martedì 30 novembre 2010

Saviano e i sospetti di chi si insospettisce per i sospetti di chi vuole insospettire.

Sono con Saviano, per questo dubito dei sospetti di chi si insospettisce per i sospetti che altri esprimono con la volontà di insospettire. Dubito dei giudizi superficiali. Dubito di chi parla per ignoranza perché è ignorante  e degli  intellettuali troppo intellettuali.
Sono con Saviano e con tutti quelli che non temono la ricerca della Verità e la condanna del male.

Una Vespa sputata.

Ieri hanno sputato sulla mia Vespa. Era parcheggiata benissimo di fronte a casa, vi assicuro che non dava noia a nessuno e me l’hanno sputata. Uno sputo esagerato che colava lungo la calotta sinistra, quella che copre la ruota di scorta. Ho ripulito la due ruote con una bottiglia d’acqua.
Questa città è allo sbando da molto tempo, ogni occasione e valida per fare qualche cosa di sgradevole al prossimo, così per scaricare le frustrazioni della giornata. Camminando incroci gente che s’insulta. Ad esempio una signora spingendo una bicicletta passa tra gente, il marciapiede è stretto, uno le passa di fianco e dice «dove vai con questa………….di bicicletta?!» lei è una signora apparentemente distinta, si volta e risponde «brutto pirla», per fortuna l’altro non la sente e prosegue per la sua strada. Tutti siamo presi da questo peso, questo “odio” nascosto. A tutti capita di insultare tra i denti, nella mente o con la voce, poi ci pentiamo, ma l’amaro riempie la nostra bocca e scende nell’anima. 

mercoledì 24 novembre 2010

Attenti al rischio nucleare scrive Bill Emmot

Speriamo che le analisi di Bill Emmot non si avverino. Leggere l'articolo:



Tutte le volte, da almeno quarant'anni, mi domando, con le mascelle che stentano a rimanere chiuse "la gente cosa centra? Com'è possibile che pochi, a volte uno solo possa pensare di uccidere un numero infinito di donne, uomini e bambini inermi?" 
Allora, nel mio cervello, spontaneamente, irrimediabilmente, nasce una preghiera "Dio ti prego, stermina chi ha il potere di fare tutto questo. Fai che avvenga un piccolo Diluvio Universale, solo  e esattamente, nel punto dove si trovano questi "potenti". Falli annegare tutti, dopo tutto è una morte misericordiosa, lo dico per esperienza, anche se sono, grazie a Te, ancora qui e posso pregarTi. Padre, Papà non permettere che dei bambini innocenti muoiano per colpa di un fratello pazzo scatenato. Ti prego Padre". 
Sono sicuro che se tutti pregassimo, Lui non farebbe morire nessuno, ma salverebbe tutti. 

martedì 23 novembre 2010

Troppi non sanno dov'è Haiti e a molti non interessa nemmeno saperlo!

Vorrei scrivere qualche cosa su Haiti, ma mi mancano le parole. Quello che sta succedendo denota che molti non sanno dov’è Haiti, ma questo non è il problema.  Il fatto è che il destino di Haiti non interessa a nessuno. Certo è che il colera era una malattia relegata nei libri di storia, ora bambini e adulti muoiono come mosche, a Haiti.
Siamo propri sicuri, che noi “occidentali” non centriamo nulla con quello che sta succedendo?

domenica 21 novembre 2010

St.Andrew's Night a Milano, con un batterista d'eccezione.


Che ci facevano ieri sera, il batterista in kilt e il bassista in giacca blu degli SD(B)B, alla St.Andrew's Night Dinner Dance a Milano?


E’ stata una serata eccezionale, con un batterista d’eccezione. Infatti, Colin Jamieson ha suonato con la band scozzese che ha accompagnato le danze, mentre il bassista ha danzato confondendosi tra i numerosi partecipanti.
Ecco perché è così “underground” questa band, infatti, i componenti non sono mai dove dovrebbero essere! 

sabato 20 novembre 2010

Forse devo piegare il Tricolore e aspettare!

C'è un articolo molto interessante su "La Stampa", che è diventato il mio quotidiano preferito, è scritto dal Signor Marcello Sorgi, il titolo è "Come si dissolve una crisi"


................. e ho scritto


La cella è ampia, si vede il cielo, spesso è grigio, il sabato e la domenica piove sempre. L'aria è colma di gas di scarico, quello della mia vecchia Vespa è quasi più pulito, perché puzza. Posso camminare, viaggiare. Posso leggere, scrivere, parlare, urlare, pregare, piangere e litigare. Posso vestirmi elegantemente o con un paio di pantalonacci, posso scegliere di detestare il doppio petto blu. Posso suonare, posso fermarmi a parlare con un fratello africano, stringergli la mano, farmi raccontare della sua terra, della sua famiglia e regalargli un euro. Posso andare in una chiesetta nascosta e sognare di poter riscoprire l'origine di una religione che si è persa nei valori terreni e nel potere. Posso prendere dei vecchi libri e cercare qualche cosa che mi dia una ragione in più per ribellarmi, per ritrovare la libertà, ma sono un prigioniero. 

