello guardò negli occhi Aurora. La Principessa si chino e lasciò scivolare nel becco di Ebano i granelli di sale. Il gabbiano si alzò in volo e velocemente salì senza esitazione verso il limite del cielo. Nessuno ha mai visto volare un gabbiano in quel modo, sembrava un UFO argenteo. Presto l’uccello sparì alla vista umana, la velocità fece ghiacciare i granelli di sale. Ebano volò in alto oltre la fine delle stelle, più oltre, passò oltre l’ultimo buco nero, volo sopra la curvatura infinita di ghiaccio e lasciò dolcemente cadere sulla Pattuglia dei Ghiacci, il sale. Il Guerriero e i cani si fermarono e lasciarono che l’essenza del mare riscaldasse le loro ossa doloranti. Ebano planò su di loro, poi con un battito d’ali si allontanò lentamente, lasciando dietro di se una scia di odori e sapori sconosciuti nella Taiga.

martedì 20 settembre 2011

Canto delle Sette Lame


Il Cavaliere della Slitta cantava una canzone, la slitta correva veloce nella confusione di un ghiaccio contorto, frastagliato, rigido, crepato, alto, basso e a volte apparentemente fragile, trasparente, da cui si scorgevano la forma della Terra e l’azzurro dei mari. Si sentivano gli urli di dolore delle madri, che stringevano al seno, i piccoli corpi dei loro figli morti di fame. Si udiva il fragore delle bombe e il crepitio delle armi, il correre di uomini braccati e le grida di paura. L’Ombra girava con il suo lento e instancabile passo, muovendosi in quel ben triste spazio di cui era padrona. La slitta correva veloce, il ghiaccio diventava ogni giorno più spesso, mentre metà del mondo si perdeva dietro un inutile, inesistente pil. Il Guerriero cantava e le zampe dei suoi dodici aski tenevano il tempo:

-TajJaiMaii, principe guerriero
Le tue sette lame sono salite nel cielo
Affilate luci nel sereno, precipitano verso il basso
A capo chino, noi le vediamo arrivare,
conosciamo il nostro destino.
Guardiamo i nostri stendardi e tremiamo.
Noi della notte conosciamo il fragore.
I nostri cavalli sono stanchi e le nostre armi inefficaci.
Piange nostra madre nel silenzio e sogna il nostro ritorno.
Figli la nostra vita ora è altrove
Le nostre armi riposeranno in pace nel terreno,
Fioriranno rose e gardenie nel silenzio del primo mattino.
In alto oltre le stelle voleranno i nostri cuori.
La settima lama ci colpirà e nasceranno nuovi cori.
Canteranno: “la via alternativa è liscia come di Niniane il velo ,
Bianco e cosparso di miriadi di lucenti stelle.
La Verità è una magia, così vicina che l’avete in mano.
Sorride Merlino e vi mostra  il suo ultimo incanto,
ma voi siete altrove e come sempre,
l'opportunità è volata via”,
ma nuovo è il futuro, e le lame voleranno nel cielo-.

venerdì 9 settembre 2011

Parlamentari dimezzati? Ma va là! Ci hanno preso per il naso un'altra volta.

Dove è finito il dimezzamento dei parlamentari? Una magia, sparito! Ho chiesto al Mago Merlino di trovare delle tracce. Il poveruomo ha fatto di tutto, ma le sue magie  non sono servite a nulla. Dopo una nottata di lavoro, mi ha detto: - lasciamo perdere, vuoi? Torno da Niniane, ho sonno e un leggero senso di nausea. Non ho mai visto nessuno turlupinare un popolo in questo modo. Nemmeno gli ateniesi, così abili a derubare l'oro della Lega Delio-Attica, sono riusciti a tanto. D'altra parte, a voi piacciono così tanto i vostri parlamentari, infatti continuate a votarli. Addio e auguroni-

martedì 6 settembre 2011

Martedì 6 settembre, ore 18.00 a Milano. Sciopero dei mezzi pubblici.

Martedì 6 settembre, ore 18.00 a Milano. A che serve, che significato ha uno sciopero dei mezzi a quest'ora? O tutto o niente, ma cosa vuol dire? Perché creare problemi a chi torna a casa stanco. Sciopero significa protesta, lotta, questo non lo è. Gli scioperi dei mezzi si ripetono da anni nello stesso modo, ripetitivo, senza significato e soprattutto "senza palle". Tutti si sono abituati e l'abitudine non è una buona cosa.

