venerdì 1 ottobre 2010

Una morte "dolce"


Mi commuove la misericordia dei giudici americani, i quali vogliono essere sicuri al cento per cento che il potente anestetico da somministrare ai condannati a morte prima dell'iniezione fatale sia veramente efficace. Certo, rispetto ai tempi in cui i condannati venivano bruciati vivi o ai paesi in cui ancora oggi vengono lapidati (vedi Iran) la differenza è grande. Ma la morte è sempre morte, e nessuna persona umana può essere privata della vita, qualunque cosa abbia fatto e in qualunque modo la pena sia applicata. Nessuno ha il diritto di disporre della vita di un suo simile.
Fortuna che da noi, in Italia, la pena di morte è stata abolita. Ma è stata davvero abolita? Leggo che nei primi sei mesi di quest'anno si sono suicidati nelle carceri italiane ben 31 detenuti. Quindi la pena di morte c'è, e come! Senza neppure il bisogno di essere comminata e senza il fastidio di acquistare il potente anestetico in uso nelle carceri americane.
E' ancora lontano il giorno in cui si metterà in discussione anche la morte civile determinata dal carcere e si spenderanno risorse per un vero reinserimento nella società di persone che il più delle volte, prima di essere carnefici, sono state vittime di errori altrui.


Questo è un copia e incolla di un intervento del mio amico Sandro. Vedi Link:  Nicodemo.it

3 commenti:

Jeanluc ha detto...

Ciao, purtroppo hai ragione, ci sono situazioni nei nostri carceri molto preoccupanti. In ogni caso penso che la pena di morte sia disumana, a dispetto di anestetici e cose varie, perchè se nel nostro stato fosse applicata mi dovrei sentire un assassino anche io.
Ciao

Lodovico Valentini Perugia ha detto...
Questo commento è stato eliminato dall'autore.
Lodovico Valentini Perugia ha detto...

Condivido nel modo più totale. A questo proposito pubblicherò nel blog la lettera che un mio amico ha inviato a Lucia Annunziata in relazione a un suo articolo apparso sul quotidiano "La Stampa". Personalmente penso che la lotta alla pena di morte sia in realtà affermazione del diritto alla vita, che oggi, non ostante quello che si può pensare, non fa parte della cultura umana. Ciao