Il Sindaco e Mikalojous Kostantinas Čiurlionis



Per completare la presentazione di questa importante mostra inserisco anche il video della presentazione del Sindaco di Milano Letizia Moratti.

giovedì 18 novembre 2010

Martina Mazzotta ci racconta Čiurlionis



Sono sempre più entusiasta di questa mostra, come musicista ne sono catturato, sento le note uscire attraverso le sue opere. Che bello parlare d'arte in questo paese così torturato, si ritrova un attimo di pace, non trovate?!

Mikalojous Kostantinas Čiurlionis, il trailer



Ho fatto tutto il possibile per convincervi ad andare! Ora dipende tutto da voi.

mercoledì 17 novembre 2010

Martina Mazzotta, Pietro Bellasi e Gillo Dorfles invito alla Mostra di Mikalojous Kostantinas Čiurlionis



Che fantastico videoinvito, non poteva essere più intenso e naturale di questo!
E domani il trailer......

"Ex destra, ex sinistra", di Massimo Gramellini

L'articolo del Signor Massimo Gramellini, oggi su "La Stampa", sulle "liste" di Fini e Bersani a "Vieni via con me" mi piace molto di più di quello che ho scritto a commento del video qui sotto riprodotto. La mia stima per il Signor Gramellini aumenta ogni giorno di più. Vi invito a leggere l'articolo, di cui segnalo il link.

http://www.lastampa.it/_web/cmstp/tmplRubriche/editoriali/hrubrica.asp?ID_blog=41

martedì 16 novembre 2010

La "sussandrina" e Mikalojous Kostantinas Čiurlionis

Ieri sera sono arrivato di corsa all’inaugurazione della mostra dedicata a Mikalojous Kostantinas Čiurlionis. Pensate, la presentazione è stata fatta dal Sindaco di Milano Letizia Moratti, di cui non ho sentito nemmeno una parola. Infatti, la Signora sindaco mi è passata di fianco mentre stavo tentando di ricompormi per la lunga corsa per le vie della città sporche e bagnate dalla pioggia. Ho fatto un cenno di saluto con il capo alla Signora Moratti e ho guardato le mie scarpe e i pantaloni. Erano in uno stato pietoso.

Non posso raccontare nulla della mostra, purtroppo non sono riuscito a vederla!  Tornerò uno dei prossimi giorni a Palazzo Reale e invito anche voi a farlo. Sarebbe un vero delitto perdere questa grande opportunità. La Dottoressa Martina Mazzotta svela per la prima volta, alla nostra città le "note dipinte" di Mikalojous Kostantinas Čiurlionis. Difatti, quest’artista lituano è riuscito a esprimere nei suoi lavori la sintesi più profonda del connubio tra visione e suono.

Sono sicuro che nessuno di voi conosce Čiurlionis e fino a ieri neppure io, però è bello sorprendersi. Tutte le volte che scopro una cosa nuova o che stavo per perdere o per dimenticare, ritorno a essere quel bambino felice di tenere chiusa tra le mani una “sussandrina” (così mio nonno chiamava le libellule).

Concludo scrivendo che ieri sera è stata una grande serata, terminata magnificamente, con una stratta di mano al grande Gillo Dorfles e la promessa fattami da Martina Mazzotta di accompagnarmi alla mostra di Mikalojous Kostantinas Čiurlionis.


Mikalojus Konstantinas Čiurlionis (Varéna, 22 settembre 1875 - Pustalnik, 10 aprile 1875. Pittore, musicista e compositore lituano. 

Fini e Bersani a Vieni via con me. Gli interessi del Paese al centro dei loro elenchi.



I Signori Fini e Bersani hanno fatto i loro elenchi, li hanno fatti bene. Due elenchi chiari, due modi di pensare. Due uomini, con due prospettive diverse, ma comprensibili e chiare. Due punti di vista vecchi come il mondo, ma sani. Due filosofie di vita, però con al centro l'uomo, la comunità e non  i propri interessi. Due prospettive che si possono ascoltare e meditare, che offrono la possibilità di scegliere. Entrambi gli elenchi hanno qualche cosa in comune, sono semplicemente umani. Entrambi aprono due possibilità, quella di condividere e quella di comprendere.
Oggi abbiamo solo una speranza, quella che ritorni un po' di serenità. 

