giovedì 26 agosto 2010

L'Onore dimenticato di Cicerone

Il Senatore urlò «ricordate che, per chi ha sete di potere è solo il potere che conta, non le proprie convinzioni, solo il bottino, non certo l'onore. Onore!? Parola inutile e quando mai quest'uomo ne ha compreso il senso?». Poi si girò di scatto, lasciò l'aula a semicerchio, è spari tra le onde di due bande rosse che disegnavano il volto di Cicerone, sulla sua bianca tunica.

martedì 24 agosto 2010

Tra le braccia di Merlino

Il vento soffiava gelido, di più sempre di più. Il suo gelo era, in un certo senso inutile.  Inutile per quel mondo lontano e ghiacciato. La taiga sembrava non avere ne un inizio ne una fine, il suo bianco era così intenso da illuminare le notti, a volte le sette lune riflettevano la loro luce che rimbalzava sulla sua superficie illuminandole sino a farle sparire in quel chiarore teso, lindo come un lenzuolo appena confezionato. Il freddo era così intenso che i cani non riuscivano a muoversi. Il Cavaliere della Slitta aveva montato la tenda e lì si era riparata la pattuglia dei ghiacci, la piccola stufa a energia eolica scaldava l'ambiente. I tredici si guardavano a vicenda negli occhi stupiti, l’uomo e i suoi cani. Mai avevano sentito un vento così forte, intenso, spesso e inutile. Qualche cosa stava succedendo, laggiù sulla terra.

Niniane si era rifugiata tra le braccia del suo amato e Merlino le stava raccontando la storia dei Giganti, gli esseri che avevano dominato la Terra per secoli e l'avevano poi abbandonata per viaggiare tra le stelle. L'avevano lasciata deponendo le loro enormi armature, solo le loro anime ora solcavano libere l'universo. Niniane ascoltava incantata la voce del Mago dei maghi, l'uomo che aveva scelto per secoli i principi e i re della terra, per poi nascondersi con lei nel cespuglio di biancospino. Lo guardava negli occhi e leggeva le storie nelle sue pupille, vedeva le figure degli uomini saggi che lo salutavano mentre partivano per le loro missioni, vedeva i Guerrieri della Tavola Rotonda, le fate, gli elfi.  Vedeva i Sette Sapienti e le Sette Guglie. La Terra era lontana, sembrava persa, lei sapeva che non sarebbe stato così, lo vedeva negli occhi del Mago, lo sentiva stringendo le sue mani, capiva il Senso abbracciandolo. Si ricordò dell'ultimo cavaliere della Tavola Rotonda, ma in quel momento non poteva far nulla, alzò la sua candida mano destra e con le dita realizzò una coltre azzurra, la spinse in alto e con quella coprì la pattuglia dei ghiacci. Nella tenda i tredici, si addormentarono.

mercoledì 18 agosto 2010

Nando Dalla Chiesa su ilfattoquotidiano.it

"Sarò onesto, Cossiga non mi mancherà Certo non si porterà nell'aldilà solo i segreti veri di questa Repubblica. Si porterà anche i segreti da lui inventati, le trame inesistenti fatte intravedere, le panzane spacciate per misteri"

Un punto di vista diverso e per questo molto interessante, che si distingue dalla massa dei commenti definibili "opportunisti", in generale.

Una K al vento

Il Senatore uscì sul balcone e osservò la città imperiale, si asciugò con la manica della tunica una lacrima, solo una, che gli aveva bagnato la guancia. Pensò guardando le luci della città imperiale - Un uomo che sapeva troppo o che sapeva troppo poco rispetto a quello che avrebbe potuto raccontare è partito per l'ade.
Ancora una volta i fottuti dei hanno protetto l'equilibrio cosmico romano - si voltò e mentre rientrava in casa, le bande rosse disegnarono una grande K svolazzante.

