sabato 30 ottobre 2010

Curiosando nel "Dubbio di Enrico Vaime"

Quando avete tempo andate a rivedere o forse più probabilmente a vedere i video del  "Dubbio di Enrico Vaime", si tratta di una serie di interventi che Vaime, un Signore che personalmente stimo tantissimo, ha fatto e spero continui a fare, sul Canale Televisivo LA7.

http://www.la7.it/omnibus/video.php?cat=104234

Troppo bello quest'inno alla fertilità di Elio e Le Storie Tese

Una grande band, un grande Marcus Miller, al Blue Note, ieri sera.

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Fantastico concerto, tutti molto bravi, giovanissimi, entusiasti, brivanti. Ho condiviso con sorrisi e cenni di testa con la tromba il concerto. Il sax è stato entusiasmante. Di Marcus ho poco da aggiungere. Il batterista è una macchina del tempo e il tastierista un abile costruttore di ragnatele che raccolgono le note di tutti. Sono entusiasta. Grande Marcus


Marcus Miller basso, clarinetto basso
Sean Jones Tromba
Alan Han sax
Federico Gonzalez Pena tastiere
Louis Cato batteria

venerdì 29 ottobre 2010

Marcus Miller - Power (live)

L'autografo di Marcus Miller!

Il mio amico Carlo Angelo, da Marcus chiamato Callo, mi ha portato l'autografo di questo grande bassista.

Pumga, Pumga

«Ah! Vecchi sozzoni, lumaconi avvizziti, ma guardate che pance cadenti avete! Eppure correte dietro le ragazzine come galletti dalle penne ritte. Attenti a non cader nella fossa prima del tempo, che con sto’ tirar vi s’ingrossa l’aorta e pumga-pumga, altro che far il verso a una tribù oltre Gaetuli. Pare che ai cittadini romani piaccia tutto questo, così basta far ricadere la colpa su filosofi della plebaglia per mettere tutto a posto. Ma di quali capi state parlando, ma dove sono tutti questi aequandōrum?».  Il Senatore abbandonò il consesso, le strisce rosse della sua candida tunica disegnarono una falce e un martello, simboli del lavoro, in mezzo un punto esclamativo e uno di domanda, simbolo di perplessità.

giovedì 28 ottobre 2010

Mike J. Drake, il più grande bassista del mondo, al Memphis Slim Modern Club di Kansas City.

La California è come un sogno. Lungo la Highway 1 è possibile incontrare dei musicisti addormentati. Forse a Big Sur potreste incontrare il più grande bassista del mondo, se siete fortunati, lo potrete vedere camminare con il suo passo claudicante lungo le scogliere, il suo strumento buttato dietro le spalle. 
Mike J. Drake è il suo nome, lui con la sola quarta corda riesce a suonare tutta la Nona di Beethoven e la suona come se fosse un blues, senza mai fermarsi. Drake è il più grande bassista del mondo, riesce a far sentire a una platea, le note del suo strumento senza utilizzare l’amplificatore, le sue dita sono lunghe, affusolate, il palmo della sua mano è grande, così ampio che il suo dito indice tocca il Fa della prima corda e il dito mignolo il Sol della quarta. Eppure lui ama il silenzio, dice che solo nel silenzio, l’ottava nota, è possibile scoprire l’Essenza di Dio. Voi non avete mai sentito suonare Mike J. Drake ed è un vero peccato. Se è così, vi consiglio di prendere il primo aereo e andare a Kansas City. Già, proprio così, il primo di novembre, indovinate dove? Al Memphis Slim Modern Club, Mike suonerà con Jim Douval il più grande chitarrista del mondo. Pensate Jim e Mike insieme, inimmaginabile, non ci sono parole per descriverlo, chi ci sarà non potrà più parlare per un giorno intero, infatti, la sua bocca rimarrà aperta dallo stupore. Non udrà più nessun suono e un’immensa felicità riempirà il suo cuore. Ragazzi che nottata ci aspetta a Kansas City, che nottata