I Visitors XFactor sono sulla Terra! Help!

Viva la bella musica, viva la Musica Buona, Classica, Lirica, Jazz, Blues, Rock, Pop e tutti gli altri magnifici generi che l'arte umana ha prodotto e produce. 
La musica è libera, nasce dallo spirito, non viene dallo spazio commerciale. 

Fate quello che volete, per quanto mi riguarda i Vistors XFactor possono ritornare da dove sono arrivati e cioè nel nulla. 
La musica è bella. Viva la musica libera, viva la Musica Buona! Sempre!

sabato 13 novembre 2010

Sono con Simone Pirrotti e vado a cercare un tricolore!

Questa mattina non avevo voglia di uscire nel grigiore di questa città, anzi di più, non avevo nessuna voglia di alzarmi. Così, seduto a letto, ho curiosato i giornali sul mio computer portatile. Stavo per essere colpito dalla noia quando mi è caduto l'occhio su un articolo. Leggendolo mi sono sentito ancora più in "galera", ma la speranza di un tricolore svettante sul mio balcone, con o senza gli emblemi delle repubbliche marinare, mi ha tolto dal torpore.

http://www.ilfattoquotidiano.it/2010/11/12/se-cade-berlusconi-esporro-il-tricolore/76563/

Caro Simone Pirrotti sono con Lei, solo speriamo che questo tricolore non debba essere cucito e ricamato!

venerdì 12 novembre 2010

Leonard Cohen - Democracy

Siamo veramente in un paese democratico?

Le mie impressioni.

La democrazia è complessa e richiede da parte dei cittadini una grande maturità, per questo penso, dovrebbe essere insegnata ai bambini sin dalla nascita. L’Italia è un paese da sempre diviso in una marea d’interessi che soffocano il concetto stesso di democrazia. A causa di questo puzzle scomposto di interessi, anche il verbo votare ha perso il suo valore profondo, quello di Libertà.

Oggi ci troviamo nella situazione in cui siamo, soprattutto per ignoranza. L’ignoranza di chi non vuol perdere i propri privilegi e di chi vuol continuare a fare i propri interessi a danno della comunità, indisturbato. Questo è il senso della parola “libertà” in questo nostro paese e me ne rammarico ogni giorno, da quando inizio la mia giornata. 

martedì 9 novembre 2010

Pompei e la scarsa cura del territorio

Una riflessione sul passato, il futuro, Pompei e la scarsa cura del territorio, un dubbio di Vaime:

http://www.la7.it/omnibus/pvideo-stream?id=i355434

Con Saviano

Titolo dell'Opera: Tedeschi-Mulas

Due stanze dentro un catalogo, un uomo dentro una stanza, una macchina o due macchine fotografiche in due stanze o in una stanza. Un fotografo che ha dimenticato dov'è la sua stanza; solo per un attimo, e fotografa un catalogo con due stanze, con due fotografi, con due macchine fotografiche, due cavalletti, una modella nuda e una scopa con qualcuno che scopa. Un labirinto d’immagini, perché le storie si raccontano e hanno sempre qualche cosa che le lega tra loro e le immagini hanno sempre un’immagine che le precede, così per l’eternità.


La foto è di Mario Tedeschi ed è stata vista sabato 9 ottobre 2010, esposta insieme a opere di altri artisti, allo SPAZIO STUDIO di via Palermo 8, Milano.

domenica 7 novembre 2010

Mucca all'alpeggio



Il video di questo post è dedicato al Silenzio, è di Alessandro Fornasetti, famoso fotografo milanese, a cui sono legato da amicizia pluridecennale.

giovedì 4 novembre 2010

Le svergognate una definizione "romantica" diventa bieco spattacolo

“Le prime donne che in Palestina, con i crociati, furono sbarcate, siamo noi le svergognate”. Così dice il testo di una canzone, che da giovane mi faceva sorridere. Oggi non riesco più, perché tutto è fuori posto, esagerato. Un dramma della società, delle donne prima e poi degli uomini colpevoli, oggi è diventato bieco spettacolo. C’è di che pensare.