TajJaiMaii e la Rosa dell’Amicizia

Il Guerrierodallesettelame si chinò e raccolse la rosa bagnata di rugiada. Il fiore era stato strappato da poco e il suo colore, rosso fuoco, era ancora brillante, vivo.
L’uomo guardò in alto, oltre il cielo. Il suo sguardo superò la fine delle stelle, guardò ancora più oltre e vide la curva della distesa di ghiaccio. Vide i mantelli dei guerrieri dei ghiacci eterni, sentì il sottile stridore delle slitte che correvano alla ricerca del Sacro Graal, udì il respiro dei cani e vide l’Ombra. Rabbrividì e distolse lo sguardo. La distesa di ghiaccio era diventata più spessa e il suo gelo riusciva ad arrivare sin sulla Terra, ma pochi potevano sentirlo. TajJaiMaii, il Guerrierodallesettelame, vide il Poeta del Fiume e lo chiamò. Il Poeta guardò il fiore e gli occhi del Principe. Prese la rosa dalla mano del guerriero, si chinò e con il dito indice fece un buco nel terreno e vi infilò il gambo del fiore, poi pigiò la terrà intorno allo stelo. Si rialzò e disse - questo è per il rosso del fiore, per il rosso del tuo mantello e per il tuo cuore - Subito lo stelo iniziò a rinforzarsi, i petali si aprirono e molti virgulti spuntarono. Il Guerrireodallesettelame e il Poeta ripresero il loro cammino, sapevano che quel fiore sarebbe arrivato molto in alto, oltre le stelle. Infatti, un giorno, nella calotta di ghiaccio della
Taiga si sarebbe aperta una crepa e Niniane, la Fata delle fate, avrebbe guardato quel fiore, dono eterno dell’amicizia tra TaijJailMail e il Poeta del Fiume.
Intanto, la slitta del Cavaliere dei Ghiacci correva veloce trainata da dodici instancabili cani e il guerriero cantava un’antica canzone e la leggenda dei Cavalieri della Tavola Rotonda non avrebbe mai avuto fine. Niniane sorrise e Merlino le mostrò il suo ultimo incantesimo, ma gli uomini sulla Terra non lo videro, e come sempre perdettero un’altra opportunità.

mercoledì 31 agosto 2011

Il "doppio petto" esultante, senza bottoni.

Assistere alle modifiche, alle rimodifichi, ai commenti delle varie parti, per i papocchi che riescono a fare e all'esultanza del "doppio petto", ovvero Berlusconi, è veramente mortificante. È comprensibile che nessuno voglia caricarsi dei debiti di tutti, ma forse sarebbe meglio dividerli equamente e pensare a strategie per rilanciare la nostra economia.
Tra pochi giorni le mie vacanze saranno finite e vedermi precipitare in una realtà così drammatica, mi crea una certa angoscia. Poi mi dico: "è sempre stato così! Nulla cambia in questo mio povero paese".

giovedì 25 agosto 2011

Calciatori e politici non ne possiamo più di voi e diciamolo!

Massimo Gramellini, sempre preciso e pungente, su La Stampa di oggi ha scritto quello che penso da anni. Più volte l'ho detto ai miei nipoti sfegatati di calcio e l'ho pensato da elettore frustrato. Segnalo qui di seguito il link

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/grubrica.asp?ID_blog=41&ID_articolo=1039&ID_sezione=&sezione=

lunedì 22 agosto 2011

Il doppio petto non ha più i bottoni

In questi ultimi giorni mi sono accorto che lo zoccolo duro degli sfegatati di Berlusconi, sta trasformandosi in una ciabatta. Molti dei fedeli "votatori" hanno cambiato completamente opinione. Agli sfegatati manca il respiro per parlare, forse perché sentirsi le mani in tasca non se lo aspettavano, ma questa crisi è matura già da anni, da molti anni e il loro idolo non poteva che arrivare a questo punto. Al doppio petto blu mancano ormai i bottoni, ma purtroppo il paese non ha più cotone per ricucirglieli addosso.

venerdì 12 agosto 2011

Amico Roberto

Ci sono persone che fanno del bene senza sapere di farlo. Queste persone si muovono nel mondo, anche con le loro paure e angosce, ma sempre in modo leggero, senza far pesare la loro presenza. Quando le vuoi ci sono e ascoltano te, prima di se stesse. Così era Roberto Marni, il mio Amico, ora è partito per il futuro e a me non resterá che ricordarlo, ma questo nell'immensa malinconia ha dei contorni felici.