Sfrezzzzzzzzzzzzz

Correva, la slitta correva veloce, era un lampo blu sulla crosta del ghiaccio. Il mantello del Guerriero la copriva tutta e l’azzurro degli occhi dei cani illuminava la scena intorno e il colore era ancora più scuro e brillante.
Sfrezzzzzzzzzz, i pattini scalfivano il freddo terreno della Taiga eterna, sfrizzzzzzzzzzzz, una scia d’argento si perdeva nel passato, sfrezzzzzzzzzzz, era già persa e si perdeva di nuovo, sfrizzzzzzzzzzzz e poi il vento del Nord la copriva. Poi si scopriva, sembrava svanire, ma poi tornava.
A noi sembra che il passato sia perso, ma poi ritorna, ritorna nei figli dei figli dei Guerrieri, ritorna in tutti i figli dei figli degli uomini, è eterno negli Esseri Eterni.
L’Ombra non corre mai, cammina lentamente e nessuno conosce la sua direzione, sembra vada dritta e poi a un tratto cambia direzione e la trovi alle tue spalle, la senti, ma non la vedi. All’improvviso cambia direzione ancora, “dove vai”, vorresti urlare “ da chi vai?”, ma non lo saprai mai.
Sfrezzzzzzzzzzzz. La slitta correva alla ricerca del cespuglio di Biancospino e il suono dei suoi pattini era un richiamo e diceva “dove ti sei nascosto Merlino? Dimmi che direzione devo prendere per trovare il Sacro Graal”. Nessuno risponde e il vento urla nelle orecchie dei Guerrieri “è tutto inutile, che vai cercando, non c’è risposta. Tutto è sulla Terra e poi c’è il nulla, ma che vai farneticando, torna a casa Guerriero, torna nel tuo castello e attendi”.
Via, il Cavaliere vola via, la spada nella sacca, lo scudo sotto il mantello, scaccia con il guanto i sussurri del vento, incita i suoi amici ad andare più veloci. Sfrezzzzzzzzzz, il cespuglio di Biancospino c’è, è oltre la cima del Monte della Luna o forse è ancora più distante. Sfrizzzzzzzzzzzz, la slitta blu sparisce nella notte come l’ultima nota di un canto.

mercoledì 27 ottobre 2010

Le dita dell’Uomo che Veniva da Lontano


Eravamo dieci fratelli laggiù nel Kansas. Eravamo felici, ci piaceva molto il cielo, ma anche la terra. Le nostre dita erano lunghe e si spingevano in alto, noi volevamo sentire il profumo dell’aria, ma partivano dal basso per raccogliere la terra. Ci piaceva sentire gli schizzi delle gocce d’acqua che rimbalzavano e si posavano sul punto più basso delle nostre dita. Per anni abbiamo guardato in cielo e toccato la terra. Ci piaceva quando arrivavano le auto, potevamo accarezzarle. Erano un po’ fredde, forse inutili ma a volte portavano l’Uomo che Veniva da Lontano. Ci piaceva ancor di più quando, la piccola bambina della casa correva tra di noi, si fermava, ci toccava. Allora un brivido ci scuoteva, e a volte riuscivamo ad accarezzare i suoi capelli. Ci piaceva quell’uomo, a volte triste, che passava in mezzo a noi e si fermava a toccarci uno a uno. Poi un giorno, quando l'Uomo che Veniva da Lontano non c'era, ci hanno tagliato le dita. Prima l’indice che indicava Dio, il pollice grassottello, l’anulare che cantava la gioia dell’Amore, il medio che era il più folto, il più verde. Toccava a lui tenere unite le nostre mani, era lui che pregava per tutti. Infine hanno tagliato il mignolo, il più piccolo, la speranza. Tutto quel giorno è finito. Abbiamo visto quell’uomo solo passare sotto di noi, urlava per il dolore, avremmo voluto consolarlo ma non potevamo più toccarlo. Lui accarezzò le nostre ferite e questo ci donò un po’ di sollievo.
Ora noi siamo sempre laggiù nel Kansas, assomigliamo più a dei pali con dei ciuffi e quell’uomo non l’abbiamo visto più, laggiù nel Kansas.

