sabato 25 settembre 2010

Tappus, Finus, le patacche e le polpette avvelenate

«Uno monta un polverone promettendo dichiarazioni dirompenti. Dopo ore di attesa e il foro in tilt, emette parole serie, che però si sgonfiano in una difesa spuntata.  L’altro invece dice, bel bello, dopo aver montato il gran baccano  contro il suo ex compare, che il suo governo è lontano da quello che avviene intorno e lavora solo per il paese. Che si fa gente di Roma?» urlò il Senatore dal suo balcone «si torna a votare questi due?», poi girò su se stesso, le bande rosse svolazzarono nel tramonto disegnando patacche e polpette avvelenate, cioè tutto quel che restava di quel giorno e entrò in casa.

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