venerdì 5 agosto 2011

Lo studio di Diego Esposito



Eccoci qui, dall’amico di Francesco. Dai muri dello studio di Diego Esposito, traspira pensiero e tranquillità. Una bottiglia di vino bianco è appoggiata in un angolo dell’immenso tavolo completamente ricoperto di carte, libri, librettini. E’ esattamente il tavolo di un autore, di un pensatore, di un ricercatore, di una persona piena di curiosità, instancabile nella sua ricerca del bello. Appese alle pareti, alcune delle opere dell’artista, superfici lisce, righi musicali, note ferme in un suono prolungato. Armonie che ammorbidiscono i timpani affaticati dalle notizie di un mondo in flessione. Immagini e forme che ti fanno viaggiare nell'infinito, per sempre. Diego ha un tono di voce particolare, la cadenza che si vorrebbe ascoltare in un’aula universitaria. Ascolto quello che racconta, ma sono portato ad aprirmi, a raccontargli qualche cosa, così come se fossimo amici da decenni. Certo che è un mio amico! La vita è come un rigo musicale che si perde nell’infinito, ognuno di noi è una nota.  Le note s’incontrano poi si allontanano, per poi rivedersi e creare ancora armonie infinite. La serata da Diego Esposito rimarrà tra quelle indimenticabili della mia vita. Questo pensavo mentre ascoltavo la voce di Janis Joplin, che ci ricordava il nostro passato, che è ora.
Lo studio di Diego Esposito si trova in una via silenziosa e curata, apparentemente insolita per la nostra città. Nascosta a lato di Viale Monza e tutto questo mi offre l’opportunità di dire: Milano c’è, a voi cercarla! 


Nella foto Diego Esposito con una delle sue opere. Efesto, 1995 / particolare / Granito verde Mergazzo e ottone cromato / Collezzione Giorgio Fantoni. Villa Pasina, Asolo / Foto: © Eric Cuviller

Mia moglie e Apple

Mia moglie Caterina è riuscita a trovare la soluzione al mio problema e non è stato certo il mio articoletto. Infatti, l’Apple ha sostituito il mio iPad per un motivo etico. Lo stile Apple è andato oltre una garanzia scaduta da venti giorni, la soddisfazione del cliente è risultata più importante e così ora ho un iPad tutto nuovo.
Ritiro tutto quello che ho scritto, ringraziando tutto lo staff Apple, il giovane che ho incontrato tre giorni fa e quello che ho incontrato oggi, sicuramente più professionale e raffinato nel contatto con i clienti.
Una cosa però rimane, il mio invito a riflettere sulle tre leggi della robotica di Asimov. Oggi siamo noi a decidere quando il nostro computer è da buttare, ma un domani potrebbero essere i nostri “automi” a considerarci vecchi già a un anno e buoni per la pattumiera!

martedì 2 agosto 2011

Apple iPad e le tre leggi fondamentali della robotica di Azimov.

Non potevo proprio più fare a meno del mio iPad, l’avevo da un anno e lo portavo sempre con me nella sua custodia super imbottita. Era un regalo di mia moglie, che inizialmente avevo guardato con sospetto, personalmente preferisco gli strumenti musicali. Con il passare del tempo però era diventato utile, infatti, potevo ricevere e scrivere mail, comunicare con AIM, scrivere note, utilizzare l’agenda, leggere il giornale, ascoltare la musica, guardare film, video e tante altre cose.
Ieri sera prima di addormentarmi ho cercato un video, ho letto qualche notizia su La Stampa, ho chiuso regolarmente il mio iPad, l’ho riposto nella sua custodia e appoggiato delicatamente sul comodino. La mattina dopo il video aveva una striscia di vari colori proprio nel mezzo. Impossibile utilizzarlo. Corri al centro Apple, la garanzia era scaduta il 7 luglio (25 giorni fa)! Niente da fare, i cristalli liquidi erano partiti.  - Ha preso un colpo! - dice l’”esperto”. Quando di notte? Mi domando perplesso.  - è un problema di hardware, lo schermo non si può sostituire - prosegue il giovane “virgulto”- non c’è niente da fare, comunque la garanzia è scaduta. Se vuole, posso ordinarne uno come il suo a 400 euro per sostituirlo, però ci pensi il suo iPad è “vecchio”, ha un anno -
Un anno ed è già vecchio? Solo perché è uscito un modello nuovo? Stiamo scherzando? Ho girato le spalle e sono uscito dal negozio di “automi” con un po’ di magone, scrivo un po’ per modestia!
Gli hardware costruiti dalla Apple sono in sostanza delle scatole chiuse e quando si rompono, si buttano, ma chi li ha fatti dovrebbe rifondere il malcapitato, o no. Certo se fossero passati alcuni anni, potrebbe essere anche comprensibile, ma dopo un anno a me sembra poco etico.
Concludendo, accuso la Apple di avermi creato una “indispensabilità” per poi negarmela. Non è cosa da poco, pensate che causa legale particolare e dirompente potrebbe venirne fuori, ma non ho tempo da perdere, la prossima volta mi compro un ukulele.


