mercoledì 14 luglio 2010

La Mangiopposizione





Il Senatore da settimane stava silenzioso seduto nel suo scranno, mentre una massa di malfattori, appartenenti alle sette più incredibili, si muoveva in quell’aula. Quei drammatici e pericolosi omuncoli confabulavano cose così turpi, che nessun orecchio umano - normale - avrebbe mai potuto sostenerne il peso.

«Oh! Cesare se tu fossi qui saresti già partito per la Gallia, per non fare mai più ritorno» pensava il Senatore «Farabutti incalliti, dalle mani grondanti sterco di pipistrello. Vecchi babbioni dalle tasche piene di denaro. Una quantità così eccessiva di denaro da diventare inutile. Vecchi flaccidi dal sedere molle sotto le vesti, esseri che trasudano potere sul nulla. Vecchi gonfi che già puzzano di decomposizione in atto. Uno che si spinge verso l’altro per tramare complotti già esausti sul nascere ma proprio per questo molto dannosi per il Paese. 
Oh! Cesare, almeno tu rubavi per finanziare le tue legioni e con il sogno di invadere qualche nuova terra e far più grande Roma. Questi rubano per loro stessi e per mantenere il loro potere su un Paese in rovina, dalle orecchie otturate e dagli occhi persi. Questi vegliardi, che molti ammirano - non capisco per che cosa - sono pronti a tutto, forse l’hanno già fatto proprio nello stesso momento in cui hanno pensato, ed io tra di voi che ci faccio? Nulla. L’opposizione non c’è più, almeno quella che c’era e che dovrebbe esserci. Oggi c’è una cosa nuova “l’altro lato della maggioranza” o più semplicemente “mangiopposizione”»
Al Senatore venne un conato di vomito, si alzò e uscì all’aria fresca della Città Imperiale, poi scese i gradini della grande scalinata e si asciugò il sudore freddo che gli colava dalla fronte con una delle sventolanti bande rosse dell'inutile tunica.

1 commento:

Jeanluc ha detto...

Ottimo spunto di riflessione...usando un vecchio spot direi.."meditate gente...meditate.."