mercoledì 4 agosto 2010

La Ninfa Siringa

Ah! Che “goduria” la lettura di “Lussuria” di Giulio Giorello. Testo non semplice, infatti, spesso bisogna ritornare sulle pagine lette per coglierne il significato, ma come riportato dall’autore «Giordano Bruno era solito consigliare a chi legge di sforzarsi di penetrare “entro le midolla del senso” andando oltre la lettera del testo - si trattasse della Bibbia come delle proprie opere». 
Spero che il Professor Giorello non se ne abbia a male se riporto un altro piccolo brano dalla sua opera, che lui stesso ha tratto dal Libro I delle Metamorfosi di Ovidio. Il brano è delizioso e narra della nascita di uno strumento musicale.
«Siringa, casta ninfa, avvezza a girare per “selve ombrose”, per di più “succinta alla maniera di Diana”, era stata scovata da Pan, ma ne aveva respinto le profferte d’amore. Un fiume le aveva sbarrato la fuga; allora aveva invocato le sorelle. E così Pan, mentre credeva di aver stretto Siringa, invece del corpo della Ninfa si era trovato in mano un fascio di canne palustri! Deluso, sospirava su di esse; intanto, il movimento dell’aria aveva provocato un suono flebile, simile a un lamento. Dalle canne recise e unite insieme con la cera, il dio aveva infine creato un armonioso strumento, La zampogna o siringa».

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