Nota - nel proseguire nel loro lavoro, sicuramente indispensabile per il progresso, ricordo ai progettisti, ai tecnici e ai costruttori della Apple le tre leggi fondamentali sulla robotica di Asimov, facendo particolare attenzione al comma 1.
    
  1.       Un robot non può recar danno a un essere umano né può permettere che, a causa del proprio mancato “intervento”, un essere umano riceva danno
  2.      Un robot deve obbedire agli ordini impartiti dagli esseri umani, purché tali ordini non contravvengano alla Prima Legge.
  3.      Un robot deve proteggere la propria esistenza, purché questa autodifesa non contrasti con la Prima o con la Seconda Legge. 

lunedì 1 agosto 2011

Dare da mangiare agli affamati

Questo è quello che un uomo giusto scrive. Personalmente condivido totalmente quello che dice. Le voci degli uomini giusti purtroppo si disperdono nel deserto della menzogna, del sopruso, dell'egoismo, della violenza e della pessima interpretazione della Parola. Non sono capace di scrivere così bene come Sandro, ma sono felice di comprenderlo e condividerlo. "Incollo" l'omelia di Sandro della domenica passata, leggetela con spirito aperto e giusto, andando oltre voi stessi. Sono felice pensando a chi avrà la possibilità di leggerla, comprenderla e condividerla, ma anche per gli altri.