Parole sante della Signora Luciana Littizzetto



Così dovremmo pensare tutti!

martedì 26 ottobre 2010

L'Imperatore dei cervi è stato ucciso

Ho letto questa notizia su "La Stampa" di oggi. Degli assassini si sono appostati fuori dal parco nazionale di Exmoor in Gran Bretagna. Hanno aspettato che l'Imperatore, un cervo rosso che sembrava una divinità, il più grande animale selvaggio di tutta la Gran Bretagna attraversasse la strada e uscisse dalla zona protetta. 
Lui ignaro, libero come dovremmo sentirci tutti, si è incamminato ed è stato ucciso. Abbiamo perso l'Imperatore, 300 libbre, due metri e ottanta di altezza e corna che sembravano rami di quercia. Per cosa? Per un colpo di fucile? Per danaro? Per divertimento?
C'è un uomo, Peter Donnely, il suo guardacaccia che si è nascosto in un angolo a piangere. Non ho mai visto l'Imperatore e non potrò mai più vederlo ma piango con Peter.
Fermatevi un attimo e pensate quanto poco valga per l'uomo la vita. Ora potete tornare ai vostri impegni!

L'articolo, che potete leggere su "La Stampa" di oggi, è di Andrea Malagutti, corrispondente da Londra del quotidiano.

venerdì 15 ottobre 2010

L'Uomo che Ride con gli Uccelli.

Il Guerriero si guardò intorno. Nulla non c’era nulla, non c’erano colori, solo una sfumatura che passava dal bianco intenso al velato. La notte era meglio, quando la luna illuminava il bianco del ghiaccio, però il freddo aumentava. Si ricordò dei suoi cipressi, si ricordò del loro splendore, delle loro punte acuminate, verdi lance che puntavano al cuore dell’universo. Si ricordò della sofferenza quando avevano reciso i loro rami più bassi, riascoltò il loro grido di dolore e il suo cuore fu trafitto ancora e ancora. Guardò in alto il cielo buio, cercò un punto su cui poter fissare il suo sguardo e proprio in quel momento vide passare la scia eterna che Juppiter Jovis, il gatto guaritore, aveva lasciato nello spazio. S’inginocchiò con la sua spada in pugno e lo rimpianse. Angelo ululò nella notte, un avvertimento. Ululò ancora e quel suono fece scricchiolare il ghiaccio eterno della Taiga. Merlino si svegliò e dal suo cespuglio tese le orecchie e comprese il canto del suo amico, sollevò le mani verso il cielo e chiese agli astri di illuminarsi. Il Cavaliere vide le luci delle stelle e smise di piangere. L'Uomo che Ride con gli Uccelli pianse lacrime amare, e capi che aveva fatto male a non ridere con i suoi simili, anche perché, gli uccelli non avevano mai riso con lui. Il Gufo delle Nevi si alzò in volo e scese lentamente sulle spalle del Guerriero, il giorno dopo  ci sarebbero state per loro nuove imprese e una lunga corsa sulla crosta di quel ghiaccio immortale. L’Uomo che Ride con gli Uccelli sarebbe rimasto indietro nel tempo per sempre.

mercoledì 13 ottobre 2010

Confronti - Catellan e John Cale




è solo un mio colpo d'occhio, vedi articolo precedente.

Nicoletta Meroni allo SPAZIO STUDIO

Confronti.


