mercoledì 22 settembre 2010

Una carezza sul naso.

«Dove ha origine il Cosmo, mi domandi Cavaliere. Potrei risponderti nel silenzio, nel pensiero illimitato o più “materialmente” nel plasma assoluto. Vago da sempre nel lato nascosto dell’eternità, che è vita, ma non conosco la sua origine. So che è legata a un’effimera libertà, forse quella che tu cerchi. Cavaliere torniamo a noi, a chi tocca muovere?».  L’uomo si guardò intorno. Guardò il suo cane negli occhi. Angelo gli sorrise, lui sapeva che lo stava facendo ed era un sorriso che nessun uomo era in grado di fare. Quel sorriso usciva da tutto quel piccolo essere fatto di muscoli scattanti, che non sentiva il freddo, che amava la vita e la Libertà, che conosceva i più profondi misteri della sua anima. Il guerriero rispose al suo sorriso, si tolse il guanto e lo accarezzò con un dito sul naso. Il cane mosse la coda nella direzione del Nord. Il Cavaliere guardò l’Ombra e disse «tocca a te muovere. Ti ricordi?». L’essere eterno si alzò e disse «Domani, forse. Ora devo andare, non posso fermarmi con te. Sei un buon giocatore. Tornerò lo sai!?. Laggiù, sulla terra, gira troppo denaro e troppo facilmente guadagnato, devo andare a vedere chi sono i ladri. Troppi temo e molti a causa loro avranno bisogno di me anzitempo. I primi, però, si sono dimenticati di me e credimi, contrariamente a quello che si pensa, sono dei pessimi giocatori». L’Ombra si allontanò verso Nord e sparì dietro il gelido profilo di una montagna.

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