Dare da mangiare agli affamati
(Is 55,1-3; Rm 8,35.37-39; Mt 14,13-21)
La moltiplicazione dei pani, di cui parla il vangelo di oggi, mi ha fatto venire in mente la terribile situazione in cui si trova la popolazione del Corno d’Africa, afflitta da una terribile carestia. Addirittura più di 10 milioni di persone sono a rischio. Sappiamo bene quali sono le cause di una carestia: guerre, siccità, cambiamenti climatici, mancanza di fertilizzanti ecc. La solidarietà internazionale può aiutare a bloccare una carestia, ma poi si riparte daccapo. Perché a tutti fosse consentitoavere il necessario per sopravvivere ci vorrebbe ancora un miracolo di Gesù. In mancanza di ciò dobbiamo darci da fare noi. O meglio dobbiamo capire che i miracoli Gesù li fa soltanto per mezzo nostro. Ma come? Chiediamo luce alle letture di oggi.
Nella prima lettura è riportato un invito che tutti gli assetati e gli affamati vorrebbero sentirsi rivolgere: «O voi tutti assetati, venite all’acqua…comprate e mangiate…». Sarebbe bello poter avere da mangiare e da bere gratuitamente. Questo è quanto Dio promette agli israeliti. Come unica condizione chiede di ascoltare quanto egli dice loro nel contesto dell’alleanza. Il suo insegnamento è contenuto è condensato nel decalogo, che rappresenta una direttiva di rotta per la convivenza sociale. Per vincere la carestia bisogna imparare a non rubare, a non uccidere, a non dire falsa testimonianza, a operare insieme, a praticare la giustizia nei rapporti sociali. Per avere il pane quotidiano tutti devono imparare a unire i loro sforzi e a combattere insieme qualsiasi tipo di speculazione. Bisogna superare l’individualismo che è causa di tutti i mali. È un messaggio che riguarda gli affamati del Corno d’Africa, ma che è importante anche per noi nel contesto di crisi economica in cui ci troviamo.
Nel vangelo è significativo il fatto che Gesù distribuisce i cinque pani e i due pesci dopo aver fatto alcuni gesti: eleva gli occhi al cielo, recita una preghiera di benedizione, spezza i pani e li dà ai discepoli perché li distribuiscano alla folla. Sono esattamente i gesti che Gesù farà nell’ultima Cena. I primi cristiani non potevano non fare questo accostamento. Ne deriva un’importante conseguenza: mediante la sua morte in croce, rappresentata simbolicamente nel pane spezzato, Gesù non solo dà un nutrimento spirituale, ma mette a disposizione dei suoi discepoli anche il pane materiale. In altre parole, entrando in comunione con lui i credenti imparano quella giustizia e quel senso di partecipazione che stanno all’origine della produzione di una quantità di pane sufficiente per tutti. Ma perché ciò avvenga è necessario che l’Eucaristia sia celebrata in modo diverso: deve diventare un ambito efficace di scoperta e di comunicazione di quei valori per i quali Gesù è morto. La messa domenicale, se vissuta come Gesù l’ha concepita, potrebbe diventare una delle molle più efficaci del progresso sociale.
Nella seconda lettura Paolo si chiede: Chi ci separerà dall’amore di Cristo? E risponde che nessuna potenza di questo mondo può farci perdere il rapporto con lui. Sono sicuro che, al nostro posto, Paolo avrebbe elencato anche la carestia. Neppure essa può separare da Cristo. Anzi in unione con Cristo si può vincere anche questo flagello che getta le sue radici nell’aridità dei nostri cuori.
La carestia del Corno d’Africa richiede oggi uno sforzo umanitario che deve coinvolgere tutte le nazioni. Ma non bisogna dimenticare che questa tragedia è solo un preannunzio di grossi guai di dimensione planetaria. Oggi l’umanità è sull’orlo di una tremenda crisi economica. Andiamo tutti incontro a un impoverimento, al quale corrisponderà inevitabilmente l’arricchimento di pochi privilegiati. Se non vogliamo che situazioni analoghe a quella che si sta verificando nel Corno d’Africa si ripetano, magari anche a casa nostra,  qualche cosa deve cambiare nelle regole che riguardano l’economia globalizzata: non solo i mercati e la borsa, ma anche la politica economica dei singoli stati e delle singole persone. Saranno richiesti da tutti dei grossi sacrifici di cui appaiono già i primi segnali. Bisognerà adottare a tutti i livelli un modo di vivere più sobrio e solidale. Ma questo non si impara facilmente, neppure nei momenti di crisi. Bisogna fare appello alla fede perché solo ispirandoci ad essa sarà possibile cambiare i rapporti fra persone.


di Alessandro Sacchi (vedi il suo sito nei miei link: www.nicodemo.net)

sabato 9 luglio 2011

La rinascita di un comune immaginato, o esiste davvero!?

Una città con un’etica di governo da ricostruire, che ha bisogno di ritrovarsi, allontanandosi dai guasti del malaffare. Una giunta intenta nello sforzo di trovare l’equilibrio con lobbie agguerrite, nella fatica di far quadrare i conti indeboliti delle decisioni del potere centrale, con il desiderio di rilanciare una città piena di cultura, ma anche di meretrici d’alto bordo e puttanieri in doppio petto.
Così m’immagino il nuovo sindaco, un signore distinto e la sua giunta, li vedo camminare lungo i corridoi del palazzo a cercare la via d’uscita di un labirinto costruito per rendere più facili i “guadagnacci”.  Purtroppo, vedo, sento, anche delle voci che dovrebbero essere positive e invece m’immagino gli ostacoli che certi “vetero” appartenenti alla maggioranza fanno, rendendo la via ancor più accidentata.
I tempi sono cambiati, la gente è nuova, lo spirito è giovane, i miti e le leggende con i baschi e le stelline rosse non ci sono più e non torneranno mai più, fanno parte di un’epopea ed è meglio che lì restino. Bisogna trovare una via diversa, più brillante, dedicata a tutti e che dia un po’ di soddisfazione a tutti. I cittadini non hanno bandiere, sono persone che vogliono vivere meglio nella loro città e desiderano che tutti abbiano la possibilità di stare bene, anche gli ospiti che arrivano da lontano.
Forse è giunto il momento che le meretrici d’alto bordo, che riempiono gli hotel della città, i puttanieri in doppio petto e i “vetero” pensino meno alla soddisfazione dei loro irrefrenabili desideri di potere, denaro, sesso e inizino a pensare di più alla città in cui non vivono da soli. Attenzione i cittadini vi stanno guardando, le mura non ci sono più e nemmeno le porte, ma una via per uscire, possono sempre indicarvela!

giovedì 30 giugno 2011

Mysterious

Avrebbe voluta fare il musicista, ma nessuno nella famiglia si era accorto e nemmeno lui! Quando l'aveva capito era troppo tardi.

lunedì 20 giugno 2011

Clarence si è fermato al Bar di Marta.

