venerdì 29 ottobre 2010

Pumga, Pumga

«Ah! Vecchi sozzoni, lumaconi avvizziti, ma guardate che pance cadenti avete! Eppure correte dietro le ragazzine come galletti dalle penne ritte. Attenti a non cader nella fossa prima del tempo, che con sto’ tirar vi s’ingrossa l’aorta e pumga-pumga, altro che far il verso a una tribù oltre Gaetuli. Pare che ai cittadini romani piaccia tutto questo, così basta far ricadere la colpa su filosofi della plebaglia per mettere tutto a posto. Ma di quali capi state parlando, ma dove sono tutti questi aequandōrum?».  Il Senatore abbandonò il consesso, le strisce rosse della sua candida tunica disegnarono una falce e un martello, simboli del lavoro, in mezzo un punto esclamativo e uno di domanda, simbolo di perplessità.

1 commento:

Jeanluc ha detto...

ahaha grande! sai la mia mente contorta mi h fatto tornare a mente le storie di Asterix: ricordi Obelix che aveva tanta forza perchè cadde in un pentolone della pozione magica? mi sorge un dubbio che il nostro premier sia caduto in un pentolone con un' altra pozione ahhahahhaha