venerdì 17 dicembre 2010

Gli studenti, Moni Ovadia e Il "Pistolotto di Lodovico"



Vorrei abbandonare i miei "vaneggiamenti" sul tema della politica, per più di un motivo. Primo perché mi sento molto impreparato, secondo perché sono nauseato, terzo perché penso che nulla possa essere cambiato.
Capita però, a volte, che un amico mi faccia riflettere. Capita, anche, che al momento non riesca a rispondere alle sue osservazioni. Il mio pensiero matura con il tempo e allora devo scriverlo da qualche parte.

E’ difficile fare una riflessione sulle recenti manifestazioni studentesche.  Personalmente ho il sospetto che il mondo dell’informazione si soffermi sul tema nel modo sbagliato. Penso sia rara una vera intervista, anzi non l’ho mai letta o sentita, fatta a degli studenti o ai loro leader. Penso che questo tema sia trattato molto superficialmente e spetta a noi farlo rilevare.
Sono con gli studenti, con il loro pensiero, perché sono un “ex studente anziano” e quindi ho avuto modo di studiare con loro, mi sono laureato due anni fa. Sono molto più fortunato di molti miei coetanei, perché ho conosciuto gli studenti veri, non quelli che sono raccontati. Ho frequentato con loro le lezioni, ho sofferto l’attesa dell’esame insieme a loro, ho festeggiato i nostri trenta e lode, e anche i ventiquattro, quando ci andava male.
Per loro ero un compagno di corso e insieme abbiamo criticato quello che funzionava e gioito per le cose positive della nostra Università.
Vi assicuro che le nostre Università, nonostante tutto, funzionano. Vi assicuro che abbiamo dei professori con i fiocchi e gli studenti, quelli veri, hanno la testa e tanta energia che questo paese a volte non merita.
I giornalisti dovrebbero intervistare questi studenti e cercare i loro veri leader, perché i motivi per ribellarsi ci sono e sono molti di più e più profondi di quello che si può immaginare. Fine del “pistolotto”.

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