La mia amica Nicoletta ha preso Catellan così. Cosa ci vedete voi? A me ricorda uno dei Velvet Underground. Non sapete chi sono i Velvet Underground, peccato! Qualcuno si domanderà, quale dei Velvet Underground?
John Cale naturalmente.
L’arte s’incontra sempre nelle figure, infatti, un’immagine è incontro di pensieri. Il mio pensiero suona, così la musica incrocia queste foto e nelle foto c’è un artista, con i pantaloni stretti e le scarpe lunghe, troppo lunghe.  Forse però sono i pantaloni stretti, troppo stretti. Va bene così.

La sequenza fotografica di Nicoletta Meroni è stata vista sabato 9 ottobre 2010, esposta insieme a opere di altri    artisti, allo SPAZIO STUDIO di via Palermo 8, Milano.

Il 'vaffan, Masius et Santaurum

«Oh! Voi del Forumrai, ma vi sembra mai possibile che si parli ancora di sanzioni, con tutte le parolacce, i ricatti, le cattiverie che ci tocca sopportare? Di cosa stiamo parlando? Di un ‘vaffa?
In ogni caso, non vi sembra che così si tocchi la libertà di espressione? Cosa sanzioni Masius? Certo, c’è del cattivo gusto, certo è offensivo, ma non è chiaro per chi? Certo, le battute poco fini andrebbero limitate! Che dovremmo dire, allora, delle pessime battute di Tappus, che facciamo, sanzioniamo anche lui? Ma ‘vaffan!» Il Senatore si allontanò lungo l’Aurelia canticchiando «Per questo stronzio, stronzio 90, qui ce n’è per tutti in quantità…….» Le bande rosse della sua tunica disegnarono qualche cosa di simile a un……………(metteteci quello che più vi piace. Oh, però, non ditelo a nessuno, vi potrebbero sanzionare!).

martedì 12 ottobre 2010

Buona Notte Guerrieri



Buona Notte Guerrieri, buona notte a voi che cercate la via, a voi che avete perso qualche cosa, a voi che avete provato l'intensità del dolore, a voi che avete visto il mondo capovolgersi. Le vostre spade si alzano verso il Cielo e lo illuminano con l'intensità di un grido. Buona notte amazzone dal capo rasato, buona notte amico con il bastone, buona notte colonnello, ovunque voi siate incrocio il mio ricordo con le vostre vie. Buona Notte ricordi.

SPQR - Sono Proprio Grandi Questi Romani





Un romano de Roma, premiato a Milano, con il Premio Lombardia Efficiente. 
Il Dottor Andrea Martino è nato nel 1971, è sposato ed ha due figli, si è laureato in Economia e Commercio e MBA in Business Administration presso la Luis di Roma  
Dopo precedenti esperienze in Banca d’Italia, Commissione Europea e Bain & Company , dal 2007 è alla guida della Centrale Acquisti della Regione Lombardia, che ha come obiettivo principale la razionalizzazione della spesa pubblica degli Enti lombardi, anche attraverso l’utilizzo di strumenti di e-procurement.
La 1° edizione del Premio Lombardia Efficiente è un riconoscimento concreto dedicato alle Pubbliche Amministrazioni del territorio lombardo. 
Gli antichi Romani fondarono Milano e ancora oggi, per fortuna si fanno vedere, così noi lumbard possiamo esclamare a gran voce «SONO PROPRIO GRANDI QUESTI ROMANI!»

Il mio amico Luciano Galimberti di Carlo Angelo Tosi

Ho conosciuto il mio amico Luciano a scuola, l'anno scorso. Non proprio dentro un'aula, ma fuori. A noi due piacerebbe molto tornare a sederci in un banco e ascoltare in pace una lezione, magari di storia, ma nel nostro futuro ci sono le  nostre bambine e quindi abbiamo altre cose da fare, senza rimpianti. Ecco noi ci siamo conosciuti in prima elementare, quel fantastico, indimenticabile primo anno di scuola di Bianca la bimba di Luciano e Alessandra la mia bimba. Da quel giorno ci vediamo, parliamo e ci raccontiamo il nostro passato, i nostri obiettivi e il nostro futuro. Mi piacerà molto leggere il libro del mio amico, Che razza di design , e penso possa piacere anche a voi.