Quando i musicisti lasciano la Terra, vanno in un luogo che Dio ha disegnato per loro. In quel luogo tutto è musica, le note viaggiano nell’aria, formando un’armonia che si trasforma in continuazione. 
Non crediate che i musicisti siano felici, nessuno può essere felice quando è lontano dalla Terra, per questo la vita va vissuta e nessuno deve permettersi o arrogarsi il diritto di toglierla ai suoi simili. Nulla giustifica tali azioni, perché ogni vita tolta con la violenza è una lacrima di Dio e una nota a Lui rubata.
I musicisti spesso suonano insieme. E' incredibile quello che capita in questo luogo.
Quel giorno, mentre passeggiavo in compagnia di Keith Moon, udimmo un’armonia, la seguimmo e scoprimmo che in una grande piazza, si stava svolgendo un concerto diretto da Herbert von Karajan. Molti erano i volti di musicisti noti, confusi tra i più sconosciuti componenti dell'orchestra. Guardando riconobbi Frank Zappa, John Lennon, Jimi Hendrix, Jean Django Reinhardt, sono i primi che mi tornano in mente, ma potrei andare avanti per pagine e pagine.
- Quello laggiù dietro a Elvis, è Paganini. Mi disse in un orecchio Keith.
- E’ raro vederlo suonare in un’orchestra, solitamente cammina instancabilmente ripetendo i suoi brani in continuazione.
L’orchestra era infinita come il luogo che la conteneva. Il pubblico era formato da altri musicisti e anche tra quelli era possibili riconoscere qualche volto noto. Scorsi ad esempio Giuseppe Verdi vicino a Louis Armstrong, Mia Martini che discorreva sotto voce con Edith Piaff, Chet Baker accanto a Miles Davis, Stravinsky che disegnava delle note nell'aria e Bernstein che le prendeva al volo, Glenn Gould che dava una pacca sulle spalle di Sid Vicious e infiniti altri.
In quel luogo ci sono dei magnifici teatri trasparenti, sale prova e d’incisione, Pub e stadi infiniti, dove sarebbe possibile suonare per un pubblico, senza che nessuno protesti per il frastuono, ma è proprio per questo che i musicisti non sono felici. Infatti, qui non c’è un pubblico vero, che li ascolti o che si lamenti.  
Dio è triste per questo, perché non può creare un pubblico come quello che c’è sulla Terra. Infatti, le Sue creazioni non sono ripetibili. Il pubblico appartiene alla Terra come l’amore, che solo lì può compiere il suo percorso.
E’ in questo luogo, che un giorno è arrivato con il suo sax, Clarence Clemons. E' entrato nel Bar di Marta e si è seduto a un tavolo ad aspettare. Tutti i nuovi venuti entrano in questo bar e aspettano che qualche collega vada a prenderli.

venerdì 17 giugno 2011

La Strega del Notaro

La lama della Strega del Notaro colpì di piatto il costato del Cavaliere della Slitta. Il Guerriero sentì il suo polmone rimbalzare e le gambe cedettero, Angelo accortosi del pericolo passò veloce tra i due, proprio mentre la strega stava per colpire di nuovo, questa volta con la lama ben affilata. Quella mossa diede al Cavaliere il tempo di rotolare su se stesso e di colpire con la punta di Excalibur la pancia dell’immondo essere. La Strega del Notaro sogghignò, si girò e spiccò il volo, lasciando dietro di se della grigia fuliggine. Le streghe erano difficili da eliminare e i colpi di spada, per magiche che fossero, non servivano a nulla se non a farle tornare da dove erano venute.
Il Cavaliere si rialzò, gli mancava il respiro, incominciò a tossire, aveva bisogno di riposare - tutto sarebbe passato, pensò.
Niniane arrivò trasportata da veli bianchi. Si fermò sopra la slitta e da lei presero il volo dodici colombe bianche. I dodici cani sollevarono il capo incantati, anche l’altero Angelo, che non si faceva distrarre da nulla rimase affascinato.
Le colombe aprirono il sacco della tenda, la stesero e la schiusero. Niniane con un gesto la riempi con tutto quello che poteva renderla confortevole. Il Cavaliere appoggiandosi alla sua spada entrò, si lasciò cadere sul sacco a pelo e svenne. Niniane ordinò ad Angelo di entrare, poi una colomba chiuse la cerniera lampo dall'esterno. Niniane si avvolse nei suoi veli, le colombe sparirono nelle sue mani e mentre volava via, una cupola trasparente calò sulla pattuglia dei ghiacci, per loro quella sarebbe stata una notte di quiete. 

martedì 7 giugno 2011

La mail di Enrico Fedrighini. Milanesi leggetela e visitate il sito!

