giovedì 6 maggio 2010

Solo le nostra ossa!

«Va male, molto male. Caro Angelo si è rotto il pattino sinistro della nostra slitta». L’aski guardava il suo amico piegando il capo e guaendo. Il guerriero inchinato fissava la sua slitta rovesciata «In queste condizioni non potremo mai superare il tunnel di Guarda-Ni, questa volta il destino è contro di noi».
Lo sconforto lo prese e gettò nell’aria la lima che stringeva nella mano guantata. L’oggetto piroettò e come un fulmine ricadde violento a terra conficcandosi nel ghiaccio. Le Win appollaiato sul sacco delle armi, si alzò in volo, di scatto, lanciando il suo suono di disappunto e uno sguardo torvo verso il Cavaliere. Gli undici cani corsero intorno al loro amico e Angelo si attaccò alla sua gamba sinistra, il “tallone d’Achille” del Cavaliere si fece sentire. I neuroni si concentrarono intorno alla sua coscia facendola fremere, il maledetto clone chiuse la sua morsa. La spada nascosta nel sacco delle armi s’illuminò per un breve istante. «La nostra vita è in pericolo» disse il Cavaliere della Slitta, guardando i suoi amici «a volte un pensiero, a volte una parola, a volte il desiderio di aiutare può causare danni profondi. A volte irreparabili, proprio come accade al nostro pattino. Così è impossibile caricare la slitta, è impossibile correre veloci, maledizione è impossibile muoverci. Qui intorno c’è il deserto assoluto, non c’è ombra di legno. Solo un’immensa distesa di ghiaccio. Qui di rigido oltre al gelo, esistono solo le nostre ossa!».
L’Ombra arrivò con passo veloce, leggero, quasi danzante. Le Win si buttò in picchiata contro l’essere, ma rimbalzò contro l’invisibile e cadde a terra tramortito. La Fata delle fate era nel cespuglio con il suo amato, nulla volava intorno alla pattuglia dei ghiacci, solo un orribile silenzio. 

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