martedì 26 ottobre 2010

L'Imperatore dei cervi è stato ucciso

Ho letto questa notizia su "La Stampa" di oggi. Degli assassini si sono appostati fuori dal parco nazionale di Exmoor in Gran Bretagna. Hanno aspettato che l'Imperatore, un cervo rosso che sembrava una divinità, il più grande animale selvaggio di tutta la Gran Bretagna attraversasse la strada e uscisse dalla zona protetta. 
Lui ignaro, libero come dovremmo sentirci tutti, si è incamminato ed è stato ucciso. Abbiamo perso l'Imperatore, 300 libbre, due metri e ottanta di altezza e corna che sembravano rami di quercia. Per cosa? Per un colpo di fucile? Per danaro? Per divertimento?
C'è un uomo, Peter Donnely, il suo guardacaccia che si è nascosto in un angolo a piangere. Non ho mai visto l'Imperatore e non potrò mai più vederlo ma piango con Peter.
Fermatevi un attimo e pensate quanto poco valga per l'uomo la vita. Ora potete tornare ai vostri impegni!

L'articolo, che potete leggere su "La Stampa" di oggi, è di Andrea Malagutti, corrispondente da Londra del quotidiano.

3 commenti:

Jeanluc ha detto...

Pazzesco.. si continua ad uccidere per il gusto di farlo... che schifo!

Anonimo ha detto...

Provo tristezza quando vedo creature uccise, con la “scusa” di un vile gesto che vuol essere “chiamato sport” e “caccia di selezione in difesa della natura”, da parte di esseri che non sanno nemmeno cosa significhi il vero rispetto per la natura, e se per caso dici loro quello che pensi con un sorriso capriccioso ti dicono "Come mai, non ami gli animali?".
"No, è proprio perché li amo che non mi interessa e sicuramente li rispetto più di gente come te, che si fa i soldi sulla pelle di un animale".

Accetto con difficoltà chi sostiene che è una legge della Natura, perché è una legge che genera odio e può passare facilmente da un animale ad un uomo, e più l’odio è grande, sia motivato che non, più c'è il rischio di distruggere inutilmente la propria vita e quella degli amati, o anche di sconosciuti, oltre che l'oggetto del proprio odio, perché la sua forza distruttiva, al contrario di chi lo prova, non fa distinzioni. Non mi pongo mai la domanda perché odiare, è più diretto chiedersi perché morire.

Ho la certezza che quando hanno sparato al cervo un silenzio freddo è calato su quella terra, i rumori della foresta sono cessati come se fossero stati tagliati con un coltello. Si sarà avvertita a lungo, come un malessere di tutto, una cosmica sospensione del respiro. Si è fermato l'intero universo. Attimi, attimi, attimi. Le tenebre si sono carbonizzate di silenzio.
All'improvviso, acciaio vivo.
Il chioccia

aurora ha detto...

E' terribile quando succedono queste cose personalmente mi vergogno di far parte del genere umano