Perché Milano c'è, a voi scoprirla! 
Vi invito a leggere il messaggio che segue, dimenticando i vostri spiriti di parte. Sono i cittadini che devono vincere, tutti e tutti insieme, sempre.

Lodovico Valentini Perugia


LA MAIL DI ENRICO FEDRIGHINI

Carissime/i,
sono gli ultimi giorni di campagna referendaria e ancora molti nostri concittadini non sanno che il prossimo 12 e 13 giugno, oltre ai quattro importanti referendum nazionali su acqua (2), nucleare e legittimo impedimento, gli elettori milanesi troveranno ai seggi ulteriori 5 schede per i cinque referendum ambientali cittadini, promossi dal Comitato MilanoSiMuove di cui sono il portavoce.

I contenuti dei cinque referendum propositivi potete leggerli qui: http://www.enricofedrighini.it/cinque_referendum_per_una_rivoluzione_verde_a_mi.html

E’ il momento finale e decisivo di una mobilitazione civica straordinaria, iniziata un anno fa e giunta a questo punto decisivo grazie esclusivamente al vostro impegno. Il vento a Milano è iniziato a cambiare a partire dalla raccolta – in poche settimane - delle 25.000 firme necessarie per ottenere la consultazione cittadina, obiettivo raggiunto senza alcun sostegno economico e organizzativo.
E’ il risultato della Milano che non si lamenta soltanto, ma che si rimbocca le maniche per cambiare e migliorare le cose, per tutti.
E’ la prima volta in Italia che una città chiama i propri abitanti a pronunciarsi, con cinque referendum, non su piccole questioni locali (la chiusura di una piazza, la pedonalizzazione di una via…), ma su un vero e proprio nuovo modello di città fondato su verde, bici, trasporto pubblico, energia pulita.

Vi chiedo quindi un’ultima, decisiva fatica: una straordinaria opera di mobilitazione / informazione / passaparola non stop da qui a domenica, attraverso rete, mailing list, Facebook e contatti personali (scuola/casa/ufficio,ecc).

Abbiamo un Sindaco che si impegnerà a realizzare gli interventi per migliorare la vivibilità ambientale nella nostra città (le cinque proposte referendarie sono inserite nel programma dell’attuale amministrazione comunale).
Ma sappiamo che, ad ogni azione avviata per ridurre il traffico e aumentare gli spazi ciclabili e per il trasporto pubblico, corrisponderà una reazione del “partito dell’auto”, legato a lobby e interessi particolari che hanno bloccati negli ultimi 20 anni qualunque tipo di intervento.

Proprio a questo servono i Cinque referendum milanesi: a segnare un punto di non ritorno, a  conferire al governo locale una ulteriore forza fondata su una iniziativa civica di natura trasversale, non etichettabile con questa o quella parte politica: i cittadini chiedono di mettere al primo posto la tutela della salute degli abitanti e di costruire insieme una città più bella e vivibile. E lo fanno attraverso la partecipazione attiva e il voto referendario.

Se lunedì sera scopriremo di avercela fatta, nulla sarà più come prima.
Per questo, facciamo tutto il possibile per riuscire a completare quanto abbiamo finora realizzato insieme.

Un caro saluto, e grazie come sempre per quello che state facendo.