La mia amica Fiamma Satta

Quando siete giù e avete voglia di leggere cose importanti, scritte bene e con grande energia, andate a navigare nel blog della mia cara amica Fiamma Satta:

http://diversamenteaff-abile.gazzetta.it/

mercoledì 3 novembre 2010

Quando "cadono le mascelle"

Il Senatore guardò Tappus e gli "cadde la mascella". Così con la bocca spalancata si allontanò mentre la folla rideva alla battuta idiota. Le strisce rosse, quel giorno, non disegnarono proprio nulla.

martedì 2 novembre 2010

Dolore alle reni

L’Ombra si stava avvicinando con il suo passo felpato, il suo mantello nero non si muoveva. Tutto intorno era silenzio, anche il gelido vento non faceva rumore, sembrava quasi volesse fuggire. Il freddo era strano, era senza gradi, senza sbalzi, era gelo senza aria, senza respiro, privo di futuro, immobile, rigido e infame. La slitta era ferma, ricordava una barricata delle Cinque Giornate di Milano. I dodici cani erano in fila, uno accanto all’altro, sembravano un reggimento di cavalleria pronto allo scatto. Gli occhi azzurri di Angelo erano feroci, implacabili, le sue zampe tese, ogni muscolo si muoveva pronto allo scatto. Il Cavaliere era adagiato dietro alla slitta, non aveva avuto la forza di aprire la tenda, si era infilato nel sacco a pelo febbricitante. Il dolore al fianco sinistro, che girava dietro la schiena, era insopportabile, il gelo lo stava uccidendo. La spada era conficcata nel ghiaccio e mandava i suoi bagliori, ma non sarebbe servita a molto a chi non poteva in quel momento impugnarla.
L’Ombra si avvicinava sempre di più, Angelo sapeva che non avrebbe potuto fare molto, li avrebbe fermati con una mano, però era meglio morire. Guardò negli occhi i suoi amici, la sua amata compagna e capì che nessuno di loro lo avrebbe abbandonato. Il Gufo delle Nevi si posò sulle sue spalle come fosse una piuma.
All’improvviso in direzione opposta all’Ombra, una figura avanzava lentamente, era un Uomo Immortale. L’Ombra lo vide e si fermò, i due si guardarono negli occhi e l’Essere Eterno disse «Sei tu? Che ci fai da queste parti? Non è la tua storia» «Ti sbagli» rispose l’uomo con un sorriso beffardo «tutte le storie dei miei guerrieri sono le mie storie e questo è un Cavaliere della Tavola Rotonda. Sei tu che stai sbagliando momento. Ti prego di andartene» L’Ombra lo guardò e il gelo si fece ancora più intenso, poi si girò su stessa e sparì nel nulla.
L’uomo guardò i cani con dolcezza e li accarezzò uno a uno, con il dito indice picchiò leggermente il capo di LeWin, il gufo delle nevi. Poi si chinò e guardò negli occhi il guerriero «Artù» disse il Cavaliere della Slitta cercando di alzarsi «Fermo figliolo» disse il sovrano sorridendo, tutto intorno s’illuminò e il freddo si fece meno intenso «questo malanno non è niente di grave, capitava anche a me, ogni tanto. Mi ricordo una volta che per il dolore caddi da cavallo e per poco non mi ruppi tutte le ossa. Acqua, devi bere molta acqua. Ti ho portato una bevanda che ti aiuterà. Ora ti riempio la fiasca e aggiungo la magica R3764. Domani mattina starai meglio» Artù si mosse sicuro nel buio gelido e preparò quanto aveva detto. Il Cavaliere lo seguiva con lo sguardo.
A un tratto si sentì un gran frastuono e all’orizzonte comparve una schiera di cavalieri. Quei cavalli e quei guerrieri non temevano il freddo, si avvicinarono al galoppo e si fermarono poco distante. «Ora devo andare. Come vedi non possono stare senza di me, non riesco a liberarmene!» disse Artù ridendo di nuovo, poi chinandosi guardò negli occhi il suo cavaliere e disse «ubbidiscimi, fai come ti ho detto e vedrai che ritornerai presto in piedi. Non temere l’Ombra ora ha da fare. Ci vediamo mio fido» «Mio Sire, proprio in queste condizioni dovevo ricevervi?» disse l’ammalato «C’è sempre una spiegazione a tutto e non temere avremo modo di rivederci» Artù si alzò, si girò e si mosse in direzione del drappello. Un cavaliere gli allungò le redini di un cavallo bianco. Il sovrano mise un piede nella staffa dicendo «grazie Lancillotto» e montò in sella, guardò ancora la scena, tirò delicatamente le redini di lato, il cavallo si girò dolcemente e partì al galoppo. I suoi inseparabili compagni all'unisono fecero la stessa cosa e lo seguirono. Il Cavaliere della Slitta fece uno sforzo, si sollevò e li guardò sparire all’orizzonte, poi ricadde sfinito.