Carlo Angelo Tosi



Cari, scarsi e affezionati lettori di questo blog, se vi interessa sapere qualche cosa di più del libro, dell'amico del mio amico Carlo, potete visitare questo sito:

http://www.leggereleggere.it/indice_ebook/arte/Luciano_Galimberti.html


La critica dei libri è affidata a me, il terribile Lodovico, solo i migliori finiscono nella rubrica "Libri da non perdere" , e quindi a presto!

lunedì 11 ottobre 2010

Il ghigno di Tappus

«Rotuliu non è il bipartes il problema. Il problema sono i politicum che sono dentro e fuori dal bipartes. Che è poi questo tertia vertez? Povero popolo di Roma già fa fatica così, lo dimostra tutte le volte che va alle urne!»  Urlò il senatore verso l'uomo che stava parlando nel Forumrai II con gli Ovillum. Rotuliu voleva rispondere, ma il Senatore si girò di scatto e le bande rosse disegnarono il ghigno di Tappus. Il Senatore indicò con il pollice la sua schiena e gridò «questo è quello che vedrete per molti anni ancora, altro che percentuali!»

giovedì 7 ottobre 2010

WITH A LITTLE HELP FROM MY FRIENDS di Carlo Angelo Tosi





Non credo che il mio amico Paul Collis abbia bisogno del mio aiuto, ma comunque ho deciso di chiedere a Lodovico di pubblicare nel suo sito queste note che state leggendo.

Sono passati molti anni dall’ultima volta che l’ho visto, i nostri concerti di “musica gestuale” erano già finiti da qualche tempo e ognuno di noi aveva preso una strada diversa. Paul non viveva più in Italia. Oggi Paul abita in California.

Qualche giorno fa ho scoperto che Paul ha pubblicato un libro.  Un libro di un amico è una bella notizia. Infatti, leggere una storia di un amico è come chiacchierare con lui ed io non lo vedo da almeno venticinque anni, abbiamo molte cose da raccontarci. Anche Lodovico mi ha promesso di leggerlo, fatelo anche voi, è scritto in lingua inglese, ma dalle prime pagine mi è sembrato scorrevole. Quando l’avrete finito mandate un commento (qui sotto lo potete scrivere), così per noi sarà più facile stendere una critica sincera. è quello che ci ha chiesto dopo tutto!

Per acquistare il libro visitate il website  


venerdì 1 ottobre 2010

Una morte "dolce"


Mi commuove la misericordia dei giudici americani, i quali vogliono essere sicuri al cento per cento che il potente anestetico da somministrare ai condannati a morte prima dell'iniezione fatale sia veramente efficace. Certo, rispetto ai tempi in cui i condannati venivano bruciati vivi o ai paesi in cui ancora oggi vengono lapidati (vedi Iran) la differenza è grande. Ma la morte è sempre morte, e nessuna persona umana può essere privata della vita, qualunque cosa abbia fatto e in qualunque modo la pena sia applicata. Nessuno ha il diritto di disporre della vita di un suo simile.
Fortuna che da noi, in Italia, la pena di morte è stata abolita. Ma è stata davvero abolita? Leggo che nei primi sei mesi di quest'anno si sono suicidati nelle carceri italiane ben 31 detenuti. Quindi la pena di morte c'è, e come! Senza neppure il bisogno di essere comminata e senza il fastidio di acquistare il potente anestetico in uso nelle carceri americane.
E' ancora lontano il giorno in cui si metterà in discussione anche la morte civile determinata dal carcere e si spenderanno risorse per un vero reinserimento nella società di persone che il più delle volte, prima di essere carnefici, sono state vittime di errori altrui.


Questo è un copia e incolla di un intervento del mio amico Sandro. Vedi Link:  Nicodemo.it