Enrico Fedrighini
Verdi Milano
Portavoce Comitato promotore “MilanoSiMuove”

mercoledì 1 giugno 2011

A Corrado Passera, Consigliere Delegato e CEO di Intesa San Paolo - Lettera Aperta

Egregio Signor Passera,

visto che non ho avuto nessuna reazione da parte dell'Ufficio Stampa, della Banca di cui Lei è il Consigliere Delegato e CEO, mi permetto di inoltrare a Lei la mia protesta "aperta", nella speranza che Lei o chi per Lei sappia navigare con attenzione in Internet. Infatti, a suo tempo, ho inviato all'ufficio più sopra nominato, una mail con le indicazioni per leggere quanto ho scritto nel mio blog. Il blog è stato aperto per pochi secondi, troppo pochi per leggere e il silenzio è stata la risposta
La Comunicazione è molto importante e come esperto in questo settore ho l'impressione che la Vostra sia   carente e inadeguata al servizio che Voi dovreste perseguire.
Mi permetto di ricordarLe che i Clienti sono la Vostra risorsa e che dovreste prestare la massima cura nei loro riguardi. Perdere un Cliente per piccolo che sia dovrebbe essere un timore per Voi.
Ho l'impressione che questa attenzione all'interno delle Vostre strategie globali non sia assolutamente prioritaria e questo secondo me, è prima di tutto un problema etico e in seconda battuta un problema di comunicazione, come ho scritto sopra e nel mio blog.

Qui di seguito Le segnalo il link del "post" che circa una settimana fa ho inviato al Vostro Ufficio Stampa:


Grazie per l'attenzione. Cordiali saluti.


Lodovico Valentini Perugia

martedì 31 maggio 2011

Che festa, che gioia! E' stata una grande lezione di democrazia.


La cosa più bella è che i cittadini con compostezza, senza essere sguaiati, si sono indignati e con un piccolo segno hanno chiesto un cambiamento. E' un segnale da ascoltare, un desiderio che tutti i politici dovrebbero meditare in silenzio e con profonda umiltà. Questa è la vittoria dei cittadini italiani, i volti degli eletti sono i loro emblemi. Chi ha un nuovo incarico e chi l'ha perso, ora deve riflettere e ascoltare le voci democratiche che nel paese si confrontano, fanno, aspettano. Una realtà che le parole incantatrici o menzognere non potrà mai assopire.

lunedì 30 maggio 2011

mercoledì 25 maggio 2011

Il gioco del "monopoli" tra le filiali Intesa-San Paolo e Cariparma?

E’ ora di smetterla di accettare tutto dalle Banche. 
Le Banche sono capaci di cambiare il tuo conto tra loro senza avvertirti adeguatamente, vedi il caso della cessione di filiali, tutto incluso compreso la clientela, tra Intesa.-San Paolo e Cariparma.
Ho sempre pensato che la clientela fosse la base dell'esistenza stessa di una Banca, mi sbagliavo e Mary Poppins ha proprio ragione!
Sei correntista dell’Intesa San Paolo, sei proprio sicuro? Attento potresti svegliarti una mattina e accorgerti che sei diventato correntista della Cariparma, certo qualche giorno prima una lettera pubblicitaria ti è stata recapitata, ma se sei ad esempio all’estero non puoi averla letta. Diavolo che sistemi sono! Che maleducazione! Sicuramente questi signori non hanno un buon consulente pubblicitario! Penso che una telefonata del direttore della Filiale sarebbe stata gradita, oppure anche di un funzionario, oppure quella di una cassiera, ma anche quella del responsabile delle pulizie.
Lavoriamo come dei matti per poi mettere in mano a questa banda di maleducati incalliti i nostri soldi, parte dei quali sono risucchiati da un elenco di spese, spesine, assicurazioni di cui non ci ricordiamo l’esistenza, e svariate altre voci incomprensibili e questi signori non hanno pensato a un modo educato per assicurarsi che tu sia informato.
L’Unione Europea che sta ultimamente soffrendo è stata fatta solo per costruire un sistema economico che è in mano a questi signori. Naturalmente non sto parlando degli impiegati e nemmeno del direttore della mia figliale, ma di quelli in alto, vecchi tromboni che intascano cifre da capogiro e vivono la loro vita studiando il sistema per far arricchire questi colossi fatti di nulla, visto che i clienti contano pochissimo.
Personalmente sono abbastanza nauseato di tutto questo e penso che dovremmo tutti aprire gli occhi, se ora vado in banca e m’incavolo a che serve, a nulla, da soli siamo solo una goccia d’acqua. 
In questo caso la mia goccia l’affido a questo blog almeno ha la possibilità di finire in una pozza prima di evaporare.

martedì 24 maggio 2011

Quand!

Mi piace poco scrivere volgarità, ma questo detto milanese si adatta così bene alla situazione che non riesco a trattenermi.

Quand la merda la monta in scagn, o la spusa o la fa dagn!


Milano c'è. A voi cercarla! 




Traduzione: Se i mediocri fanno carriera diventano arroganti e maleducati.