giovedì 23 settembre 2010

Il Cavaliere si racconta la Favola.

«Ho riscattato la mia vita o più probabilmente, la donna che amo l’ha trattenuta più volte. L’ultima volta mi ha preso per i capelli. L’Ombra sembrava mi avesse dato  Scacco Matto, ma non era così e lei è riuscita a farmi vedere una mossa nascosta, mi ha sorretto, allora ho spostato un fragile pedone e degli angeli mi hanno aiutato. Bene o male mi hanno tenuto in vita. Con il tempo sono tornato a camminare, però da quel giorno una parte del mio spirito è volata via e ora percorre le distese ghiacciate della Taiga eterna. Il luogo dei Guerrieri, uomini e donne che hanno scorto l’Ombra, che portano i segni di questo incontro o che lottano con un male. Donne e uomini che il destino unisce perché conoscono il senso profondo del coraggio. Pezzi d’anima che soli, su slitte trainate da magnifici cani, vanno alla ricerca della Verità e scorgono, attraverso la lente del ghiaccio, l’orrore del Mondo, l’esatto contrario.
Oltre l’ultimo cielo, oltre il buio assoluto, un buio che non è buio, ma assenza, oltre l'immaginazione umana, oltre la Curva dove tutto ha avuto inizio. Oltre il plasma iniziale, lì si stende l’immenso mondo ghiacciato della Taiga. Più oltre si trova la Verità, che solo il Mago Merlino è in grado di intuire.
I Guerrieri sono alla ricerca del cespuglio di biancospino da secoli, lì si nascondono il Mago dei maghi e la Fata delle fate, Niniane. Purtroppo il dolore che arriva dalla Terra rende difficile la loro ricerca e l’Ombra li pedina da vicino, senza sosta.
L’ultimo dei Cavalieri della Tavola Rotonda prende tempo giocando a scacchi e gli altri Guerrieri usano altri stratagemmi. Povere astuzie in cui però credono e così lottano nel gelo, nella sofferenza loro e con il dolore del mondo addosso. Queste donne e questi uomini difficilmente s’incontrano ma si ascoltano e a volte combattono insieme. Così come, a volte, si uniscono a loro gli elfi, le fate, gli animali fatati, gli esseri immortali e i Sette Savi. Tutti insieme cercano di combattere il Male che neppure l’Ombra sa da dove arriva».
Il Cavaliere guardò i suoi cani negli occhi e finalmente si addormentò. Le Win, la civetta delle nevi,  lanciò il suo grido verso l'Impossibile a difesa del sonno del suo amico.

2 commenti:

aurora ha detto...

I tuoi racconti mi toccano il cuore scopro sempre in essi qualcosa che mi emoziona, posso solo dirti grazie!

Lodovico Valentini Perugia ha detto...

Sono io che ringrazio te, perché sono fortunato ad avere una lettrice come te! Ciao Cara Amica, buona notte.