lunedì 16 agosto 2010

Bocca, la sintesi di un maestro

Dal sito www.ilfattoquotidiano.it, traggo e riporto l'introduzione all'articolo intervista a Giorgio Bocca dal titolo "Tutti i regimi alla fine cadono". L'articolo a firma di Gianni Barbaceto si può leggere su "Il Fatto Quotidiano" di ieri.
«Il 18 agosto spegnerà 90 candeline, “in un momento difficile per la democrazia”. Ma per Bocca la causa non è solo B: “Lui è l’uomo giusto al momento giusto. Ha capito che cosa vogliono gli italiani, che il Paese ha bisogno di fascismo. Riesce ad essere autoritario e anche a imporre le cricche come metodo di governo". Poi prevede la caduta del regime: "La crisi potrà essere lunga, perché non c'è opposizione". Tempi duri, di conseguenza, anche per la libera informazione: “Non ci sono più editori che credono nel mercato delle notizie. Oggi regna il gossip e i direttori non stabiliscono confini etici. Imperversa lo stile di Vittorio Feltri”. Su Gianfranco Fini, però, al di là degli attacchi del Giornale, resta il dubbio: “Oggi dice cose politicamente intelligenti. Ma non riesco a fidarmi di uno che, tra democrazia e Repubblica di Salò, sceglie la seconda e diventa missino” di Gianni Barbaceto».

sabato 7 agosto 2010

Un Nobiluomo da non dimenticare



Ho "carpito" questo video dal sito http://nonsolorock.blogspot.com che vi invito nuovamente a visitare. E' un omaggio a Domenico Modugno che condivido.

giovedì 5 agosto 2010

Il sottosegretario trasformato

Che felicità, che contentezza! Il sottosegretario uscì all’aperto e respirò un boccone d’aria, all’improvviso sentì qualche cosa di strano in gola, quel qualcosa scese giù per il gargarozzo e velocemente arrivò giù, giù, sino all’innominato. L’uomo si piegò su stesso e si trasformò in un caratteristico suono o forse è meglio dire rumore!


Attonito di fronte al sottosegretario

Voi, amici miei, capite qualche cosa di tutto quello che succede e perché? Che cosa hanno veramente in mente Fini e Berlusconi? Al di là di questo, non trovate sproporzionato dedicare un pomeriggio a un voto di sfiducia nei confronti di un solo uomo? Anche se questo voto ha contenuti diversi? Con che faccia va in giro, oggi, quest’uomo che ha fatto perdere un pomeriggio a deputati che dovrebbero lavorare per un paese? Non era più serio ed elegante allontanarsi per poi, un domani, ritornare a faccia alta? A noi gente comune, domando ai miei rari, affezionati lettori, a noi che viviamo le nostre giornate tra successi, insuccessi, gioie e dolori che impressione fa tutto questo? Non pensate che questa realtà sia troppo lontana da un mondo in evoluzione e contemporaneamente in flessione drammatica?

Non capisco e ogni mio sforzo per comprendere è inutile. Mi sforzo di leggere i giornali e non trovo nulla, nulla.
Eppure mi rendo conto di non sapere abbastanza, però forse il mio problema è un altro, forse ho ideali diversi e troppo lontani da una realtà che non comprendo. Così, come il mio personaggio “Il Senatore”, sono tentato di coprirmi gli occhi con le bande rosse della tunica e dimenticare.   

mercoledì 4 agosto 2010

Ipazia e Giorello

La Ninfa Siringa

Ah! Che “goduria” la lettura di “Lussuria” di Giulio Giorello. Testo non semplice, infatti, spesso bisogna ritornare sulle pagine lette per coglierne il significato, ma come riportato dall’autore «Giordano Bruno era solito consigliare a chi legge di sforzarsi di penetrare “entro le midolla del senso” andando oltre la lettera del testo - si trattasse della Bibbia come delle proprie opere». 
Spero che il Professor Giorello non se ne abbia a male se riporto un altro piccolo brano dalla sua opera, che lui stesso ha tratto dal Libro I delle Metamorfosi di Ovidio. Il brano è delizioso e narra della nascita di uno strumento musicale.
«Siringa, casta ninfa, avvezza a girare per “selve ombrose”, per di più “succinta alla maniera di Diana”, era stata scovata da Pan, ma ne aveva respinto le profferte d’amore. Un fiume le aveva sbarrato la fuga; allora aveva invocato le sorelle. E così Pan, mentre credeva di aver stretto Siringa, invece del corpo della Ninfa si era trovato in mano un fascio di canne palustri! Deluso, sospirava su di esse; intanto, il movimento dell’aria aveva provocato un suono flebile, simile a un lamento. Dalle canne recise e unite insieme con la cera, il dio aveva infine creato un armonioso strumento, La zampogna o siringa».